Turchia: il ministro delle Finanze si dimette, evidenziando il fallimento di Erdogan

Pubblicato il 9 novembre 2020 alle 17:20 in Medio Oriente Turchia

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Il ministro del Tesoro e delle Finanze turco, Berat Albayrak, altresì genero del presidente Recep Tayyip Erdogan, si è dimesso, per “motivi di salute”, in un momento in cui il Paese deve affrontare crescenti difficoltà economiche.

L’annuncio del ministro turco è giunto l’8 novembre, attraverso un post pubblicato su Instagram, e fa seguito alla decisione di Erdogan di sostituire il governatore della Banca centrale, Murat Uysal, in un quadro di crescenti difficoltà economiche, tra cui il perdurante deterioramento della lira rispetto al dollaro statunitense. Albayarak era stato nominato ministro delle Finanze nel 2018, dopo aver ricoperto l’incarico di ministro dell’Energia nel 2015. Secondo alcuni analisti, Albayarak si è trovato a presentare le proprie dimissioni a causa del fallimento delle politiche finanziarie adottate, che, come sottolineato più volte dai partiti di opposizione, avrebbero aggravato ulteriormente il quadro economico della Turchia, facendo precipitare la lira a livelli record.

In particolare, la valuta turca ha perso circa il 30% del suo valore dall’inizio del 2020, e la situazione è stata ulteriormente esacerbata dall’innalzamento dei tassi di interesse da parte della Banca centrale. Pertanto,  con le dimissioni di Albayrak e il licenziamento di Uysal, il presidente turco Erdogan avrebbe ufficialmente riconosciuto il fallimento della propria “formula economica”, ostacolando ulteriormente le prospettive di prestiti e di altri strumenti monetari volti a risanare la situazione finanziaria ed economica del Paese.

Secondo il New York Times, le dimissioni di Albayarak potrebbero essere altresì collegate alla nomina di Joseph R. Biden Jr. a capo della Casa Bianca, e ad un’esigenza di ricalibrare le relazioni tra Washington e Ankara. Stando a quanto riferisce il quotidiano statunitense, uno dei compiti dell’ex ministro turco era gestire i rapporti con Washington, attraverso la sua amicizia con la figlia del presidente Donald Trump, Ivanka, e suo marito, Jared Kushner. Grazie ai contatti informali con il genero dell’ex presidente, Albayarak era riuscito, nel novembre 2019, a guadagnarsi un meeting con Trump nello Studio Ovale.

In tale quadro, spiega il New York Times, Erdogan è riuscito, sino ad ora, a gestire le crescenti difficoltà economiche e politiche anche grazie ai legami intrattenuti con Trump, che gli hanno consentito di evitare sanzioni per l’acquisto del sistema missilistico russo S-400 e multe alla banca statale turca, Halkbank, per la violazione delle sanzioni statunitensi contro l’Iran. Tuttavia, ora, un’amministrazione Biden potrebbe mostrare maggiore fermezza, ed Erdogan potrebbe ritrovarsi costretto ad affidare la propria economia in mani più salde. Motivo per cui, il presidente turco avrebbe proceduto con la nomina di Naci Agbal a capo della Banca centrale. Si tratta di un ex ministro delle finanze, considerato un manager leale ma capace.

Al di là delle speculazioni che ruotano intorno agli ultimi cambiamenti del panorama finanziario turco, sono diversi a concordare sul fatto che questi siano stati causati dal collasso dell’economia di Ankara. Oltre alla svalutazione della lira turca, l’inflazione è salita all’11,77% ad agosto dall’11,76% di luglio, ma negli ultimi anni è rimasta costantemente a due cifre. Ciò significa che la Turchia ha un tasso di interesse reale negativo, in cui i depositi bancari e le obbligazioni perdono valore nel tempo, costringendo gli investitori a uscire dal mercato e i cittadini turchi a convertire le loro lire in dollari o euro. A tal proposito, è stato evidenziato che gli investitori stranieri hanno ritirato 7 miliardi di dollari dal mercato obbligazionario e 4 miliardi di dollari dal mercato azionario durante la prima metà del 2020. 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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