Taiwan esclusa dalla riunione dell’OMS per volere della Cina

Pubblicato il 9 novembre 2020 alle 14:09 in Cina Taiwan

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Il governo di Taiwan, che si autodefinisce Repubblica di Cina (ROC), non è stato invitato al 73esimo incontro dell’organo decisionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS),  l’Assemblea Mondiale della Sanità,  che riguarderà il coronavirus e si svolgerà dal 9 al 14 novembre. Il Ministero degli Affari Esteri taiwanese ha accusato di tali circostanze la Cina continentale e il blocco da essa imposto alla partecipazione di Taiwan.

L’OMS, di cui fanno parte 194 Paesi a livello globale, non ha incluso Taiwan nella lista lunga 83 pagine delle delegazioni invitate al 73esimo incontro dell’Assemblea Mondiale della Sanità, tra le quali figurano, ad esempio, i rappresentanti del Vaticano e della Palestina.

A tal proposito, l’8 novembre, il Ministero Affari Esteri di Taiwan ha dichiarato di non aver ricevuto alcun invito e ha espresso “grande risentimento e insoddisfazione” sia per il blocco imposto dalla Cina alla partecipazione di Taiwan alla OMS, sia per il fatto che l’organizzazione stessa stia continuando a negare i diritti alla salute e i diritti umani dei 23,5 milioni di cittadini taiwanesi. Per Taiwan, il mancato invito dell’OMS renderebbe “fasullo” lo slogan dell’organizzazione: “Salute per tutti”.

Tra i promotori della partecipazione di Taiwan all’incontro ci sono stati gli Stati Uniti, la cui missione presso l’Onu a Ginevra ha esortato l’istituzione ad invitare anche l’isola asiatica all’incontro virtuale del 9 novembre. Oltre a questo, circa 650 legislatori dei Parlamenti di 25 Stati europei hanno indirizzato una lettera aperta all’OMS per richiedere l’invito di Taiwan in qualità di osservatore. Da parte sua, l’OMS sostiene che l’invito o meno di Taiwan dipenda dalla volontà dei suoi Stati membri.

A livello globale, Taiwan è stata elogiata per il successo ottenuto nella lotta e nel contenimento dell’epidemia di coronavirus ed era per questo che era stato proposto di invitarla come osservatore all’incontro dell’Assemblea Mondiale della Sanità, che dovrebbe adottare una proposta di risoluzione per contrastare le emergenze sanitarie. Ad oggi, per oltre 200 giorni, l’isola non ha riportato nuovi casi di coronavirus e, anche alla luce di questo, vorrebbe condividere la propria esperienza con altri Paesi. Dal 1972, però, il posto di Taiwan all’OMS è stato preso dalla Cina continentale e, da allora, l’isola ha potuto partecipare come osservatore all’Assemblea Mondiale della Sanità solamente dal 2009 al 2016.

Oltre all’OMS, Taiwan è esclusa da molte organizzazioni internazionali a causa dell’opposizione del governo di Pechino, la Repubblica Popolare Cinese (RPC), che considera l’isola una sua provincia e non uno Stato sovrano. Per Pechino, Taiwan e la Cina formano un solo Paese, in base al principio “una sola Cina” che riconosce il solo governo della RPC, ma, a Taipei, è presente un esecutivo autonomo, con a capo la presidente avversa a Pechino, Tsai Ing-wen, in carica proprio dal 2016. Oltre a respingere categoricamente il principio di “una sola Cina”, quest’ultima ha trionfato con una grande maggioranza alle ultime elezioni sull’isola alla guida del Partito Progressista Democratico (PDD), lo scorso 11 gennaio e ha intensificato gli scambi con Washington. Il governo di Pechino, guidato dal presidente cinese, Xi Jinping, da parte sua, ha però più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza.

Lo scorso 6 novembre, la missione della Cina alle Nazioni Unite ha dichiarato che Taiwan potrà partecipare alle riunioni dell’Assemblea Mondiale della Sanità solamente se riconoscerà di appartenere alla Repubblica Popolare Cinese. Secondo il quotidiano cinese Global Times, di recente, l’isola avrebbe utilizzato la scusa della pandemia per portare avanti manipolazioni politiche e riproporre la questione della sua partecipazione all’OMS.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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