Israele: in arrivo nuove navi missilistiche, “le più avanzate al mondo”

Pubblicato il 9 novembre 2020 alle 11:07 in Israele Medio Oriente

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L’esercito israeliano ha annunciato che presto riceverà una nuova nave da guerra e, nello specifico, una corvetta missilistica di classe Sa’ar 6. L’obiettivo è consentire alla Marina israeliana di salvaguardare i propri interessi strategici nelle acque del Mediterraneo, con particolare riferimento alle risorse di gas.

Secondo quanto riferito dal portavoce dell’esercito, Eliyahu Sharbett, la corvetta in questione, denominata INS Magen, è la prima di una serie di navi fabbricate in Germania, presso la Thyssenkrupp Marine Systems. Questa verrà consegnata presso gli stabilimenti israeliani, situati nel Paese europeo, a Kiel, l’11 novembre, per poi giungere in Israele agli inizi del mese di dicembre. Altre tre imbarcazioni da 2.000 tonnellate, invece, verranno completate e inviate, presumibilmente, nel corso del 2021. A detta di Sharbett, Israele sta assistendo ad un “evento storico”, in quanto le navi missilistiche che si appresta a ricevere rappresentano “il prototipo più avanzato al mondo”. Il loro obiettivo, è stato specificato, sarà proteggere gli interessi economici e strategici del Paese, nel quadro di una delle missioni principali della Marina israeliana.

Le Sa’ar 6 derivano dalle corvette tedesche di classe Braunschweig, e sono dotate di elevate capacità difensive e offensive, grazie ai dispositivi tecnologici di cui dispongono, oltre a distinguersi per la capacità di vivere in mare per lunghi periodi, pari a circa 2000 ore l’anno per un periodo di trenta anni. La prima Sa’ar 6 giungerà presso il porto di Haifa priva di armamenti o sistemi di difesa, i quali, già sviluppati per il 90% da compagnie israeliane, verranno aggiunti in un secondo momento.

Nello specifico, le imbarcazioni israeliane saranno equipaggiate con sistemi radar di ultima generazione, volti a rilevare qualsiasi tipo di bersaglio in mare, su terra o nello spazio aereo, e garantire risposte rapide ed efficaci. Parallelamente, le navi sono caratterizzate da un ponte di volo in grado di ospitare elicotteri ed aerei da caccia Sea Hawk, i quali operano su lunghe distanze e per lunghi periodi. Non da ultimo, verranno dotate di sistemi di difesa antimissile, tra cui la versione marittima di Cupola di Ferro, di suite di guerra elettronica di Elbit Systems, missili Barak della IAI e di sistemi di comunicazione avanzati, che consentiranno un’interazione rapida tra le diverse unità dell’esercito.

Gli israeliani considerano le corvette Sa’ar 6 uno dei simboli principali che testimoniano la superiorità militare di Israele. Al contempo, secondo alcuni, le nuove imbarcazioni militari sono il segnale di un possibile cambiamento nella strategia offensiva e difensiva del Paese in mare. Come riportato dal The National Interest, Israele è noto per le proprie capacità militari, così come per l’impiego di velivoli hi-tech, tra cui gli F-35, volti a contrastare qualsiasi minaccia in Medio Oriente. Sino ad ora, però, la forza di Israele si è concentrata perlopiù sulla terraferma, dove il Paese ha maggiormente investito per dotare l’esercito di veicoli da combattimento e mezzi di difesa aerea.

Israele ha sempre fatto affidamento su piccole motovedette e su un cospicuo numero di imbarcazioni missilistiche per affrontare le minacce in mare. Ora, però, le cose potrebbero cambiare, in quanto le Sa’ar 6, la “spina dorsale” della marina israeliana per i prossimi trenta anni, consentiranno a Israele di acquisire una “nuova potenza di fuoco” , con il fine ultimo di salvaguardare i giacimenti di gas al largo delle proprie coste. Nello specifico, il Paese potrà contare su quindici navi di superficie, quattro navi Sa’ar 6, tre navi Sa’ar 5 e otto navi missilistiche.

Secondo il The National Interest, non sono da escludersi tensioni presso i giacimenti di gas nel bacino del Mediterraneo, nei pressi delle coste del Libano e della Striscia di Gaza. Già nel 2006, una corvette israeliana di classe Sa’ar 5, INS Hanit, venne colpita da missili del gruppo sciita Hezbollah. Quest’ultimo, stando a rapporti recenti, potrebbe presto dotarsi del missile Yakhont di fabbricazione russa o di una sua variante. In realtà, Hezbollah già dispone di circa 150.000 missili e razzi, ottenuti grazie al sostegno dell’Iran, e continua a sviluppare munizioni guidate di precisione.

Parallelamente, spiega The National Interest, la minaccia posta da missili in mare è ben nota. Già nel corso della guerra delle Falkland nel 1982, gli aerei argentini Dassault-Breguet Super Etendard lanciarono missili Exocet contro diverse navi britanniche. Durante la guerra tra Iran e Iraq nel 1987, anche la USS Stark fu colpita da un missile. Per tale ragione, Israele sta provando ad equipaggiarsi in modo adeguato, dotando le proprie imbarcazioni di mezzi di tecnologia furtiva, radar array a scansione elettronica, come Amir, oltre a dispositivi volti a intercettare eventuali minacce missilistiche.

Il nome della corvette in arrivo, “Magen”, deriva dal termine ebraico “scudo”. Questo perché la nave rappresenterà uno scudo per le piattaforme di gas e le infrastrutture off-shore in cui Israele sta investendo, tra cui il gasdotto EastMed, che hanno visto il Paese avvicinarsi a Egitto, Cipro e Grecia, anche nell’ambito del Forum sul gas del Mediterraneo orientale. Non da ultimo, Israele sembra essere sempre più preoccupato dalla Turchia e dal suo crescente ruolo nel Mediterraneo Orientale. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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