Iraq, Baghdad: 11 morti in un attentato dell’ISIS

Pubblicato il 9 novembre 2020 alle 9:30 in Iraq Medio Oriente

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Fonti mediche e della sicurezza irachene hanno riferito, nelle prime ore di lunedì 9 novembre, che circa 11 persone sono state uccise, ed almeno altre 8 sono rimaste ferite, a seguito di un attentato perpetrato dallo Stato Islamico contro una postazione militare nell’Ovest della capitale Baghdad.

Stando a quanto riferito dalle medesime fonti, gli agenti dell’ISIS hanno colpito una torre di controllo situata a Radouaniya, un villaggio all’ingresso occidentale di Baghdad. Il bilancio, secondo le prime informazioni, include 5 membri delle Forze di Mobilitazione Popolare (PMF) e 6 civili, accorsi sul luogo per aiutare a respingere l’attacco. Secondo quanto riportato da al-Jazeera, l’attentato, in realtà, non è stato ancora rivendicato e l’esercito e le forze di polizia iracheni hanno avviato un’operazione alla ricerca degli attentatori. La notizia è stata confermata anche da un funzionario del Ministero dell’Interno al quotidiano al-Araby al-Jadeed, secondo cui l’attacco è stato condotto attraverso l’utilizzo di granate e armi leggere e di medio calibro.

L’inizio della presenza dell’ISIS in Iraq risale al 2014. Dopo aver occupato gran parte del territorio iracheno, il 10 giugno di quell’anno l’organizzazione prese anche il controllo di Mosul, seconda città del Paese e principale nucleo urbano caduto in mano ai jihadisti, liberata poi il 10 luglio 2017. Il 9 dicembre 2017, il governo iracheno ha annunciato la vittoria sull’ISIS, dopo tre anni di battaglie. In particolare, è stato il primo ministro dell’Iraq allora in carica, Haider Al-Abadi, a comunicare che l’esercito aveva ripreso il totale controllo del Paese, dopo la riconquista di Rawa, una città ai confini occidentali di Anbar con la Siria, ultimo baluardo del gruppo in Iraq. Tuttavia, da allora, attacchi “mordi e fuggi”, insurrezioni e guerriglie nel territorio dell’Iraq settentrionale continuano. L’obiettivo è minare il governo di Baghdad. A tal proposito, alcune cellule affiliate allo Stato Islamico sembrano essere tuttora attive nella cosiddetta “Grande cintura Agricola” di Baghdad, di cui fa parte anche Radouaniya.

Di fronte a tale scenario, le forze irachene hanno lanciato diverse operazioni nel corso del 2020. Tra queste, “Gli eroi dell’Iraq”, la cui terza fase ha avuto inizio il 22 giugno scorso. Si è trattato di un’operazione di terra che ha visto l’esercito iracheno e le forze congiunte perlustrare un’area pari a circa 5 km quadrati, estesa tra le province di Salah al-Din e Diyala, fino al lago Tharthar, a Sud di Samarra. In precedenza, il 17 maggio, l’apparato di sicurezza iracheno aveva dato avvio ad una nuova operazione, intitolata “Leoni dell’isola”, il cui obiettivo era far fronte alle cellule dormienti dell’ISIS tuttora attive nell’Ovest di Salah al-Din, nel Sud di Ninive, nel Nord di Anbar e in alcune aree al confine siro-iracheno, su un totale di undici assi.

In tale quadro, l’8 novembre, le Forze di Mobilitazione Popolare hanno riferito di aver sventato un attacco dell’ISIS nella città di Samarra, nel governatorato settentrionale di Salah al-Din. Tale area, ha riferito al-Araby al-Jadeed, è tuttora testimone di un’operazione su larga scala condotta dalle forze di sicurezza irachene, coadiuvate dalle forze aeree della coalizione internazionale, finalizzata a dare la caccia alle cellule terroristiche che continuano a minare la sicurezza della regione. L’operazione, avviata a seguito delle istruzioni del premier iracheno, Mustafa al-Kadhimi, si estende nelle aree montuose di Makhoul e Khanouka. A detta del portavoce del comando delle operazioni congiunte, il maggiore generale Tahsin al-Khafaji, le forze irachene hanno adottato una nuova strategia, basata altresì sull’utilizzo di telecamere termiche e torri di monitoraggio. Le ultime azioni, è stato specificato, hanno già portato all’arresto di alcuni militanti dello Stato Islamico e al sequestro di armi, incluse granate e missili.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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