Il Giappone verso l’acquisto di due “super-cacciatorpediniere”

Pubblicato il 9 novembre 2020 alle 17:10 in Asia Giappone

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Tokyo sta valutando la possibilità di procurarsi due “super-cacciatorpediniere”. La Forza di autodifesa marittima giapponese, secondo la rivista The National Interest, continua ad assomigliare sempre più all’ex Marina imperiale giapponese, ma di dimensioni inferiori. Possiede una flotta di circa 154 navi e gestisce 346 aeromobili. Nel 2000 è stata la quarta marina militare al mondo per tonnellaggio e probabilmente è destinata ad aumentare di dimensioni in futuro. 

Nel dicembre 2018, Tokyo ha approvato un piano per modificare le sue due portaelicotteri di classe Izumo in modo da poter imbarcare il caccia a reazione Lockheed Martin F-35B Lightning II. Le modifiche consentiranno al Giappone di gestire portaerei con velivoli ad ala fissa per la prima volta dalla seconda guerra mondiale. Il governo giapponese ha anche annunciato come parte del suo budget per la Difesa da record che acquisterà nuovi F-35. Con un eventuale equipaggiamento di 105 F-35A e 42 F-35B, il Giappone potrebbe diventare il più grande operatore di caccia stealth di quinta generazione al di fuori degli Stati Uniti.

Un tipo di nave da guerra che la Forza di autodifesa marittima giapponese non utilizzerà è la corazzata. Non ci sono piani per una versione del XXI secolo della super corazzata Yamato. Tuttavia, secondo un recente rapporto di TheDrive, che cita media giapponesi, Tokyo sta valutando la possibilità di procurarsi due “super-cacciatorpedinieri”. Tali navi da guerra, proprio come le portaerei modificate, sembrerebbero essere in contraddizione con la Costituzione giapponese del 1947, che rinuncia alla guerra e che implica che le forze militari giapponesi siano mantenute solo a scopo di autodifesa. In questo caso, tuttavia, i super-cacciatorpediniere andrebbero in sostituzione della coppia di sistemi Aegis Ashore, i quali prevedono l’utilizzo delle piattaforme navali su terra. I lavori su questi ultimi sono stati sospesi a causa di problemi tecnici, costi e critiche interne. I cacciatorpediniere sarebbero concentrati sulla difesa missilistica, principalmente dalla Corea del Nord, e sarebbero equipaggiati con una versione del sistema di combattimento Aegis con il radar di discriminazione a lungo raggio AN / SPY-7 della Lockheed Martin.

The National Interest ha sottolineato che i finanziamenti per le modifiche al sistema dell’AN / SPY-7 saranno stanziati nel bilancio fiscale 2021 del Giappone. Mentre il Ministero della Difesa dovrebbe approvare le navi, sulla base di un rapporto provvisorio che verrà pubblicato, alla fine di questo mese, dopo uno studio tecnico, i funzionari di Tokyo hanno altresì considerato l’opzione di una nave da guerra speciale che potrebbe essere dedicata all’intercettazione dei missili. Anche se una nave del genere potrebbe costare di meno, sarebbe tuttavia molto più vulnerabile agli attacchi aerei e dei sottomarini. L’altra considerazione è che nonostante i missili nordcoreani siano visti come la minaccia principale, il Giappone ha anche altre priorità, tra cui il pattugliamento del Mar Cinese orientale, dove aumenta la pressione cinese. Qui, i nuovi cacciatorpediniere equipaggiati con Aegis potrebbero essere un’aggiunta pratica alla flotta grazie alla loro manovrabilità e alle capacità di difesa.

Il punto focale, tuttavia, è se Tokyo sceglierà di costruire una nuova nave da guerra o un derivato delle navi attualmente operative nella flotta. TheDrive ha citato un rapporto dell’agenzia Kyodo News di Tokyo, secondo cui il governo starebbe prendendo in considerazione una nave con un dislocamento standard di circa 8.000 tonnellate, maggiore dell’attuale dislocamento della classe Maya. Quest’ultima è una versione modificata della classe Atago e la nave principale è stata commissionata il 19 marzo 2020, con una seconda nave, Haguro, che entrerà in servizio nel marzo del prossimo anno. Queste navi sono state progettate anche per migliorare le capacità di difesa dai missili balistici del Giappone, ma sembra che Tokyo stia ora pensando ancora più in grande.

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Chiara Gentili

di Redazione

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