Francia: Le Drian in Egitto dopo le tensioni sulle caricature di Maometto

Pubblicato il 9 novembre 2020 alle 12:18 in Egitto Francia

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Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, si è recato in visita in Egitto, domenica 8 novembre, nel tentativo di allentare le tensioni con il mondo musulmano dopo le proteste contro la pubblicazione di caricature del profeta Maometto e le dichiarazioni di Parigi nei confronti dell’Islam. Oltre a tenere colloqui con il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, e con il ministro degli Esteri, Sameh Shoukry, Le Drian ha incontrato Ahmed al-Tayeb, il grande imam di Al-Azhar, la massima autorità musulmana egiziana.

La discussione tra i due si è incentrata sulla decisione della rivista satirica francese, Charlie Hebdo, di ristampare, a settembre, le vignette di Maometto, considerate blasfeme dai musulmani. Il mese scorso, al-Tayeb aveva denunciato le osservazioni del presidente francese, Emmanuel Macron, sul “separatismo islamico”, accusandolo di diffondere il “razzismo” e i “discorsi d’odio”. I commenti di Macron hanno fatto seguito all’uccisione di Samuel Paty, un insegnante di un sobborgo di Parigi decapitato, il 16 ottobre, da un 18enne di origini cecene perché aveva mostrato ai suoi allievi alcuni disegni del profeta durante una lezione di educazione civica in cui si discuteva della libertà di espressione.

La posizione di Al-Tayeb è rimasta ferma durante il colloquio con Le Drian. L’imam ha ribadito la sua difesa nei confronti della sacralità dell’Islam, affermando che le raffigurazioni del profeta sono severamente vietate. “Insultare il nostro Profeta è completamente inaccettabile e perseguiremo chiunque manchi di rispetto al nostro onorevole Profeta nei tribunali internazionali, anche se passeremo il resto della nostra vita solo su questo argomento”, ha sottolineato in una dichiarazione. A fine ottobre, Al-Tayeb aveva chiesto una legislazione universale che criminalizzasse la discriminazione contro i seguaci dell’Islam e aveva esortato i musulmani a ricorrere a mezzi pacifici e legali per “resistere all’incitamento all’odio”.

Inviato in Egitto per disinnescare le tensioni, Le Drian ha cercato di trasmettere un messaggio conciliatorio dopo l’incontro. “Ho notato molti punti di divergenza nelle nostre rispettive analisi”, ha detto ai giornalisti. “Ma il grande imam ha proposto di lavorare insieme per una convergenza comune perché insieme dobbiamo combattere il fanatismo”, ha precisato.

In una conferenza stampa a fianco di Shoukry, sempre nella giornata di domenica 8 novembre, Le Drian aveva ugualmente cercato di utilizzare toni distensivi. “Ho sottolineato, e sottolineo qui, il profondo rispetto che abbiamo per l’Islam”, aveva dichiarato il ministro francese. “Quello che stiamo combattendo è il terrorismo, è il dirottamento della religione, è l’estremismo”, ha aggiunto, sottolineando di essersi recato in Egitto “per spiegare, se necessario, questa lotta, e allo stesso tempo la lotta per il rispetto della libertà di opinione”.

Ampie manifestazioni sono scoppiate in molti Paesi a maggioranza musulmana dopo che Macron ha affermato di voler difendere con determinazione il diritto alla libertà di stampa e quindi anche alla pubblicazione di vignette sul profeta Maometto.Gruppi islamici, perlopiù radicali, hanno esortato la popolazione di diversi Paesi mediorientali, tra cui Siria e Iraq, ad organizzare proteste in un’ottica “anti-francese”. Di recente Macron, oltre ad aver promesso di impegnarsi a contrastare il “separatismo islamico”, ha definito l’Islam una religione “in crisi” in tutto il mondo e ha dichiarato che il governo presenterà, a dicembre, un disegno di legge per contrastare le frange più radicali dell’islamismo. Parallelamente, dopo le dichiarazioni del capo dell’Eliseo, si è diffusa sui social media una campagna per il boicottaggio dei prodotti francesi, soprattutto di genere alimentare, nei supermercati dei Paesi arabi e in Turchia. Hashtag come #BoycottFrenchProducts e #NeverTheProphet sono diventati di tendenza in Stati come Kuwait, Qatar, Palestina, Egitto, Algeria, Giordania, Arabia Saudita e Turchia. Tuttavia, in un’intervista con il quotidiano al-Jazeera, sabato 31 ottobre, Macron ha rivisto parzialmente la sua posizione, dichiarando di aver capito perché i musulmani si sono sentiti scioccati dalle vignette, ma aggiungendo che il ruolo del presidente è quello di “promuovere la calma e al contempo proteggere il diritto alla libertà di espressione”.

Anche al-Sisi aveva detto la sua nella controversia del mese scorso, affermando che “insultare i profeti equivale a sottovalutare le credenze religiose di molte persone”. Durante l’incontro di domenica, il presidente egiziano ha ribadito la necessità di promuovere “convivenza e tolleranza” tra le religioni.

La visita di Le Drian ha previsto anche una breve discussione sulla vicina Libia. “Gli sviluppi nelle ultime settimane stanno andando nella giusta direzione”, ha detto il ministro francese, riferendosi all’ultimo accordo di cessate il fuoco e ai negoziati tra le parti, tra cui l’ultimo round di colloqui di pace tra le amministrazioni rivali della Libia tenutosi a Ghadames. Le Drian ha dichiarato che Francia ed Egitto, le quali sostengono entrambe le forze fedeli al comandante libico Khalifa Haftar, sono “sulla stessa pagina” e concordano nel richiedere il ritiro immediato dei mercenari stranieri dalla Libia e nel rispettare l’embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite.

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Chiara Gentili

di Redazione

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