Elicottero russo abbattuto in Armenia, l’Azerbaigian si scusa

Pubblicato il 9 novembre 2020 alle 20:06 in Armenia Azerbaigian Russia

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La Russia ha dichiarato che uno dei suoi elicotteri militari è stato abbattuto in Armenia, vicino al confine con l’Azerbaigian, uccidendo due membri dell’equipaggio e ferendone un altro. 

Il Ministero della Difesa di Mosca ha reso noto l’incidente, lunedì 9 novembre, specificando che il suo elicottero Mi-24 è stato colpito, intorno alle 17:30 (ora locale) da un Manpads, un sistema missilistico antiaereo a corto raggio trasportabile a spalla. Lo schianto è avvenuto mentre l’elicottero stava scortando un convoglio di mezzi militari di Mosca presso la base russa in Armenia, situata ad Eraskh, vicino al confine con il Nakhchivan. Il militare ferito è stato portato in salvo e ha riportato solo leggere ferite.

Poco dopo la notizia, il Ministero degli Esteri dell’Azerbaigian ha rilasciato una dichiarazione in cui ha ammesso la responsabilità di Baku nell’abbattimento dell’elicottero ma ha precisato che si sarebbe trattato di un incidente. “La parte azera offre le sue scuse alla parte russa in relazione a questo tragico incidente”, ha chiarito il comunicato, aggiungendo che “l’attacco non era diretto contro Mosca”. Il governo di Baku si è altresì offerto di pagare un risarcimento.

La dichiarazione del Ministero degli Esteri dell’Azerbaigian ha affermato che le forze azere hanno deciso di aprire il fuoco a causa di un picco nei combattimenti con i separatisti armeni. In più, il Ministero ha sottolineato che l’elicottero stava volando al buio, a bassa quota, in prossimità del confine e al di fuori dalla zona di rilevamento del radar della difesa aerea. Fino a quel momento, ha precisato Baku, non erano stati visti elicotteri dell’Aeronautica russa in quella zona specifica. La Russia, che mantiene una presenza militare in Armenia, ha dichiarato che interverrà nel conflitto solo se i combattimenti raggiungeranno il suolo armeno.

L’incidente arriva mentre l’Armenia e l’Azerbaigian continuano a scontrarsi per il territorio conteso del Nagorno-Karabakh, situato geograficamente all’interno del territorio dell’Azerbaigian ma sotto il controllo delle forze dell’etnia locale armena dal 1994. La Russia sta cercando di mediare una soluzione tra le parti in guerra alla luce dei rapporti bilaterali con entrambi i Paesi e in quanto co-presidente del Gruppo di Minsk dell’OSCE, insieme a Francia e Stati Uniti. Mosca ha fatto concludere all’Armenia e all’Azerbaigian due cessate il fuoco, rispettivamente il 17 e il 10 ottobre scorsi, ma, in entrambi i casi, le parti sono tornate subito a scontrarsi, rendendo vani i tentativi russi. Anche gli USA hanno tentato, senza successo, di portare Erevan e Baku alla tregua con due iniziative separate, la prima il 24 ottobre e la seconda solo due giorni dopo, il 26 ottobre. Tuttavia, neanche questi due cessate il fuoco umanitari hanno retto e, da parte di entrambi gli schieramenti, sono giunte azioni offensive e violazioni dell’accordo.

La situazione nel Nagorno-Karabakh è degenerata il 27 settembre scorso quando una serie di scontri sono iniziati sulla linea di contatto, un’area fortemente militarizzata che separa le forze azere e armene impiegate nella regione. Da allora, sia l’Armenia sia l’Azerbaigian hanno introdotto la legge marziale e hanno annunciato la mobilitazione. Ad oggi, sia Erevan che Baku hanno riportato morti e feriti tra le proprie fila e hanno denunciato l’uccisione di civili.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare i negoziati senza precondizioni. La Turchia, da parte sua, ha dichiarato invece che fornirà all’Azerbaigian, suo alleato, qualsiasi sostegno richiesto. Ankara è stata accusata dall’Armenia e dal presidente francese di aver rifornito le forze azere di mezzi, armi e uomini.

Armeni e azeri si contendono il Nagorno-Karabakh dal febbraio 1988, quando la regione, a maggioranza armena, ha annunciato la sua secessione dalla Repubblica socialista sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1991-94, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh che, con l’appoggio armeno, si è proclamato indipendente prendendo il nome di Repubblica di Artsakh. Quest’ultima non è riconosciuta dalla comunità internazionale, ma possiede formalmente un proprio governo, una propria amministrazione e un proprio esercito.

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Chiara Gentili

di Redazione