Nagorno-Karabakh: Aliyev attacca Lavrov, irritazione di Mosca

Pubblicato il 6 novembre 2020 alle 10:29 in Armenia Azerbaigian Russia

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La Russia non comprende la reazione emotiva del presidente azero Ilham Aliyev alle parole del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov sui mercenari stranieri in Nagorno-Karabakh. Lo ha detto alla TASS una fonte del ministero degli Esteri russo giovedì 5 novembre.

“Ad essere onesti, non comprendiamo del tutto la reazione emotiva del molto onorevole Ilham Heydarovich Aliyev al commento di Sergej Viktorovich Lavrov” – ha detto la fonte all’agenzia di stampa moscovita.

La fonte ha ricordato la citazione esatta dell’intervista di Lavrov al quotidiano Kommersant del 3 novembre scorso: “Siamo ovviamente preoccupati per l’internazionalizzazione del conflitto del Nagorno-Karabakh e per il coinvolgimento di miliziani del Medio Oriente, secondo i dati disponibili si avvicinano già ai duemila. Questo argomento, in particolare, è stato sollevato dal presidente russo Vladimir Putin durante una conversazione telefonica con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan il 27 ottobre, nonché in contatti regolari con i leader di Azerbaigian e Armenia. Continuiamo con insistenza a promuovere la nostra posizione su vari canali”.

“Come possiamo vedere, non ci sono rimproveri nel commento né contro l’Azerbaigian né contro qualsiasi altro paese”, ha continuato l’interlocutore della TASS. “I nostri amici azeri dovrebbero essere più attenti quando lavorano con le fonti primarie”.

L’interlocutore dell’agenzia ha osservato che Mosca ha sempre affrontato con molta attenzione il suo ruolo di mediatore in un conflitto che tocca molto da vicino il popolo russo. “Lo ha affermato più volte il presidente Aliyev. Riaffermiamo il nostro impegno a promuovere una soluzione pacifica, politica e diplomatica del conflitto del Nagorno-Karabakh. Allo stesso tempo, rimaniamo convinti che la penetrazione di militanti mercenari nel Caucaso minacci la stabilità e la sicurezza di tutti i paesi della regione, compresi l’Azerbaigian e la Russia” – ha riassunto la fonte citata dalla TASS.

In precedenza il leader azero in un’intervista all’agenzia di stampa spagnola EFE, commentando le parole del ministro degli Esteri russo sui mercenari, ha espresso “sincero rammarico” per il fatto “che funzionari di alto rango di paesi che dovrebbero essere neutrali e che dovrebbero agire sulla base del mandato conferito loro dall’OSCE, utilizzano informazioni non supportate dai fatti”. Aliyev ha sottolineato che l’Azerbaigian non ha fatto ricorso a mercenari ed ha anche notato che non c’è una sola prova che un combattente straniero stia combattendo dalla parte dell’Azerbaigian.

La presenza di miliziani jihadisti siriani e libici tra le fila dell’esercito azero è stata confermata non solo dalle autorità armene, ma anche da osservatori internazionali e da paesi terzi, la Francia su tutti. Secondo diverse indagini giornalistiche, Ankara offre 2000 dollari al mese a mercenari siriani disposti a combattere in Nagorno-Karabakh. La cattura di due miliziani da parte delle truppe della Repubblica di Artsakh (Nome ufficiale della repubblica autoproclamata del Nagorno-Karabakh) ha confermato tale ipotesi.

L’Armenia e l’Azerbaigian si contendono il Nagorno-Karabakh dal febbraio 1988, quando la regione, a maggioranza armena, ha annunciato la sua secessione dalla Repubblica socialista sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1991-94, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh e di sette regioni adiacenti. Dal 1992 sono in corso negoziati per una soluzione pacifica del conflitto nel quadro del Gruppo OSCE di Minsk, guidato dai tre copresidenti, Russia, Stati Uniti e Francia.

Le tensioni tra i due paesi si sono intensificate la mattina di domenica 27 settembre quando l’esercito azero ha lanciato un massiccio attacco di artiglieria in Nagorno-Karabakh lungo la linea del cessate il fuoco del 1994, colpendo insediamenti civili, compresa la capitale Stepanakert. Secondo le autorità locali, circa 500 militari sono stati uccisi e oltre un migliaio sono rimasti feriti in Artsakh (Nome ufficiale della repubblica autoproclamata del Nagorno-Karabach) per via dell’attacco azero. L’Azerbaigian, nella sua avanzata nel sud della regione contesa, avrebbe perso oltre 5000 uomini tra morti e feriti.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione