Libano: previste sanzioni USA per il genero del presidente

Pubblicato il 6 novembre 2020 alle 11:43 in Libano USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Fonti statunitensi hanno rivelato che Washington potrebbe annunciare, nella giornata di venerdì 6 novembre, sanzioni contro Gebran Bassil, ex ministro degli Esteri e genero del capo di Stato, Michel Aoun. Sebbene la mossa sia diretta contro Hezbollah, rischia di ostacolare ulteriormente la formazione di un nuovo governo e, di conseguenza, acuire la perdurante crisi economica.

La notizia è stata dapprima rivelata dal Wall Street Journal, il 5 novembre, e successivamente riportata da quotidiani arabi come al-Arabiya. Il quotidiano USA definisce Bassil uno degli esponenti cristiani più influenti in Libano, ma che potrebbe essere sanzionato a causa dei suoi legami con il partito sciita Hezbollah, a cui il leader libanese avrebbe fornito copertura politica. Le sanzioni contro Bassil, hanno rivelato le fonti, sono state già approvate dal segretario di Stato USA, Mike Pompeo, e dal Dipartimento del Tesoro, e potrebbero essere annunciate ufficialmente nelle prossime ore.

La mossa di Washington è da inserirsi nella campagna di massima pressione esercitata contro Teheran, alleata di Hezbollah, e che ha già colpito, nei mesi scorsi, entità e personalità libanesi legate al gruppo sciita. Tra le ultime mosse, l’8 settembre scorso, gli Stati Uniti hanno inserito nella “lista nera” gli ex ministri dei Trasporti e delle Finanze, Yusuf Finyanus e Ali Hassan Khalil, accusati di aver fornito supporto materiale ed economico ad Hezbollah. 

Nello specifico, gli USA hanno accusato Finyanus, ministro dei Trasporti e dei Lavori pubblici dal 2016 al 2020, di aver accettato “centinaia di migliaia di dollari” da Hezbollah in cambio di favori politici. Inoltre, il partito sciita avrebbe sfruttato i propri legami con l’ex ministro per sottrarre fondi dai bilanci governativi, così da assicurarsi che le aziende di sua proprietà vincessero offerte per appalti governativi. Non da ultimo, a detta del Tesoro statunitense, Finyanus ha aiutato Hezbollah ad accedere a documenti legali sensibili relativi al Tribunale speciale per il Libano e ha svolto il ruolo di “intermediario” per Hezbollah e gli alleati politici. Dall’altro lato, Ali Hassan Khalil, ministro delle Finanze fino al 2020, è stato uno dei funzionari a cui Hezbollah ha fatto riferimento per ottenere guadagni economici.

Nel frattempo, il Libano è alla ricerca di una soluzione che ponga fine al perdurante stallo politico e alla crescente crisi economica. In tale quadro, l’ex premier Saad Hariri è nuovamente coinvolto nelle consultazioni con i diversi partiti politici libanesi, con il fine ultimo di formare una squadra governativa apartitica ed indipendente, così come richiesto da Parigi. In particolare, quest’ultima, al pari del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e di altri donatori internazionali, si è detta disposta a sostenere il Libano, ma in cambio di un nuovo governo in grado di attuare le riforme necessarie a risanare il quadro politico, economico e sociale libanese.

Nato nel 1982 come movimento di resistenza contro l’occupazione israeliana del Libano meridionale e in seguito evolutosi in un partito politico locale, Hezbollah, che in arabo significa “il Partito di Dio”, è un’organizzazione paramilitare sciita libanese che alcuni Paesi, tra cui gli Stati Uniti e Israele, considerano un gruppo terroristico. Hezbollah rappresenta un attore chiave nell’arena politica libanese, mentre Israele considera il movimento sciita armato la più grande minaccia per il Paese proveniente dall’esterno dei confini nazionali. Il precedente governo libanese, comprendeva 13 parlamentari e 3 ministri legati a tale movimento.

Il 15 ottobre 2018, gli Stati Uniti hanno incluso Hezbollah in una lista comprendente cinque gruppi classificati dal Dipartimento di Giustizia statunitense come organizzazioni criminali transnazionali, nei confronti delle quali Washington ha predisposto indagini e misure penali più severe.

Anche con l’ex amministrazione di Barack Obama, ed in particolare nel 2015, diversi conti di sospetti sostenitori di Hezbollah erano stati chiusi, in seguito all’imposizione di sanzioni contro istituti finanziari. I leader libanesi hanno ripetutamente messo in guardia sul fatto che, prendendo di mira le banche, ovvero un pilastro dell’economia locale, gli Stati Uniti rischiano di destabilizzare ulteriormente il Paese.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.