Germania: concluso l’acquisto di 38 Eurofighter

Pubblicato il 6 novembre 2020 alle 16:25 in Europa Germania

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La commissione per il bilancio del Parlamento tedesco ha concluso un contratto da 5,4 miliardi di euro per l’acquisto di 38 Eurofighter. L’accordo è stato sottoscritto con Airbus, il costruttore multinazionale europeo di aeromobili, con sede in Francia, e i 38 velivoli serviranno a rafforzare l’aviazione tedesca. Il contratto fa parte del piano a lungo termine del Ministero della Difesa di Berlino finalizzato ad acquisire fino a 93 aerei Eurofighter insieme a 45 F-18 dalla Boeing.

La consegna dei 38 jet, approvata giovedì 5 novembre, servirà a sostituire i più vecchi jet Eurofighter dell’aviazione tedesca che hanno solo un uso operativo limitato. Nello specifico, secondo quanto dichiarato dal ministro della Difesa, Annegret Kramp-Karrenbauer, i 38 nuovi aerei da combattimento Eurofighter Typhoon Tranche 4, previsti dal programma di Airbus, sostituiranno i vecchi aerei Tranche 1, attualmente in servizio. Le decisioni sull’acquisto dei restanti jet sono attese dopo le elezioni federali tedesche, previste per il prossimo anno.

I membri dell’Unione Cristiano Democratica (CDU), del Partito Socialdemocratico tedesco (SPD), del Partito Liberale-Democratico (FDP) e dell’Alternativa per la Germania (AfD) hanno votato a favore del progetto, cosiddetto “Quadriga”, mentre i Verdi si sono astenuti e la sinistra ha votato contro. Gli Eurofighter Typhoon costituiscono ad oggi la spina dorsale della Difesa aerea tedesca. Questo contratto renderà la Germania la maggiore nazione europea per numero di Eurofighter, con 181 aeromobili totali dall’inizio del programma. L’Italia, in confronto, possiede 95 velivoli. I nuovi Eurofighter Typhoon saranno consegnati alla Bundeswehr dal 2025, con una produzione di 8-10 aerei all’anno.

Solo qualche giorno fa, il 2 novembre, è giunta la notizia che la Germania ha in programma di inviare nell’Indo-Pacifico una fregata, impegnata nel pattugliamento della zona. La decisione è stata presa in un contesto di aumentato interesse dell’Europa per la regione, una spinta derivata non solo dalle preoccupazioni per la sicurezza ma anche dalla minaccia tecnologia e geo-economica della Cina. Nonostante sia il più grande partner commerciale di Pechino in Europa, il governo di Berlino, guidato da Angela Merkel, ha adottato una linea dura nei confronti della Cina in tempi recenti. Nell’ultima riunione del Terzo Comitato dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la Germania, sostenuta da altri 38 Paesi, ha condannato fermamente il trattamento riservato dal governo cinese alla minoranza uigura dello Xinjiang, oltre alla nuova legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino a Hong Kong durante l’estate.

Potenze europee, come la Germania, a lungo considerate morbide nei confronti della Cina, stanno dunque sollevando sempre più preoccupazioni su Pechino e allo stesso tempo stanno cercando di utilizzare l’Indo-Pacifico come teatro di interesse unificato per apportare un cambiamento importante. In più, alcuni rapporti di settembre suggeriscono che la Germania stia valutando la possibilità di approvare una legge che potrebbe rendere molto difficile per l’azienda cinese Huawei dominare il mercato tedesco delle telecomunicazioni, il più grande d’Europa.

La decisione di Berlino di dedicare una spesa maggiore alla Difesa coincide con la scelta statunitense di spostare il quartier generale dell’esercito USA in Europa da Stoccarda, in Germania, al Belgio. Dei 34.500 militari statunitensi in Germania, circa 6.400 saranno rimandati negli USA, quasi 5.600 saranno trasferiti in altri Paesi della NATO e poco meno di 25.000 resteranno nel Paese, secondo quanto aveva dichiarato a fine luglio il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper. 

L’iniziativa è in linea con il desiderio annunciato da Trump di ritirare le truppe dalla Germania anche per via dell’insoddisfacente spesa militare di cui è stato accusato il governo di Berlino. Il presidente USA ha dichiarato che il Paese “non ha pagato la sua parte dei costi di Difesa della NATO”. “La Germania è sconsiderata, sono all’un percento, non al due percento”, aveva detto il 29 febbraio ai giornalisti fuori dalla Casa Bianca, aggiungendo: “Hanno approfittato di noi per molti anni”. I democratici dell’opposizione e alcuni dei membri di alto profilo del partito stesso di Trump hanno criticato la decisione di accanirsi contro Berlino e hanno affermato che i costi di una manovra di questo tipo saranno enormi e le tempistiche molto lunghe. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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