La Germania pronta a schierare una fregata nell’Indo-Pacifico

Pubblicato il 5 novembre 2020 alle 17:07 in Asia Germania

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In un’intervista con il Sydney Morning Herald, il ministro della Difesa tedesco, Annegret Kramp-Karrenbauer, ha dichiarato che il suo Paese invierà una fregata nell’Indo-Pacifico il prossimo anno per pattugliare la zona. Sottolineando che il governo di Berlino ha intenzione di intensificare la collaborazione con le potenze regionali, sia a livello bilaterale che multilaterale, di fronte alle crescenti sfide alla sicurezza nel vasto teatro marittimo, il ministro Kramp-Karrenbauer ha aggiunto: “Ciò potrebbe includere, ad esempio, l’imbarco di ufficiali tedeschi in Unità della Marina australiana: un progetto che viene negoziato mentre ne stiamo parlando”.

Le osservazioni del ministro arrivano due mesi dopo che la Germania è diventata il secondo membro dell’Unione Europea, dopo la Francia, a rilasciare linee guida per l’Indo-Pacifico. Il Ministero degli Esteri francese ha emanato per la prima volta un documento strategico per la regione, nel 2018, a seguito di un importante discorso politico del presidente Emmanuel Macron, in Australia, all’inizio di quell’anno. Una successiva strategia di sicurezza francese per la regione è stata pubblicata dal ministero della Difesa del Paese nel 2019. Il documento tedesco, arrivato poco dopo, riflette un approccio globale del governo, con una forte attenzione al ruolo dell’Unione Europea. Berlino spera che le linee guida sulla regione indo-pacifica possano essere utilizzate come base per una futura strategia dell’UE.

“Sono convinto che le controversie territoriali, le violazioni del diritto internazionale e le ambizioni della Cina per la supremazia globale possano essere affrontate solo in modo multilaterale”, hanno detto Kramp-Karrenbauer durante l’intervista al Sydney Morning Herald, il 2 novembre. Il giornale ha poi riportato l’affermazione del ministro secondo cui la Germania starebbe lavorando all’interno della NATO per costruire relazioni di difesa con attori regionali.

I commenti di Kramp-Karrenbauer arrivano nel mezzo di un aumentato interesse dell’Europa per l’Indo-Pacifico, una spinta derivata non solo dalle preoccupazioni per la sicurezza ma anche dalla minaccia tecnologia e geo-economica della Cina. Fedeli all’architettura delle relazioni emergente nella regione, che guarda oltre il tradizionale modello “a raggiera” americano, le potenze europee si stanno avvicinando all’Indo-Pacifico con una strategia “a rete”. Ad esempio, la Francia non solo ha rafforzato le sue relazioni bilaterali con attori come India e Australia, ma ora i tre fanno parte anche di un forum per il dialogo trilaterale.

Da parte loro, le linee guida indo-pacifiche tedesche rendono centrali le istituzioni dell’Associazione delle 10 nazioni del Sud-est asiatico (ASEAN) e il ruolo dell’UE come partner dell’organizzazione, ma cercano anche di coinvolgere altre istituzioni come il Forum delle isole del Pacifico, la Bay of Bengal Initiative for Multi-Sectoral Technical and Economic Cooperation (BIMSTEC) e l’Indian Ocean Rim Association.

Nonostante sia il più grande partner commerciale della Cina in Europa, il governo di Berlino, guidato da Angela Merkel, ha adottato una linea dura nei confronti di Pechino in tempi recenti. Nell’ultima riunione del Terzo Comitato dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la Germania, sostenuta da altri 38 paesi, ha condannato fermamente il trattamento riservato dalla Cina alla minoranza uigura dello Xinjiang, oltre alla nuova legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino a Hong Kong durante l’estate. Gli analisti hanno anche sottolineato che al di là delle preoccupazioni sulla sicurezza regionale, il 5G cinese e le sue implicazioni, così come le pratiche di prestito infrastrutturale di Pechino, ampiamente descritte come predatorie, anche la pandemia di coronavirus ha contribuito al crescente scetticismo sulla Cina all’interno l’Unione Europea. Tuttavia, allo stesso tempo, evitando prudentemente un approccio unilaterale all’Indo-Pacifico, le potenze europee hanno dimostrato di sapersi fare da parte quando si tratta di affrontare le difficili sfide alla sicurezza nella regione e di affidarsi agli USA in caso di difficoltà nel frenare l’espansionismo marittimo cinese. Ad esempio, Kramp-Karrenbauer, nella sua intervista al quotidiano australiano, si è rifiutata di commentare se la fregata tedesca da schierare nell’Indo-Pacifico parteciperà alle operazioni di libertà di navigazione (FONOPS) della Marina statunitense nel Mar Cinese Meridionale.

Quello che emerge dunque è chepotenze europee, come la Germania, a lungo considerate morbide nei confronti della Cina, stanno sollevando sempre più preoccupazioni su Pechino e allo stesso tempo cercano di utilizzare l’Indo-Pacifico come teatro di interesse unificato per portare un cambiamento importante. In più, alcuni rapporti di settembre suggeriscono che la Germania stia valutando la possibilità di approvare una legge che potrebbe rendere molto difficile per l’azienda cinese Huawei dominare il mercato tedesco delle telecomunicazioni, il più grande d’Europa. Nella sua intervista, il ministro Kramp-Karrenbauer ha dichiarato: “Noi europei possiamo utilizzare solo la tecnologia di cui ci fidiamo”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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