Kosovo: si dimette il presidente Hashim Thaci

Pubblicato il 5 novembre 2020 alle 14:08 in Europa Kosovo

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Il presidente kosovaro, Hashim Thaci, si è dimesso con effetto immediato, giovedì 5 novembre, dopo aver appreso che la Camera degli specialisti del Kosovo, con sede all’Aja, ha confermato l’accusa di crimini di guerra nei suoi confronti.

“Oggi mi dimetto dalla carica di presidente”, ha detto Thaci durante una conferenza stampa nella capitale, Pristina, specificando che le sue fonti lo avevano informato della convalida dell’accusa. “Non mi sarà permesso di comparire davanti alla corte come presidente, quindi, al fine di proteggere l’integrità dello Stato, mi dimetto”, ha aggiunto. Thaci ha affermato il capo del parlamento del Kosovo agirà come presidente fino a quando non ne verrà eletto uno nuovo.

Il 24 giugno, il procuratore della Camera specialistica aveva rilasciato un atto d’accusa contro il presidente del Kosovo Thaci per presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità, inclusi quasi 100 omicidi. Il presidente dimissionario era stato negli anni ’90 il comandante senior dell’Esercito di liberazione del Kosovo (UCK), un gruppo paramilitare kosovaro-albanese, inserito nel 1998 nella lista ONU delle organizzazioni terroristiche. L’UCK aveva operato in Kosovo e nella vicina vallata di Preševo, nella parte meridionale della Serbia Centrale, prima dello scoppio della guerra, nel febbraio 1998.I crimini di guerra e contro l’umanità di cui è stato accusato Thaci sarebbero avvenuti durante la rivolta del Kosovo contro il governo serbo, tra il 1998 e il 1999.

Il 13 luglio, il capo di Stato si era recato al tribunale dell’Aia per essere interrogato per la prima volta davanti alla Corte. L’uomo, tuttavia, aveva nega il proprio coinvolgimento nei crimini e aveva affermato di essere stato ingiustamente accusato. In tale contesto, l’incriminazione del presidente kosovaro non era stata giudicata definitiva e il giudice avrebbe impiegato diversi mesi per decidere se il caso costruito dalla procura speciale fosse stato abbastanza solido da istituire un processo.

La Camera Specialistica è stata istituita all’Aia nel 2015 per gestire i casi di presunti crimini commessi dai militanti dell’UCK durante la guerra che ha portato all’indipendenza del Kosovo dalla Serbia. L’ufficio del procuratore specializzato ha sede nei Paesi Bassi, in parte per garantire la protezione dei testimoni. Il tribunale è disciplinato dalla legge del Kosovo ma è composto da giudici e pubblici ministeri internazionali.

Le accuse di crimini di guerra contro l’UCK sono emerse per la prima volta in un rapporto del 2011 dell’agenzia per i diritti del Consiglio d’Europa, il quale accusava i guerriglieri di aver ucciso civili serbi e oppositori politici di etnia albanese durante l’insurrezione.

Gli sforzi locali per indagare sui presunti crimini di guerra sono stati finora sventati dalle intimidazioni diffuse nel piccolo Stato balcanico, dove le lealtà dei clan sono molto profonde.

Il 17 febbraio 2008, il Kosovo ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza dalla Serbia, sostituendo l’amministrazione sponsorizzata dall’Onu che era stata creata dopo il bombardamento del Paese da parte della NATO nel 1999. L’azione dell’Alleanza, che ha fatto ritirare dal territorio kosovaro le forze serbe e jugoslave, aveva come obiettivo l’interruzione della dura repressione delle proteste interne da parte del governo serbo, tra cui l’uccisione e l’espulsione dei cittadini albanesi dal territorio kosovaro. La popolazione locale è composta al 90% da persone di origine albanese. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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