Hong Kong: hot-line per denunciare pericoli alla sicurezza nazionale

Pubblicato il 5 novembre 2020 alle 10:39 in Cina Hong Kong

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Il Servizio di Sicurezza Nazionale della polizia di Hong Kong ha avviato, il 5 novembre, un’apposita linea telefonica con la quale i cittadini potranno denunciare pericoli alla sicurezza nazionale, chiamata “Linea telefonica per la denuncia del dipartimento di Sicurezza Nazionale”. I politici dell’opposizione del governo di Hong Kong hanno denunciato l’apertura di tale servizio sostenendo che creerà un clima di timore e sfiducia a livello sociale.

La polizia della regione amministrativa speciale di Hong Kong ha annunciato la creazione del nuovo canale affermando che il suo scopo sarà quello di facilitare i cittadini a fornire informazioni e denunce, relative alla sicurezza nazionale. Le persone potranno utilizzare varie piattaforme quali WeChat, il servizio SMS e un’email dedicata, per comunicazioni non urgenti alla polizia riguardo la sicurezza nazionale e potranno altresì inviare dati, immagini, registrazioni audio e video. La nuova linea telefonica, però, non riceverà chiamate in entrata, non risponderà alle comunicazioni ricevute e non prenderà in considerazione casi non concernenti la sicurezza nazionale.

Per quanto riguarda, invece, questioni relative alla privacy, la polizia di Hong Kong ha specificato che non otterrà informazioni personali dei cittadini attraverso il nuovo canale e ha rassicurato che le informazioni pervenute saranno elaborate nel rispetto dell’ordinanza sui dati personali e non saranno rivelate a terzi.

Secondo un membro del Partito Democratico, James To Kun-sun, il nuovo provvedimento della polizia scoraggerà i cittadini di Hong Kong ad esprimere le proprie opinioni e i loro punti di vista, rendendo la città “una società silenziata”.

La nuova Linea telefonica è stata attivata a poco più di quattro mesi dall’entrata in vigore della Nuova Legge sulla Sicurezza Nazionale imposta dal governo centrale di Pechino su Hong Kong, lo scorso primo luglio.

La “Legge della regione amministrativa speciale di Hong Kong della Repubblica Popolare Cinese per la salvaguardia della sicurezza nazionale” era stata approvata dall’Assemblea Nazionale del Popolo, il massimo organo legislativo della Cina, il 30 giugno scorso ed era stata fatta rientrare nell’Allegato III della Basic Law, la mini-costituzione di Hong Kong. Con essa sono stati proibiti movimenti secessionisti e sovversivi, interferenze straniere e azioni di terrorismo sull’isola, rendendoli atti criminali per i quali sono previste pene fino all’ergastolo. Oltre a questo, è stata istituita la Commissione di Salvaguardia della Sicurezza Nazionale, che prevede l’impiego sull’isola di forze dell’ordine rispondenti al governo centrale di Pechino.

 Per molti, la legge avrebbe leso l’autonomia e le libertà di Hong Kong, restando volutamente vaga e lasciando ampi margini per la casistica di applicazione. Ad oggi, sono state almeno 28 le persone arrestate in base a quanto da essa previsto. A livello internazionale, più Paesi si sono poi opposti alla legge e hanno adottato contro-misure. Gli USA, ad esempio, già dal 14 luglio scorso, con l’Hong Kong Autonomy Act, avevano deciso di rivedere in toto lo status speciale accordato fino a quel momento all’isola e di trattarla come la Cina continentale, sostenendo che la sua autonomia e le sue libertà siano state distrutte 

Hong Kong fa ufficialmente parte della Cina dal primo luglio 1997, quando fu ultimato il passaggio della sua sovranità dal Regno Unito al governo di Pechino, secondo una serie di condizioni stabilite nella Dichiarazione congiunta sino-inglese, siglata il 19 dicembre 1984 e registrata come un trattato dall’Onu. In base a tale documento, le relazioni di Hong Kong con il governo centrale sono state regolate dal modello “un Paese, due sistemi”, volto a garantire un certo grado di indipendenza all’isola, che negli anni si era sviluppata su un modello economico, politico e sociale inglese e capitalista, molto distante dal modello del socialismo con caratteristiche cinesi. Tale principio e modalità di gestione sarebbe dovuto restare in vigore fino al 2047 ma per molti la legge sulla sicurezza nazionale lo avrebbe eroso.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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