Elezioni USA: Biden vicino alla vittoria, proteste nel Paese

Pubblicato il 5 novembre 2020 alle 19:01 in USA e Canada

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Secondo giorno di proteste nello Stato chiave della Pennsylvania, mentre i risultati delle elezioni presidenziali vedono Biden vicino alla vittoria, con un solo Stato in cui vincere per assicurarsi la Casa Bianca. 

Alcuni gruppi, principalmente democratici, si sono mobilitati attorno allo slogan “contare ogni voto”, poichè ritengono che uno scrutinio completo mostrerà che Joe Biden ha battuto il presidente repubblicano, Donald Trump. Sul fronte opposto, i sostenitori di Trump usano lo slogan “proteggere il voto”, poichè affermano che le elezioni sono state irregolari, sopratutto per quanto riguarda il voto per posta. Entrambe le fazioni hanno protestato, la mattina del 5 novembre, davanti ad un seggio di Filadelfia, ancora occupato nello scrutinio dei voti.

Le proteste pro-Trump erano riconoscibili dalle bandiere e cartelli in cui si leggeva: “il voto si ferma il giorno delle elezioni”. Questi sono riuniti dall’altra parte della strada rispetto ai sostenitori di Biden. Manifestazioni simili sono state programmate più tardi nel corso della giornata ad Harrisburg, la capitale della Pennsylvania. Scott Presler, un attivista pro-Trump, ha affermato di aver organizzato il raduno definito dallo slogan “Ferma il furto” a Harrisburg, per garantire che vengano contate solo le schede elettorali valide. “Voglio attirare l’attenzione nazionale affinché le persone agiscano, affinché chiamino i loro rappresentanti”, ha dichiarato Presler. “Voglio che manifestino e si presentino in forze, che non permetteremo che queste elezioni vengano truffate con schede fraudolente”, ha aggiunto.

A Washington, un corteo di auto e biciclette, organizzato dagli attivisti di un gruppo noto come “Shutdown DC”, ha sfilato per le strade della capitale, per protestare contro “un attacco al processo democratico” da parte di Trump. La maggior parte delle manifestazioni nelle città di tutto il Paese sono state pacifiche e sono solitamente piccole. Tuttavia, nella giornata del 4 novembre, alcune proteste hanno portato a scontri con la polizia. Queste erano nate a seguito dei commenti di Trump in cui ha chiesto che il conteggio dei voti si interrompesse e ha ribadito che era in corso, a suo avviso, una diffusa truffa ai danni degli elettori statunitensi. La polizia di New York City, Denver, Minneapolis e Portland, Oregon, ha riferito di aver arrestato alcuni manifestanti, spesso con l’accusa di blocco del traffico o di reati simili.

La mattina del 5 novembre, al secondo piano della State Farm Arena di Atlanta, i funzionari elettorali della Contea si sono seduti intorno a sei tavoli mentre elaboravano alcune migliaia di schede elettorali arrivate per corrispondenza. Alcuni osservatori repubblicani e democratici hanno preso appunti mentre i funzionari selezionavano ogni lotto di 400 schede una per una, assicurando che le firme corrispondessero tra buste e schede. Al fine di evitare la folla nel giorno delle elezioni, mentre il Paese rimane fortemente colpito dalla pandemia di coronavirus, più di 100 milioni di cittadini statunitensi hanno votato in anticipo nel 2020, un record per il Paese. Il conteggio ad Atlanta è stato molto più calmo che a Phoenix, dove una folla di sostenitori di Trump, alcuni armati di fucili e pistole, il 4 novembre, si è radunata fuori da un centro elettorale, a seguito della diffusione di voci infondate secondo cui i voti di Trump non venivano deliberatamente conteggiati.

In tale contesto, il percorso di Biden verso la vittoria è molto più facile di quello di Trump, anche se entrambi i risultati rimangono possibili. Nel frattempo, l’attuale presidente, che si era dichiarato vincitore già nella mattinata del 4 novembre, sta ora affermando che richiederà un nuovo conteggio dei voti, rischiando di ritardare ulteriormente l’annuncio del futuro presidente. L’appello di Trump per ricontare i voti del Wisconsin, uno Stato che il leader repubblicano aveva vinto quattro anni fa con un leggero margine, giunge in un momento in cui le sue possibilità di ottenere i 270 voti necessari a vincere le elezioni si fanno sempre più ristrette.

Secondo la legge del Wisconsin, un secondo conteggio può essere richiesto se il margine tra i primi due candidati è inferiore all’1%. Bill Stepien, responsabile della campagna di Trump, ha affermato che “il presidente è ben all’interno della soglia necessaria a richiedere un nuovo scrutinio dei voti”. “Quindi lo faremo immediatamente”, ha aggiunto. Stepien ha sottolineato che “il signor Trump è impegnato a garantire che tutti i voti legali siano conteggiati nel Michigan e altrove”, una formula che suggerisce l’eventuale intenzione del presidente di contestare la legalità di alcune schede.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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