Pakistan e Bosnia discutono di “islamofobia” e Kashmir

Pubblicato il 4 novembre 2020 alle 19:12 in Balcani Pakistan

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Il presidente di turno della Bosnia ed Erzegovina, Sefik Dzaferovic, ha incontrato, mercoledì 4 novembre, i massimi funzionari del Pakistan nella capitale del Paese asiatico, Islamabad, per discutere della crescente ondata di “islamofobia” e della persistente disputa nella regione del Kashmir.

Dzaferovic, che è atterrato a Islamabad per una visita inaugurale di due giorni, ha tenuto un incontro personale con il primo ministro, Imran Khan. Durante una conferenza stampa organizzata al termine del colloquio, i due leader hanno affermato di aver discusso di una serie di questioni, tra cui la diffusione, soprattutto in occidente, di un sentimento di islamofobia e delle strategie per aumentare il volume degli scambi bilaterali e la cooperazione tra i due Paesi.

“Abbiamo parlato della pubblicazione di caricature blasfeme in Francia”, ha rivelato Khan, riferendosi alle vignette sul Profeta Maometto rese nuovamente pubbliche dalla rivista francese Charlie Hebdo. I disegni hanno attirato l’ira dei musulmani di tutto il mondo e hanno dato vita a movimenti, soprattutto nei Paesi arabi del Medio Oriente e in Stati asiatici come il Pakistan e il Bangladesh, che esortavano la popolazione ad organizzare proteste in un’ottica anti-francese. Le dichiarazioni del Capo dell’Eliseo, Emmanuel Macron, a difesa della libertà di espressione e contro il “separatismo islamico”, hanno poi alimentato una campagna sui social media per il boicottaggio dei prodotti francesi, soprattutto di genere alimentare, nei supermercati dei Paesi arabi e in Turchia. Hashtag come #BoycottFrenchProducts e #NeverTheProphet sono diventati di tendenza in Stati come Kuwait, Qatar, Palestina, Egitto, Algeria, Giordania, Arabia Saudita e Turchia.

“Nessuno ha il diritto di ferire i sentimenti di milioni di musulmani in nome della libertà di espressione. Condanniamo apertamente questa mossa”, ha dichiarato Khan. Il primo ministro pakistano ha altresì parlato della situazione nel Kashmir e ha ringraziato la Bosnia ed Erzegovina per il suo “coerente” sostegno ad Islamabad sulla questione. Il Kashmir è una regione asiatica a maggioranza musulmana, situata tra l’India, il Pakistan e la Cina che, al momento, ne amministrano aree distinte. In particolare, la parte centro-meridionale, il Jammu e Kashmir, è amministrata dall’India, lo Azad Kashmir e il Gilgit-Baltistan, le porzioni Nord-occidentali, sono sotto la giurisdizione del Pakistan, mentre la zona Nord-orientale, Aksai Chin, è sotto il controllo della Cina. Tale ripartizione non è però riconosciuta dagli attori in gioco e Nuova Delhi e Islamabad rivendicano la propria sovranità l’una sulle parti dell’altra. Di fronte alle tensioni nate dalle rivendicazioni concorrenti, l’Onu ha istituito un confine de facto tra la parte indiana e quella pakistana, noto come Linea di Controllo (LoC).  Qui è in atto un cessate il fuoco dal 2003 che Islamabad e Nuova Delhi si accusano reciprocamente di violare di frequente, mentre, da decenni, nella parte indiana ci sono gruppi ribelli che lottano per l’indipendenza del territorio o per unirsi al Pakistan, accusato dall’India di armare i militanti.

Per quanto riguarda il tema del commercio e degli affari, Khan e Dzaferovic hanno firmato diversi accordi e memorandum d’intesa. “Il nostro commercio ammonta oggi a 4,5 milioni di euro, il che non è sufficiente. Abbiamo concordato, però, che continueremo ad avere incontri per migliorare il nostro commercio e la cooperazione in vari campi”, ha detto il premier pakistano, accettando l’invito del presidente bosniaco a visitare presto la Bosnia-Erzegovina.

“I bosniaci hanno un posto molto speciale nel nostro cuore poiché hanno affrontato tempi tragici negli anni ’90”, ha affermato Khan riferendosi al genocidio dei musulmani bosniaci da parte delle forze di sicurezza serbe, come il genocidio di Srebrenica del 1995. Dzaferovic, da parte sua, ha elogiato il ruolo delle truppe pakistane nelle forze di pace delle Nazioni Unite di stanza in Bosnia ed Erzegovina, negli anni ’90. Il presidente ha altresì incontrato il ministro degli Esteri pakistano, Shah Mehmood Qureshi, con il quale ha discusso dei modi per trovare una soluzione “pacifica” alla questione del Kashmir, in conformità con le risoluzioni delle Nazioni Unite. Qureshi ha sottolineato che i due Paesi sono sempre stati uno accanto all’altro nei tempi più critici e ha ribadito che uno degli obiettivi di Islamabad è quello di espandere le relazioni con la Bosnia-Erzegovina nel commercio, nell’istruzione, nella cultura e negli investimenti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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