Austria e Francia pronte per una strategia europea contro il terrorismo

Pubblicato il 4 novembre 2020 alle 17:20 in Austria Francia

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In un colloquio telefonico, il presidente francese, Emmanuel Macron, e il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, hanno stabilito di elaborare una strategia comune europea contro il terrorismo. Liniziativa giunge in seguito a una ripresa degli attacchi terroristici in Europa, i quali hanno colpito, proprio negli ultimi giorni, lAustria e la Francia. Durante la telefonata, Kurz ha ringraziato il presidente francese per la sua visita presso ambasciata austriaca, martedì 3 novembre, e ha assicurato che la collaborazione tra i due Paesi sarà fortificata anche in ambito europeo.

La capitale dellAustria, Vienna, è stata teatro di un attentato terroristico di matrice islamista la notte del 2 novembre. Il gruppo dello Stato Islamicoha rivendicato la responsabilità dellattacco, il giorno successivo, ma leffettivo coinvolgimento dellorganizzazione è ancora in corso di valutazione. Nel frattempo, le autorità austriache hanno arrestato 14 persone in correlazione allattentato. Tutti hanno unetà compresa tra i 18 e i 28 anni e hanno alle spalle un passato da migranti. Alcuni possiedono una cittadinanza straniera, secondo le informazioni riportate dallagenzia di stampa Reuters.

Lautore dellattentato, che ha ucciso almeno 4 persone e ne ferite 17, prima di essere neutralizzato dalla polizia austriaca, si chiamava Kujtim Fejzulai, aveva 20 anni, era nato a Vienna ma aveva origini albanesi, della Macedonia del Nord. Il giovane era stato condannato, nell’aprile 2019, a 22 mesi di prigione perché aveva tentato, insieme ad altri 90 islamisti austriaci, di recarsi in Siria per unirsi al gruppo dello Stato Islamico. Gli era stata concessa, a dicembre, la scarcerazione anticipata in base al diritto minorile. L’uomo, secondo i media austriaci, poco prima di entrare in azione, aveva prestato giuramento di fedeltà al nuovo leader dell’Isis, Abu Ibrahim al-Hashimi al-Quraishi.

Sulla base di quanto rivelato dal ministro degli Interni, Karl Nehammer, mercoledì 4 novembre, alcuni filmati che hanno registrato la scena dell’attaccohanno confermato che Fejzulai avrebbe agito da solo, e non con l’aiuto di almeno 3 collaboratori, come si riteneva inizialmente. Nehammer ha sottolineato che l’attentatore, ucciso a colpi d’arma da fuoco dalla polizia, aveva “perfettamente” raggirato il programma austriaco per reintegrare i jihadisti nella società.

L’attentato di Vienna è iniziato intorno alle 20:00, quando sono stati uditi i primi colpi di arma da fuoco fuori dalla sinagoga principale della città. Molte persone erano in giro perché approfittavano dell’ultima serata prima dell’introduzione di un coprifuoco nazionale deciso dalle autorità a causa della pandemia di coronavirus. Il cancelliere Kurz ha descritto l’episodio con termini duri definendolo un “attacco terroristico ripugnante” e confermando la natura islamista dell’attentato. “Si è trattato di un attacco alla nostra libera società, ma è chiaro che non ci lasceremo spaventaree difenderemo con tutte le nostre forze il nostro modello di vita”, ha detto il cancelliere, aggiungendo: “Non cadremo nella trappola del terrorismo”. “Noi dobbiamo essere coscienti che non c’è una battaglia fra cristiani e musulmani, o fra l’Austria e i migranti. No. Questa è una lotta fra le molte persone che credono nella pace e alcuni che auspicano la guerra. È una lotta fra la civiltà e la barbarie, e questa lotta l’affronteremo con ogni determinazione”, ha concluso Kurz.

Pochi giorni prima, il 29 ottobre, in Francia, a Nizza, un uomo armato di coltello aveva attaccato la chiesa di Notre-Dame, uccidendo 3 persone. L’autore dell’attentato è Brahim Aoussaoui, un tunisino senza precedenti, nato nel 1999, arrivato in Europa il 20 settembre, sbarcato a Lampedusa e giunto in Francia dopo vari spostamenti. Delle tre vittime, due sono donne e uno è un uomo. Le due persone morte all’interno della cattedrale sono state “sgozzate” o “decapitate”. Il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, ha parlato di una “scena dell’orrore”, con una delle vittime uccisa in modo “orribile”, “come il professore”, un riferimento alla decapitazione dell’insegnante francese, Samuel Paty, ucciso il 16 ottobre per mano di un 18enne di origini cecene. La terza vittima, una donna, si era rifugiata dopo l’aggressione in un bar vicino alla chiesa. Tuttavia, è morta poco dopo per le conseguenze delle ferite.

La Francia è stata colpita da un’ondata di attacchi armati, tre nel giro di poche settimane, dopo la ripubblicazione, a inizio settembre, da parte della rivista satirica francese, Charlie Hebdo, di alcune vignette del Profeta Maometto. Le caricature in questione sono state considerate offensive e “islamofobe” perché percepite dal mondo musulmano come un’accusa nei confronti della religione e come un tentativo di legarla al fenomeno del terrorismo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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