Uganda: arrestato di nuovo il leader dell’opposizione

Pubblicato il 3 novembre 2020 alle 19:58 in Africa Uganda

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In Uganda, il leader dell’opposizione, Bobi Wine, è stato nuovamente arrestato, subito dopo lufficializzazione della sua candidatura alle prossime elezioni presidenziali, previste per febbraio 2021. Gli agenti della polizia hanno usato un martello, hanno rotto i finestrini del suo veicolo, hanno trascinato Bobi Wine fuori con la forza e lo hanno messo in un furgone”, ha dichiarato, martedì 3 novembre, Joel Senyonyi, portavoce del partito di Wine, il National Unity Platform (NUP).

Unemittente televisiva locale, riportando i dettagli della scena, ha riferito che il candidato è stato portato via nel mezzo di nuovi violenti scontri tra la polizia e i sostenitori del leader dellopposizione. Almeno 15 persone sono rimaste ferite e 49 arrestate nei disordini che hanno avuto luogo dopo larresto di Wine.

Luomo, di 38 anni, il cui vero nome è Robert Kyagulanyi, è un famoso cantante pop che ha deciso di dedicarsi alla politica perché mira a porre fine al regime dellattuale presidente, Yoweri Museveni, al potere da 34 anni. La giovane età di Wine e il suo successo nella musica gli hanno fatto guadagnare un grande seguito nel Paese riuscendo a mettere in crisi il partito al governo, ovvero il Movimento di resistenza nazionale (NRM). La popolarità del nuovo candidato, tuttavia, ha anche inasprito la repressione attuata dalle forze di sicurezza nei confronti dei suoi sostenitori. L’Uganda, che possiede circa 42 milioni di abitanti, è un Paese relativamente giovane, dove circa il 75% della popolazione ha meno di 30 anni.

Da quando Wine ha espresso la sua ambizione a concorrere per il mandato di presidente, la polizia e l’esercito hanno ripetutamente disperso le manifestazioni in suo favore, nonché aggredito e picchiato i suoi sostenitori. In una dichiarazione, la polizia ha riferito che luomo sarebbe stato arrestato perché aveva in programma di “tenere cortei illegali” mentre lasciava la sede degli uffici della Commissione elettorale, dove aveva registrato la sua candidatura. Già il 14 ottobre, le forze di sicurezza ugandesi avevano arrestato Wine dopo aver fatto irruzionenel quartier generale della campagna elettorale del suo partito.

Lunedì 2 novembre, Museveni, 76 anni, ha avvertito che chiunque avesse infranto lordine e la pace si sarebbe pentito delle proprie azioni. “Ho sentito che alcune persone vogliono disturbare la nostra pace. Chiunque ci provi se ne pentirà”, ha detto il presidente dopo che la Commissione elettorale ha accettato la sua candidatura. I sostenitori del leader ugandese lo elogiano per aver attratto gli investimenti nel Paese e rafforzato l’economia. I suoi oppositori, invece, lo accusano di gravi repressioni del dissenso e di una diffusa corruzione, tutte critiche che il presidente ha ripetutamente respinto e considerato false insinuazioni.

I legislatori del Movimento di resistenza nazionale (NRM) hanno votato, nel 2017, per cambiare la Costituzione, rimuovendo il limite di età di 75 anni per i presidenti. Tale mossa ha consentito a Museveni di ricandidarsi alle prossime elezioni e la sua nomina è stata già autorizzata dalla Commissione. Se dovesse vincere, il leader ugandese affronterà il suo sesto mandato presidenziale consecutivo.

Dopo anni di instabilità in Uganda, Museveni fu inizialmente accolto dall’Occidente come parte di una nuova generazione di statisti africani, elogiato per le sue riforme economiche ed educative. Nel corso degli anni, tuttavia, il presidente è stato più volte criticato per il rifiuto di lasciare il potere nonostante le accuse di corruzione e una leadership autocratica. Nelle elezioni passate, il partito al potere ha sempre garantito la candidatura per Museveni, squalificando alcuni potenziali rivali. 

I gruppi per la difesa dei diritti umani lo accusano da tempo di schierare le forze di sicurezza per intimidire gli oppositori, una critica che non è mancata nemmeno durante il periodo delle misure anti-coronavirus. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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