Italia-Libia: continua la cooperazione in materia di immigrazione

Pubblicato il 3 novembre 2020 alle 17:46 in Immigrazione Italia Libia

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Il Ministero dell’Interno del governo tripolino, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA) ha riferito che, il 2 novembre, Italia e Libia hanno raggiunto un accordo in merito alla formazione di un comitato “ristretto”, volto a modificare il Memorandum d’Intesa sull’immigrazione.

Tale memorandum era stato firmato il 2 febbraio 2017 e vede i due Paesi impegnati a collaborare, oltre che per lo sviluppo di entrambi, nella lotta all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani e al contrabbando, con il fine ultimo di rafforzare la sicurezza delle frontiere. I firmatari dell’accordo erano stati l’allora presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, e il premier del GNA, Fayez al-Sarraj. Per avviare tale collaborazione, l’Italia stanziò 200 milioni di euro. Il documento era stato raggiunto nell’ambito della crisi europea dei migranti, quando decine di migliaia di uomini, donne e bambini sbarcavano sulle coste italiane. In particolare, nel 2016, le coste italiane hanno accolto 181.000 migranti.  Il memorandum ha una durata triennale e si rinnova automaticamente tre mesi prima della scadenza, salvo indicazioni diverse.

Nel corso degli ultimi anni, il sostegno offerto dalla Guardia Costiera libica, tra cui aiuti economici e supporto addestrativo, ha portato ad una riduzione nel numero degli arrivi. Tuttavia, considerata la situazione di perdurante instabilità del Paese Nord-africano, i migranti si sono spesso trovati a vivere in centri di detenzione sovraffollati, costantemente soggetti a maltrattamenti, abusi e torture.

Già il 3 luglio scorso, Roma e Tripoli avevano tenuto la prima sessione del comitato misto italo-libico per negoziare le modifiche al Memorandum d’intesa del 2017. In tale occasione, l’Italia aveva mostrato il desiderio di imprimere una svolta sostanziale alla cooperazione tra Italia e Libia per la gestione dei flussi migratori. Precedentemente, il 24 giugno, anche la parte libica aveva avanzato le prime proposte in merito alla modifica dell’intesa, in occasione di un incontro tra il premier al-Sarraj ed il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio. “Tripoli si impegna ad assistere i migranti salvati nelle loro acque e a vigilare sul pieno rispetto delle convenzioni internazionali, attribuendo loro protezione internazionale così come stabilito dalle Nazioni Unite”, aveva affermato il ministro italiano.

Il 2 novembre, secondo quanto riporta il quotidiano al-Wasat, è stata formata una sotto-commissione, composta da membri sia italiani sia libici, la quale avrà il compito di elaborare un progetto che soddisfi le richieste di entrambe le parti, nel pieno rispetto della sovranità dei due Paesi. L’obiettivo, ha spiegato il Ministero tripolino, è far fronte in modo olistico al fenomeno dell’immigrazione illegale, garantendo, allo stesso tempo, che “la sovranità dello Stato libico non venga violata”. A rappresentare l’Italia nell’incontro del 2 novembre, vi è stato l’ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Buccino Grimaldi, accanto a delegati e rappresentanti del Dipartimento degli Affari Europei del Ministero degli Affari Esteri, della Guardia Costiera e della Sicurezza Portuale, della Squadra Nazionale per la Sicurezza e la Gestione delle Frontiere ed altri organismi coinvolti.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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