Elezioni presidenziali USA: le preferenze della comunità araba

Pubblicato il 3 novembre 2020 alle 10:11 in Medio Oriente USA e Canada

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Il numero di cittadini statunitensi di discendenza araba rappresenta circa il 2% della popolazione degli USA, ovvero si stima che questi ammontino a circa 3.7 milioni, concentrati perlopiù in 12 Stati. Sebbene tale percentuale non influisca direttamente sulle fortune di nessuno dei candidati alla presidenza statunitense, può essere un fattore rilevante nelle elezioni locali e legislative e in alcune contee.

A riportarlo, il quotidiano Asharq al-Awsat, il 3 novembre, giorno delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Le informazioni si basano su un sondaggio condotto dall’Arab American Institute. Tuttavia, specifica il quotidiano, le analisi e i sondaggi sulle preferenze degli elettori arabi variano. Secondo i dati del Yalla Vote Tracking Poll, l’80% degli arabi residenti negli USA ha riferito che avrebbe votato alle elezioni. Secondo il sondaggio condotto, su un totale di 805 intervistati, il favorito è il candidato democratico Joe Biden, con il 59% delle preferenze, mentre l’avversario repubblicano, nonché presidente attualmente in carica, Donald Trump, ha raggiunto il 35%. Tra i fattori che destano maggiore interesse all’interno della comunità araba vi sono l’assistenza sanitaria, l’economia e le relazioni tra le diverse etnie.  

A detta di Asharq al-Awsat, la comunità araba ha sì mostrato una maggiore preferenza per Joe Biden, ma con un margine inferiore rispetto a quello di cui godeva l’ex presidente Barack Obama nel 2008. Tuttavia, sulla base dei dati raccolti, si prevede che Biden otterrà un numero maggiore di voti rispetto a quelli raggiunti da Hilary Clinton nel 2016. Biden è in testa, secondo gli ultimi sondaggi dell’Arab-American Institute, tra gli elettori arabi sia musulmani, con circa il 60%, sia cattolici, con il 55%. La maggioranza degli intervistati ha mostrato un forte sostegno a Biden per questioni relative alla gestione della pandemia e alla “giustizia razziale”.

Nonostante ciò, è stato evidenziato come, nel corso degli ultimi anni, Trump abbia ottenuto un crescente sostegno all’interno della comunità di origine araba. I risultati del 2016 mostravano come il 58% degli arabi-USA fosse a favore di Hilary Clinton e il 25% di Trump. Nel 2020, il sostegno per il candidato repubblicano ha registrato un aumento del 10%.

In tale quadro, Rabie Rushdie, un elettore arabo, ha detto che non voterà per un candidato che “sostiene l’aborto o il matrimonio gay”, riferendosi a Joe Biden. Queste idee, ha affermato Rabie, sono contrarie a tutte le “credenze celesti” e la società araba, considerata conservatrice, le rifiuta. Il medesimo cittadino ha poi riferito che le accuse rivolte a Trump circa il suo essere “anti-musulmano”, diffuse dai media, sono “errate”. A tal proposito, è stato specificato che l’elenco dei Paesi verso cui è vietato viaggiare non include tutti i Paesi islamici e, pertanto, tale misura non mira a colpire i musulmani, ma ha lo scopo di proteggere la sicurezza e le frontiere USA da quei governi che non sono in grado di garantire sicurezza.

A stimolare l’attivismo degli elettori arabo-americani di quest’anno è il rilascio, da parte del democratico Joe Biden, di un piano di partenariato, il primo nel suo genere, che chiede il sostegno e l’impegno della comunità araba.  Samir Khalil, presidente dell’Arab American Democratic Club (AADC), mostratosi a sostegno di Biden, ha riferito che, grazie al suddetto piano, per la prima volta gli arabi non sono stati assecondati. Riferendosi ad altri candidati, Samir ha affermato che questi li hanno spesso sfruttati per ottenere nostri voti ma, alla fine, non hanno soddisfatto le loro richieste.

Stando a quanto riporta Asharq al-Awsat, le campagne di Biden e Trump hanno ottenuto riscontro soprattutto tra le comunità arabe in Michigan, dove i cittadini USA di origine araba rappresentano il 5% degli aventi diritto al voto. Altri Stati dove la comunità potrebbe rivestire una particolare importanza sono Ohio e Pennsylvania, dove rappresentano tra l’1,7 e il 2% dei potenziali elettori.

La risoluzione del conflitto israelo-palestinese è stata l’unica questione di politica estera menzionata in un elenco di “preoccupazioni”, ed è stata indicata come una priorità assoluta solo dal 5% dell’elettorato arabo-americano. Ma alla domanda sulle principali questioni che li preoccupano in Medio Oriente, il 45% degli arabi americani ha affermato che la risoluzione del conflitto israelo-palestinese era una delle loro principali preoccupazioni. A tal proposito, la politica di Biden è stata definita filo-israeliana, ma sembra essere più ricettivo alle preoccupazioni verso il popolo palestinese. Circa il ruolo di Trump, l’attenzione è maggiormente concentrata sui recenti accordi di normalizzazione che hanno coinvolto Israele, Emirati Arabi Uniti (UAE) e Bahrein.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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