Costa d’Avorio: vince Ouattara ma l’opposizione contesta i risultati

Pubblicato il 3 novembre 2020 alle 15:44 in Africa Costa d'Avorio

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Il leader della Costa d’Avorio, Alassane Ouattara, è uscito vincitore dalle ultime elezioni presidenziali ottenendo il 94,27% dei voti. Questo il risultato annunciato dalla commissione elettorale, martedì 3 novembre, dopo una votazione caratterizzata da scontri violenti e accuse di brogli.

Il presidente della repubblica eletto è Alassane Ouattara,” ha dichiarato Kuibiert-Coulibaly Ibrahime, capo della commissione elettorale, sottolineando che l’affluenza finale alle elezioni del 31 ottobre è stata del 53,90%.

I risultatidovranno ora essere convalidati dal Consiglio costituzionale del Paese che dichiarerà ufficialmente il vincitore dopo aver ascoltato eventuali contestazioni o denunce di irregolarità. Due dei principali candidati dell’opposizione hanno chiesto ai loro sostenitori di non prendere parte al voto, un gesto di protesta contro la decisione di Ouattara di candidarsi per il terzo mandato presidenziale consecutivo. I loro partiti sostengono che intere aree del Paese non abbiano preso parte al voto.

Ouattara, 78 anni, ha ricevuto, secondo i sondaggi, più del 90% dei voti nella maggior parte dei distretti. Tuttavia, lopposizione sostiene che il suo sia un tentativo illegale di mantenere il potere e chiede lannullamento dei risultati. La disputa tra i sostenitori del presidente e quelli degli altri candidati ha causato una violenza diffusache avrebbe portato alla morte più di 30 persone. Almeno altre 5 sarebbero state uccise invece negli scontri avvenuti il giorno del voto, nel centro del Paese. Le stime delle vittime sono state fornite in una dichiarazione congiunta, firmata da due candidati dell’opposizione, Henri Konan Bedie, ex presidente, e Pascal Affi N’Guessan, ex primo ministro.

Il Carter Center, che ha monitorato le elezioni di sabato, ha affermato che la situazione politica e di sicurezza ha reso difficile organizzare un voto credibile. “Il processo elettorale ha escluso un gran numero di forze politiche ivoriane e le elezioni sono state boicottate da gran parte della popolazione”, si legge in una nota del centro di monitoraggio.

Bedie e N’Guessan hanno già dichiarato che non riconosceranno la vittoria di Ouattara. In una dichiarazione congiunta, rilasciata nella serata di lunedì 2 novembre, i leader dellopposizione hanno annunciato che creeranno un consiglio di transizione presieduto da Bedie. “Il consiglio avrà la missione di preparare il quadro per un’elezione presidenziale credibile e trasparente. Nelle prossime ore nominerà un governo”, ha rivelato N’Guessan in una conferenza stampa. L’opposizione chiede da questo momento una mobilitazione generale per bloccare questa dittatura”, ha aggiunto, sottolineando che, secondo le sue stime, meno del 10% dei cittadini si sarebbe presentato ai seggi per votare. “Gli ivoriani si sono rifiutati di partecipare a questa farsa di elezioni”, ha affermato.

Gli oppositori del presidente 78enne ritengono che Ouattara stia infrangendo la legge decidendo di concorrere nuovamente, poiché la Costituzione limita a due i mandati presidenziali. L’uomo, tuttavia, sostiene di potersi ricandidare grazie agli emendamenti approvati nel 2016. 

La violenza elettorale in Costa d’Avorio ha riportato alla memoria il voto presidenziale del 2010, che aveva scatenato una breve guerra civile, l’anno successivo, in cui rimasero uccise almeno 3.000 persone. I disordini scoppiarono quando l’ex presidente, Laurent Gbagbo, si rifiutò di cedere il potere a Ouattara dopo aver perso le elezioni. Gli scontri che ne seguirono divisero il Nord e il Sud del Paese. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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