Coronavirus: viceministro argentino in segreto a Mosca per vaccino Sputnik V

Pubblicato il 3 novembre 2020 alle 12:51 in Argentina Russia

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Il vice ministro della Sanità argentina, Carla Vizzotti, si è recata in segreto a Mosca per conoscere i progressi dello Sputnik V, uno dei due vaccini contro il nuovo coronavirus che la Russia ha registrato. Lo riporta l’edizione latinoamericana del network russo Sputnik, vicino al Cremlino.

“Carla Vizzotti si è recata segretamente a Mosca”, ha confermato il principale quotidiano argentino, Clarín.

Il vice ministro, che ricopre anche il ruolo di segretario di Stat dell’Accesso alla Salute si è recata in Russia su decisione del presidente argentino, Alberto Fernández, con l’obiettivo di raccogliere maggiori informazioni sul farmaco e per accertarsi di quando il Paese sudamericano potrebbe accedere al vaccino, al fine di contenere l’espansione del virus che causa la malattia respiratoria COVID-19.

Nei giorni scorsi, la vicepresidente argentina, Cristina Fernández de Kirchner, ha incontrato l’ambasciatore russo nel Paese, Dmitrij Feoktistov, e la stampa argentina ora ventila l’ipotesi che l’interesse della nazione sudamericana per lo Sputnik V potrebbe essere stato uno degli argomenti di conversazione.

Lo scorso agosto, il presidente argentino aveva scritto al suo omologo russo, Vladimir Putin, per mostrare il suo interesse ad accedere al vaccino.

Lo Sputnik V, sviluppato dal Centro Gamaleya di Epidemiologia e Microbiologia, è stato il primo vaccino registrato al mondo ed è attualmente il vaccino anti-covid allo stadio più avanzato tra tutti quelli allo studio, sebbene gli esperti occidentali dubitino dell’efficacia delle sperimentazioni in corso in Russia.

La rivista medica britannica The Lancet, tuttavia, ha pubblicato i risultati delle fasi 1 e 2 degli studi clinici il 4 settembre scorso, confermando la sicurezza e l’efficacia dell’inoculazione.

Attualmente, Sputnik V supera la fase di post-registrazione con la partecipazione di 40.000 volontari in Russia. Prove vengono effettuate su volontari anche in Bielorussia, Emirati Arabi Uniti e Venezuela.

Il direttore del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF), Kiril Dmitriev, principale finanziatore del progetto, ha riferito questa settimana che la Russia potrebbe iniziare a fornire il suo vaccino Sputnik V a diversi Paesi dell’America Latina, tra cui Argentina e Messico, già a dicembre.

Secondo la stampa argentina è stato proprio Dmitriev ad invitare Vizzotti e l’RDIF ha pagato il suo viaggio a Mosca. Il viceministro è andato e tornato la scorsa settimana, per ordine del presidente Alberto Fernández. Il viaggio ha anche risvolti politici interni, perché l’opposizione ha sottolineato gli errori diplomatici commessi dall’Argentina, che ha mandato a Mosca un viceministro e non un ministro per far passare la cosa sotto silenzio e anche per il ruolo che ha avuto anche l’ex presidente Cristina Kirchner, che gestisce una buona parte delle relazioni con Russia e Cina.

Vizzotti, il cui viaggio in Russia era stato anticipato dal giornalista e scrittore Jorge Asis nel programma televisivo Animales Sídos, è stata accompagnata a Mosca dalla consigliera presidenziale di Fernández, Cecilia Nicolini, e da Raquel Méndez, moglie dell’assessore alla Salute della provincia di Buenos Aires. Aires, Daniel Gollán.

All’interno della regione, RDIF ha già rispettivi accordi con Messico e Brasile e si prevede di annunciare presto gli accordi con Argentina e Perù.

La Russia ha registrato ufficialmente il vaccino sviluppato dal Centro Gamaleya l’11 agosto scorso.

Il farmaco ha un’autorizzazione speciale e al momento può essere somministrato solo a persone in gruppi a rischio e sotto stretto controllo.

Sputnik V genera fino a due anni di immunità, per i quali deve essere somministrato due volte in un intervallo di 21 giorni, secondo i suoi sviluppatori.

Il vaccino è costituito da due componenti: il primo è basato sull’adenovirus umano di tipo 26 e il secondo è basato sull’adenovirus umano ricombinante di tipo 5.

Il presidente russo ha annunciato il 14 ottobre che il Vector Virology and Biotechnology Center ha registrato un altro vaccino contro il coronavirus, chiamato EpiVacCorona.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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