Voto USA: le ansie di Cuba

Pubblicato il 2 novembre 2020 alle 6:00 in Cuba USA e Canada

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Vista la gravità della situazione economica, le elezioni presidenziali degli Stati Uniti del prossimo 3 novembre sono fondamentali per il futuro di Cuba.

“Per ovvie ragioni, le elezioni negli Stati Uniti sono sempre state importanti per noi. Ma questa volta vi direi che lo sono più che mai a causa dell’estrema vulnerabilità in cui ci troviamo” – afferma l’economista cubano Omar Everleny al quotidiano El País.

Lo studioso riassume la situazione molto difficile in cui si trova l’isola: con l’economia semiparalizzata a causa dell’epidemia di coronavirus, senza turismo, una delle principali fonti di reddito e di ingresso di valuta pesante, con un sistema produttivo statale inefficiente e stagnante, in attesa dell’attuazione di riforme rinviate ancora una volta per via della pandemia e priva di liquidità per pagare debiti o beni d0’mportazione (il che ha causato una carenza senza precedenti di prodotti di base) e con il conseguente aumento delle tensioni sociali. A questo si aggiunga la crisi in Venezuela, principale fornitore di petrolio a prezzi calmierati, e l’inasprimento dell’embargo da parte dell’amministrazione Trump, che ha adottato più di 150 misure e sanzioni durante il suo mandato con l’obiettivo di soffocare l’economia, l’ultima misura è stata adottata pochi giorni fa contro il sistema finanziario bloccando di fatto molte rimesse dei migranti, per mettere il castrismo alle corde.

Tutti i funzionari cubani sperano che vinca Biden. Il quadriennio di Trump è stato molto dannoso per l’isola. L’attuale presidente degli Stati Uniti ha posto fine alla politica di riavvicinamento di Obama, ha limitatoo le rimesse che gli esiliati possono inviare alle loro famiglie, vietato crociere e viaggi degli americani – con Obama, gli Stati Uniti erano diventati la seconda maggiore fonte di turismo dell’isola – e hanno interrotto i voli diretti a 15 province del paese (eccetto L’Avana). Inoltre, ricorda Everleny, ha aumentato la persecuzione contro le banche che operano con Cuba, contro le navi che trasportano petrolio verso l’isola, ha messo in atto il titolo III della legge Helms-Burton, mai applicato prima, per scoraggiare gli investimenti stranieri e ha attaccato i programmi di collaborazione medica cubana, che sono fondamentali per l’isola. Ad ogni modo, ha inferto un duro colpo a un’economia già in crisi a causa dei suoi mali.

Secondo il ministero degli Affari esteri cubano, “il blocco statunitense ha causato perdite per oltre 5 miliardi di dollari [circa 4,3 miliardi di euro] solo lo scorso anno”. Un danno enorme per un Paese che ogni anno deve fare miracoli per ottenere i 2 miliardi di dollari di cui ha bisogno per importare cibo e prodotti di base, e dove il turismo, marciando a pieno ritmo, contribuisce all’economia con 3 miliardi di dollari.

“Altri quattro anni di Trump sarebbero fatali, mentre una vittoria di Biden ci darebbe ossigeno” – afferma l’ex diplomatico cubano Carlos Alzugaray. Questo è il pensiero generale, ma c’è consenso anche su un’idea segnalata dall’accademico ed esperto di relazioni Cuba-USA Rafael Hernández, direttore della rivista Temas . “Qualunque cosa accada il 3 novembre, Cuba dipende da se stessa e dal successo delle riforme che deve portare avanti, poiché il Paese deve farle indipendentemente da chi vince”.

Le riforme annunciate da Raúl Castro-approvate molto tempo fa ma mai attuate a causa della resistenza interna al Partito Comunista di Cuba e di varie circostanze, ultima la pandemia- daranno un notevole impulso all’iniziativa privata, stimoleranno la creazione di PMI e cooperative, creeranno mercati all’ingrosso per i lavoratori autonomi. L’importazione e l’esportazione da parte attori privati garantiranno un maggior margine di autonomia alle imprese statali e sarà affrontato una volta per tutte il problema dell’unificazione monetaria, che ha causato tante distorsioni macroeconomiche. Attualmente a Cuba coesistono due valute il Peso Cubano, CUP, a uso locale e il Peso convertibile, CUC, ancorato al dollaro, utilizzato dai turisti e per le transazioni con l’estero. Formalmente parificati, il CUC vale da quattro a sette volte più del CUP e chi ha accesso alla valuta convertibile gode di maggiori possibilità. Sono riforme importanti nel contesto cubano, ma, segnalano tutti gli analisti, devono essere fatte sul serio, sarebbe fatale se la cosa rimanesse a parole o fosse fatta a metà.

Ovviamente, in questo contesto, per Cuba il risultato di queste elezioni è molto importante. Trump significa più pressione e difficoltà in momenti molto delicati. Biden, che insieme a Obama ha difeso una politica di impegno e apertura nei confronti dell’Avana, potrebbe riprendere immediatamente la politica precedente -crociere, viaggi, rimesse- che significherebbe un notevole sollievo, aria a breve termine, e non solo per il Governo ma anche per i lavoratori autonomi e proprietari di ristoranti e alberghi privati, che la politica di Trump ha schiacciato. Si stima che il danno al turismo e al settore privato dalle misure di Trump prima del covid-19, potrebbe essere compreso tra il 20 e il 30%, o più.

Una vittoria di Biden, oltre all’ossigeno, darebbe a Cuba la tranquillità di intraprendere i cambiamenti che si appresta a fare e che tante volte ha rinviato senza la pressione di Washington. Rimane un dubbi: fino a che punto  Biden sarà compiacente con l’isola se vincesse le elezioni? Il presidente revocherà l’embargo, che dura da 60 anni? Queste sono le grandi domande. Gli osservatori pensano che Biden non si complicherà le relazioni con la potente comunità anticastrista della Florida e si limiterà a mettere in pratica la politica di Obama, che lui stesso ha difeso in qualità di vicepresidente, e il cui scopo dipenderà da diversi fattori, tra cui “come vince le elezioni, se le vince” . Una vittoria clamorosa, dominata da Congresso e Senato, potrebbe aprire un nuovo scenario tra i due Paesi, soprattutto se coincide con un processo di riforme aperte in corso nell’isola, che è sempre stata una delle richieste di Washington.

Il 3 novembre le autorità e i cittadini di Cuba seguiranno la notte elettorale americana con grande interesse. Una grande vittoria per Biden sarebbe la notizia migliore, ma ciò che è veramente importante, dicono tutti gli analisti, è che Cuba finalmente faccia le riforme che deve fare nel proprio interesse.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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