Nuova Zelanda: premier forma un esecutivo all’insegna della “diversità”

Pubblicato il 2 novembre 2020 alle 14:49 in Nuova Zelanda

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Il primo ministro neozelandese, Jacinda Ardern, ha svelato, lunedì 2 novembre, quello che ha definito un esecutivo “nuovo e incredibilmente diversificato”, promettendo di dare la priorità alla ripresa economica dopo le pesanti conseguenze della pandemia di coronavirus.

L’ex ministro delle Finanze, Grant Robertson, è stato nominato vice premier, la prima persona apertamente gay a ricoprire tale carica. Luomo manterrà comunque anche il portafoglio finanziario.

Nel nuovo esecutivo, fatto di 20 membri, le donne e la comunità maori sono fortemente rappresentate. Il nuovo ministro degli Esteri, Nanaia Mahuta, appartiene ad entrambe le categorie e la sua discendenza è ben visibile dal “moko kauae”, un tradizionale tatuaggio maori che la donna ha sul mento.

Ardern ha deciso di rinnovare la sua formazione ministeriale sulla scia di una schiacciante vittoria elettorale, il 17 ottobre, che le ha permesso di formare il primo governo a partito unico da quando il Paese è passato ad un sistema di rappresentanza proporzionale, in stile tedesco, nel 1996. “I prossimi tre anni saranno molto impegnativi per la Nuova Zelanda”, ha detto ai giornalisti il primo ministro a Wellington. “Con il peggioramento delle prospettive globali, non saremo immuni dall’effetto che il COVID-19 sta avendo in tutto il mondo”, ha aggiunto.

Pur esprimendo orgoglio per la diversità del suo gabinetto, la Ardern ha sottolineato che le nomine sono state fatte principalmente sulla base del merito. “È sia un esecutivo con enormi meriti e talenti, sia incredibilmente diversificato”, ha dichiarato la premier. “Penso che ci sia un punto importante da sottolineare. Questi individui sono stati promossi per quello che portano al governo e perché riflettono la Nuova Zelanda che li ha eletti. Penso che come Paese dovremmo essere orgogliosi di questo”, ha specificato.

Ardern ha vinto la campagna elettorale del 17 ottobre grazie ai suoi successi nel contenimento del coronavirus. Il suo gabinetto prevede altresì la nuova figura di ministro per la risposta al COVID, incarico ricoperto dall’ex ministro della Salute, Chris Hipkins. La posizione consentirà a Hipkins di concentrarsi su questioni come il controllo delle frontiere e la regolamentazione degli isolamenti, senza distrazioni dal portafoglio sanitario più ampio.

La premier ha poi nominato due legislatori del Partito dei Verdi a Ministeri fuori dal gabinetto. Un co-leader dei Verdi, James Shaw, diventerà ministro del cambiamento climatico e l’altro, Marama Davidson, avrà un portafoglio incentrato sulla prevenzione della violenza familiare e sessuale. La nuova formazione di governo presterà giuramento venerdì 6 novembre.

Per quanto riguarda l’emergenza coronavirus, Arden ha promosso il modello “agisci risolutamente e presto” con il quale ha imposto rigide restrizioni che hanno portato all’interruzione dei contagi a livello locale nel Paese e hanno limitato le morti legate alla malattia a poche decine su una popolazione di circa 5 milioni di persone. Al momento, nonostante la vita dei cittadini neozelandesi sia tornata alla normalità, le frontiere del Paese sono ancora chiuse e il coronavirus sta facendo sentire le proprie ripercussioni sull’economia, che nel secondo trimestre ha avuto una contrazione del 12,2 %, e sul settore turistico, in particolar modo.  Secondo le previsioni, dopo la pandemia, il debito nazionale occuperà il 56% del PIL, determinando un importante aumento rispetto alla quota del 20% occupata prima dell’emergenza.

Oltre al coronavirus, Arden è conosciuta per aver difeso cause quali i diritti delle donne e la giustizia sociale e, in campagna elettorale, ha promesso cambiamenti quali l’aumento delle tasse per coloro che guadagnano di più. Le critiche che le sono state finora rivolte riguardano per lo più il fatto che non sia riuscita a portare a compimento la “trasformazione progressiva” del Paese che aveva promesso all’inizio del suo primo mandato, che prevedeva, tra le altre cose, un cambiamento nei prezzi delle abitazioni e la lotta alla povertà infantile.

A livello internazionale, Arden ha ricevuto grande approvazione per la gestione dell’attentato alla moschea di Christchurch del 15 marzo 2019, quando un suprematista bianco sparò e uccise 51 credenti musulmani. Arden aveva preso immediatamente iniziativa dando una stretta all’accesso alle armi nel Paese e adottando una politica nota come “Sii gentile, sii forte”. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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