Nagorno-Karabakh, Erevan: i jihadisti minaccia per tutta l’OSCE

Pubblicato il 2 novembre 2020 alle 12:42 in Armenia Azerbaigian

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il dispiegamento di combattenti terroristi stranieri dal Medio Oriente nella zona di conflitto gestita dell’OSCE rappresenta una grave minaccia per la sicurezza e la stabilità internazionali e regionali. Lo afferma la diplomazia armena in un comunicato pubblicato domenica sul sito del Ministero degli Esteri.

“Questa è una manifestazione completamente nuova della diffusione del terrorismo, quando combattenti terroristi e jihadisti stranieri dal Medio Oriente sono di stanza in una zona di conflitto all’interno dell’area dell’OSCE, che rappresenta una seria minaccia per la sicurezza e la stabilità internazionale e regionale” – afferma il comunicato.

La parte armena, afferma, ha più volte denunciato il reclutamento, il trasferimento e il dispiegamento nella regione di “combattenti terroristi stranieri e jihadisti dai punti caldi del Medio Oriente da parte della Turchia, in particolare dalle regioni di Siria e Libia sotto il suo controllo”. Il Ministero degli Esteri armeno ha affermato che ciò è stato confermato dai servizi dei paesi che copresiedono il Gruppo di Minsk dell’OSCE, da numerosi partner e dalla comunità internazionale e dalle testimonianze dirette degli stessi terroristi, che sono stati fatti prigionieri nella zona del conflitto.

“Il trasferimento dei jihadisti nella zona del conflitto del Nagorno-Karabakh indica l’intenzione della leadership turco-azera di dare al conflitto un’essenza interreligiosa” – sottolinea il ministero degli Esteri armeno. Erevan, in collaborazione con tutti i partner interessati, continuerà ad adottare misure coerenti per combattere il terrorismo internazionale, ha concluso il Ministero degli Esteri nella sua nota.

Poche ore prima, il Ministero della Difesa armeno aveva riferito che unità dell’esercito di difesa della repubblica dell’Artsakh (nome ufficiale della repubblica autoproclamata del Nagorno-Karabakh), durante le ostilità hanno catturato un altro terrorista, un mercenario siriano, che ha combattuto a fianco delle forze armate azere. Lo ha scritto domenica 1 novembre sulla sua pagina Facebook la portavoce del ministro della Difesa armeno Shushan Stepanyan.

“Il terrorista mercenario siriano, catturato dalle unità dell’esercito di difesa durante i combattimenti, è originario della regione siriana di Idlib. Secondo il primo interrogatorio, il prigioniero Yusuf Alaabet al Haji è nato nel 1988, è sposato, ha cinque figli. Come ha affermato lo stesso terrorista, per la sua partecipazione alla guerra in Artsakh contro gli “infedeli”, gli sono stati promessi 2.000 dollari al mese, altri 100 dollari per ogni testa tagliata a un infedele” -ha scritto Stepanyan, pubblicando filmati dell’interrogatorio del terrorista.

In precedenza, il ministero della Difesa armeno aveva riferito che l’islamista Mehred Muhammad è stato catturato in Karabakh. L’uomo ha combattuto come mercenario a fianco dell’esercito azero e inviato nella regione dalla Turchia.

Le autorità armene hanno ripetutamente affermato che la Turchia è coinvolta direttamente nel conflitto militare in Karabakh, nonostante le dichiarazioni in senso contrario di Ankara. Erevan ha riferito che i soldati turchi stanno combattendo a fianco delle forze azere, Ankara ha assunto il comando delle battaglie aeree e sta anche trasferendo terroristi dal Medio Oriente, in particolare dalla Siria e dalla Libia al Karabakh. Il presidente azero Ilham Aliyev ha ripetutamente negato le accuse di partecipazione militare turca alle ostilità nella zona di conflitto, così come il fatto che mercenari stranieri stiano combattendo dalla parte dell’Azerbaigian.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.