Elezioni presidenziali: la Moldavia al ballottaggio

Pubblicato il 2 novembre 2020 alle 8:56 in Europa Moldavia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le elezioni presidenziali della Moldavia saranno decise al ballottaggio fra due settimane tra il presidente Igor Dodon e la ex premier Maia Sandu, con la sfidante filoeuropea che ha superato di circa tre punti e mezzo il capo dello stato uscente, filorusso.

I dati della commissione elettorale centrale di Chisinau riportano che la principale sfidante di Dodon, l’ex primo ministro Sandu, alla guida di una coalizione di centro-destra tra marzo e novembre del 2019, si è assicurata uno stretto vantaggio con il 36,1% dei voti. Dodon ha ottenuto il 32,66% dei voti con oltre il 99% delle schede scrutinate.

I 3,2 milioni di elettori della Moldavia hanno potuto scegliere tra otto candidati. Il candidato di Partidul Nostru, Renato Usatii, conservatore e russofilo, è stato la sorpresa del primo turno, avendo ottenuto il 16,90% dei voti. Un successo se si considera che la formazione non ha eletto alcun deputato alle ultime elezioni parlamentari. La candidata di Shor, la social-repubblicana, Violeta Ivanov ha ottenuto il 6,50%. Il presidente della Piattaforma Dignità e Giustizia, Andrei Nastase, ha ricevuto il 3,26% dei voti, il candidato della formazione Unità nazionale, Octavian Cicu, il 2,02%, il candidato del Partito Liberal-Democratico della Moldavia, Tudor Deliu, l’1,37%, il capo del partito liberale Dorin Chirtoaca ha ottenuto l’1,20%.

L’affluenza ha superato di poco il 40% degli aventi diritto. Secondo la legge moldava le elezioni sono considerate valide avendo superato il 33,3% di affluenza alle urne. 

I due candidati che ora accedono al secondo turno previsto per il 15 novembre prossimo, si erano affrontati al ballottaggio quattro anni fa. 

In quell’occasione, Dodon ha battuto Sandu per soli 70.000 voti, e il Paese rimane saldamente diviso tra due visioni del mondo: Dodon favorisce un più stretto allineamento con Mosca, mentre Sandu vede il futuro della Moldavia come parte dell’Unione Europea. La spaccatura tra filo-russi e filo-occidentali, che in Moldavia significa essenzialmente filo-rumeni è una costante della vita politica della repubblica ex-sovietica sin dai primi anni dell’indipendenza, ottenuta nel 1991 allo scioglimento dell’URSS. 

Sebbene le elezioni siano state considerate una battaglia cruciale tra due candidati molto diversi, l’affluenza alle urne di domenica è stata solo del 41% circa, 5% in meno rispetto al 2016. La Moldavia, come altri Paesi in Europa, è stata duramente colpita dalla pandemia di COVID-19 e la paura di essere infettati apparentemente ha tenuto a casa molti elettori.

Il secondo turno lascia presagire accuse di brogli elettorali e di acquisto di voti come già avvenuto in queste settimane precedenti il primo turno. Sandu e altri candidati dell’opposizione hanno accusato Dodon e il suo partito di “portare in autobus” migliaia di elettori dalla regione separatista della Transnistria.

La Transnistria, che ha dichiarato la sua indipendenza dalla Moldavia nel 1992 e ha combattuto una lunga guerra contro Chisinau tra il 1992 e il 1994, è sostenuta politicamente ed economicamente da Mosca, che mantiene una forza di pace nel Paese. Circa 350.000 residenti della regione separatista hanno la cittadinanza moldava e possono votare in Moldavia.

Secondo le formazioni filo-UE sia nelle elezioni presidenziali del 2016 sia in quelle parlamentari del 2019, decine di migliaia di elettori sono stati trasportati attraverso il fiume Dniester, che separa la Moldova dalla Transnistria, per votare per i partiti filo-russi.

I filo-occidentali esprimono inoltre il timore che molti dei moldavi tra 1,2 e 2 milioni che vivono all’estero – che tendono a votare Sandu – possano avere difficoltà a votare a causa delle restrizioni del coronavirus in paesi come Francia e Regno Unito, infliggendo un altro colpo all’opposizione nel secondo turno.

Alle accuse e ai timori delle formazioni filo-UE, la formazione del presidente Dodon e i suoi alleati rispondono sottolineando la litigiosità della coalizione di centro-destra guidata da Sandu, i cui problemi interni hanno provocato un lungo stallo politico. 

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.