Costa d’Avorio: elezioni presidenziali tra disordini e richieste di annullamento

Pubblicato il 2 novembre 2020 alle 14:09 in Africa Costa d'Avorio

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Il presidente della Costa d’Avorio, Alassane Ouattara, ha partecipato alle elezioni del 31 ottobre per cercare di ottenere un terzo mandato, giudicato incostituzionale dalle opposizioni. I suoi sostenitori, tuttavia, ritengono che, grazie alle modifiche apportate alla Costituzione nel 2016, il primo mandato del presidente non sia da conteggiare nel calcolo complessivo. Il voto, tenutosi sabato nel mezzo di un ampio dissenso generale, è stato contrassegnato da unondata di violenza mortale, con i rivali dellattuale presidente che hanno tentato in tutti i modi di boicottare le elezioni.

Ouattara, 78 anni, è, secondo gli ultimi sondaggi, il candidato alla vittoria, nonostante siano in molti a protestare contro quello che hanno definito un tentativo illegale di mantenere il potere. La disputa ha causato una violenza generale prima del voto che avrebbe portato alla morte più di 30 persone. Almeno altre 5 persone sarebbero state uccise invece negli scontri avvenuti il giorno delle elezioni, nel centro del Paese. Le stime delle vittime sono state fornite in una dichiarazione congiunta, firmata da due candidati dell’opposizione, Henri Konan Bedie, ex presidente, e Pascal Affi N’Guessan, ex primo ministro.

L’opposizione chiede da questo momento una mobilitazione generale per bloccare questa dittatura”, ha dichiarato Affi ai giornalisti. Secondo il candidato, meno del 10% dei cittadini si sarebbe presentato ai seggi per votare. “Gli ivoriani si sono rifiutati di partecipare a questa farsa di elezioni”, ha aggiunto, chiedendo il boicottaggio insieme al suo collega candidato, Konan Bedie.

Non ci sono ancora stime ufficiali sull’affluenza alle urne, ma una missione di osservatori indipendenti ha affermato che circa il 23% dei seggi non è stato aperto affatto a causa delle interferenze e dei disordini dell’opposizione, che ha costruito barricate e minacciato il personale elettorale. Nonostante il caos nel resto del Paese, le strade della città principale, Abidjan, centro economico e commerciale della nazione, sono rimaste silenziose durante le votazioni.

Ouattara, dal canto suo, ha minimizzato la portata delle violenze e degli scontri. A parte alcuni luoghi isolati, una decina circa, il voto sta andando bene”, ha riferito ai giornalisti mentre si recava a votare, ad Abidjan. La commissione elettorale ha affermato che su oltre 22.300 seggi elettorali, 30-40 sono stati vandalizzati.

Gli oppositori del presidente 78enne ritengono che Ouattara stia infrangendo la legge decidendo di concorrere nuovamente, poiché la Costituzione limita a due i mandati presidenziali. Luomo, tuttavia, sostiene di potersi ricandidare grazie agli emendamenti approvati nel 2016. Con i suoi avversari che hanno cercato di convincere i loro sostenitori a boicottare le elezioni e a non andare a votare, la vittoria di Ouattara sembra di fatto scontata.

La violenza elettorale in Costa d’Avorio ha riportato alla memoria il voto presidenziale del 2010, che aveva scatenato una breve guerra civile, lanno successivo, in cui rimasero uccise almeno 3.000 persone. I disordini scoppiarono quando l’ex presidente, Laurent Gbagbo, si rifiutò di cedere il potere a Ouattara dopo aver perso le elezioni. Gli scontri che ne seguirono divisero il Nord e il Sud del Paese. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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