Algeria: approvata la nuova Costituzione, nonostante il boicottaggio “storico”

Pubblicato il 2 novembre 2020 alle 14:58 in Africa Algeria

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Nonostante l’affluenza alle urne abbia raggiunto uno dei livelli più bassi degli ultimi anni, gli emendamenti costituzionali proposti in Algeria hanno ottenuto il 66,8 % dei voti a favore.

I risultati sono stati resi noti lunedì 2 novembre dalla Commissione elettorale algerina e, in particolare, dal presidente dell’Autorità nazionale indipendente delle elezioni, Mohamed Charfi. Il giorno precedente, il primo novembre, quasi 25 milioni di algerini, aventi diritto al voto, sono stati chiamati ad esprimere il proprio parere in merito alle modifiche alla Costituzione algerina proposte dal capo di stato, Abdelmadjid Tebboune. Il 66,8% degli elettori recatisi alle urne ha votato “sì”, mentre il restante 33,2% si è mostrato contrario.

Tuttavia, il dato maggiormente evidenziato è stato il tasso di affluenza, pari al 23,7%. Ciò significa che solo 5,5 milioni di algerini hanno mostrato interesse per il nuovo testo costituzionale, fortemente incoraggiato dal presidente Tebboune sin dalla sua nomina, in quanto considerato il pilastro di una “nuova Repubblica” volto a rispondere alle richieste della popolazione e del cosiddetto movimento “Hirak”. Quest’ultimo è stato il promotore di una forte mobilitazione popolare, che ha spinto gruppi di manifestanti algerini a scendere in piazza dal 22 febbraio 2019 per chiedere un cambiamento radicale all’interno del sistema politico del Paese. Tuttavia, è stato proprio Hirak ad evidenziare come la mossa di Tebboune sia un semplice “cambiamento di facciata”, mentre la svolta richiesta dovrebbe riguardare le classi politiche al potere, tuttora ancorate all’ex presidente, Abdelaziz Bouteflika.

Secondo alcuni, sebbene sia stato il sì a prevalere, l’indifferenza della popolazione evidenzia come il presidente Tebboune non sia ancora riuscito a conquistare la piena fiducia del Paese. Anche al momento delle elezioni presidenziali, il 12 dicembre 2019, l’affluenza si era attestata al 39,93%, una delle percentuali più basse di tutti i sondaggi presidenziali pluralisti della storia algerina. Ciò ha reso Abdelmadjid Tebboune un presidente in cerca di legittimità sin dall’inizio del suo mandato.

Le nuove modifiche riguardano sette assi principali relativi a diritti e doveri dei cittadini, etica della vita pubblica, lotta contro la corruzione, rafforzamento della separazione e dell’equilibrio dei poteri, maggiore controllo parlamentare, aumento dell’indipendenza della magistratura, promozione della parità tra cittadini di fronte alla legge, consacrazione costituzionale dei meccanismi di organizzazione delle elezioni. L’obiettivo della nuova costituzione, secondo Tebboune, sarà la salvaguardia del Paese da tutte le forme di autorità unilaterale, oltre ad una separazione dei poteri e la promozione dei diritti e delle libertà dei cittadini. Il governo di Algeri ha poi aggiunto che un altro obiettivo cardine degli emendamenti è garantire trasparenza nella gestione dei fondi pubblici, in modo da “risparmiare al Paese ogni deriva verso il dispotismo tirannico e preservare i diritti e le libertà dei cittadini”.

Tra le diverse novità, una riguarda il settore militare. In particolare, l’Esercito nazionale popolare algerino, secondo gli emendamenti proposti, potrà partecipare alle operazioni al di fuori del territorio nazionale o a missioni internazionali, come quelle legate alle Nazioni Unite e all’Unione africana. Per quanto riguarda la separazione dei poteri, la bozza propone di limitare i mandati presidenziali a due consecutivi, e prevede la creazione della carica di vicepresidente, che sarà nominato dal presidente stesso. Si tratta di un incarico nuovo per Algeri. Non da ultimo, il nuovo testo costituzionale prevede il “diritto al risarcimento” per chiunque venga arrestato e detenuto in modo arbitrario, così da consentire la libertà di riunione e di dimostrazione, e garantisce una maggiore libertà di stampa in tutte le sue forme.

Coloro che, invece, si sono espressi a favore degli emendamenti sono perlopiù membri del governo e dei partiti della coalizione a capo del precedente esecutivo, come il Fronte di liberazione nazionale, il partito del presidente Bouteflika. Questi sostengono che il nuovo testo, composto da circa 225 articoli, garantisca tutte le richieste avanzate dai manifestanti nel corso dell’ultimo anno e mezzo. Le forze di opposizione, tra cui anche partiti islamisti, credono, al contrario, che la nuova Costituzione non soddisfi i requisiti di una reale transizione democratica.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione