Afghanistan: lo Stato Islamico attacca l’Università di Kabul

Pubblicato il 2 novembre 2020 alle 20:28 in Afghanistan Asia

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Un attacco contro l’Università di Kabul, uno dei più prestigiosi istituti di istruzione superiore del Paese, è terminato dopo sei ore di scontri. Le vittime sono 19 e tutti e tre gli aggressori sono stati uccisi. 

L’attacco è iniziato intorno alle 11:00 della mattina del 2 novembre, quando tre aggressori sono entrati nel complesso universitario e si sono spostati verso un centro di formazione presso la Facoltà di Giurisprudenza. In tale area si teneva una fiera del libro alla quale ha partecipato l’ambasciatore iraniano in Afghanistan. Il governo di Kabul annunciato una giornata di lutto nazionale per il 3 novembre. I tre aggressori hanno preso un gruppo di ostaggi e hanno aperto il fuoco contro gli studenti. Gli uomini armati sono stati uccisi dalle forze di sicurezza afghane, dopo ore di scontri. La sera del 2 novembre, lo Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità dell’attacco, affermando che questo aveva preso di mira un “raduno di laurea per giudici dell’apostata governo afghano”.

L’assalto è stato preceduto da un’esplosione ai cancelli d’ingresso dell’università, che ha causato la fuga di centinaia di studenti ma ha lasciato molti altri intrappolati. Le foto condivise da un alto funzionario del governo mostrano studenti deceduti nelle aule. Uno studente sembrava essere stato colpito mentre provava a scappare da una finestra. Ahmad Samim, uno studente che è riuscito a fuggire, ha raccontato ai giornalisti di aver visto militanti armati di pistole e fucili d’assalto Kalashnikov sparare contro la scuola. “I miei compagni di classe sono stati martirizzati e feriti davanti ai miei occhi, e io sono stato preso in ostaggio”, ha scritto uno studente, Qaseem Kohestani, su Facebook.

Si tratta del secondo attacco dell’affiliata afghana allo Stato Islamico nella capitale del Paese. Anche l’aggressore del 24 ottobre aveva preso di mira giovani studenti. Un attentatore suicida ha cercato di entrare in un centro di formazione nella zona occidentale di Kabul ma, quando è stato individuato dalle guardie della struttura, si è fatto esplodere causando 18 morti, gran parte dei quali erano studenti di età compresa tra i 15 e i 26 anni. Qualche ora dopo l’attacco, lo Stato Islamico ha rivendicato la propria responsabilità per l’episodio tramite Telegram, senza però fornire prove. I talebani, invece, hanno negato qualsiasi forma di responsabilità rispetto a tale episodio. Nell’area occidentale di Kabul vivono numerose comunità della minoranza sciita Hazara e sono spesso tra gli obiettivi colpiti dagli estremisti sunniti dell’ISIS. Già in passato erano stati presi di mira altri centri di formazione dell’area Ovest di Kabul.

L’affiliata afghana dell’ISIS si definisce la “Khorasan Province”, in riferimento ai territori dell’Afghanistan, dell’Iran e dell’Asia centrale che formavano l’omonima regione ai tempi del Medioevo. Il gruppo era inizialmente composto da poche persone, principalmente talebani del Pakistan attratti dall’ideologia dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante. Oggi, la Khorasan Province conta migliaia di combattenti, che provengono principalmente dall’Asia centrale, ma anche da Paesi come la Cecenia, l’India e il Bangladesh. Tra i combattenti, anche alcuni musulmani di etnia uiguri provenienti dalla Cina. In Afghanistan, gli attacchi dell’organizzazione prendono di mira le istituzioni afghane o le minoranze religiose. 

L’organizzazione terroristica è particolarmente attiva nelle province di Nangarhar e Kunar, ma ha ancora la capacità di effettuare attacchi di alto profilo a Kabul. I suoi affiliati sono avversari dei talebani, che hanno ricevuto sostegno dagli Stati Uniti nella campagna contro lo Stato Islamico a Nangarhar, cooperazione che ha aperto la strada al dialogo intra-afghano. L’affiliata afghana dello Stato Islamico è ritenuta responsabile dell’attacco contro la clinica di maternità di Kabul del 12 maggio. In tale data, alcuni uomini armati hanno fatto irruzione in un ospedale situato nello stesso quartiere di Dasht-e-Barchi, uccidendo 13 persone e 2 neonati. Nei mesi precedenti, in cui si attendeva una diminuzione delle violenze, a seguito dell’accordo tra Stati Uniti e talebani del 29 febbraio, numerosi assalti sono stati rivendicati dallo Stato Islamico della Provincia del Khorasan. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione