Coronavirus nel Regno Unito: Johnson annuncia un nuovo lockdown

Pubblicato il 1 novembre 2020 alle 11:31 in Europa UK

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Il primo ministro britannico, Boris Johnson, ha annunciato un nuovo lockdown, il secondo per il Paese, a partire dal 5 novembre prossimo. L’obiettivo è prevenire un disastro “sanitario e morale”.

L’annuncio è stato dato il 31 ottobre, da Downing Street, nel corso di una conferenza stampa in cui il premier si è detto “davvero dispiaciuto” per le conseguenze che continueranno a colpire le imprese e i negozi commerciali del Paese, ai cui dipendenti, però, è stata promessa l’80% della retribuzione mensile anche per il mese di novembre. Secondo le nuove restrizioni previste, pub, ristoranti, palestre e negozi di beni non essenziali dovranno chiudere per quattro settimane, a partire dal 5 novembre. Tuttavia, diversamente dal blocco imposto il 16 marzo scorso, scuole, college e università rimarranno aperti, così come aziende manifatturiere e cantieri edili. Poi, dal 2 dicembre, è probabile che le restrizioni verranno allentate, se saranno raggiunte le condizioni che consentiranno al Paese di tenere sotto controllo la diffusione del virus a livello regionale. Tuttavia, il primo novembre, il ministro Michael Gove non ha escluso l’ipotesi di un’ulteriore estensione.

“Il Natale quest’anno sarà diverso, forse molto diverso, ma spero e credo che, agendo ora in modo decisivo, possiamo permettere alle famiglie di tutto il Paese di riunirsi”, ha affermato il premier Johnson, sottolineando come nessun primo ministro “responsabile” possa ignorare le cifre registrate nelle ultime settimane, le quali suggeriscono che i decessi giornalieri potrebbero raggiungere le migliaia, con il rischio di un indice di mortalità maggiore rispetto a quello registrato nel Paese nel mese di aprile scorso. I casi positivi al Covid-19, stando agli ultimi dati riportati dal governo britannico, hanno superato il milione, con più di 21.000 contagi registrati nella sola giornata del 31 ottobre. Il bilancio delle vittime totali ammonta, invece, a 46.555, di cui 326 registrate nelle 24 ore precedenti all’annuncio di Johnson.

Nel giustificare la scelta di un nuovo lockdown, il premier britannico ha affermato che anche gli ospedali del Sud-Ovest dell’Inghilterra, dove l’indice di contagio è tra i più bassi, rischiano di raggiungere i livelli massimi di saturazione, e medici e infermieri potrebbero essere costretti a “scegliere quali pazienti curare, a chi fornire ossigeno e a chi no, chi continuerebbe a vivere e chi morirebbe”.

Con le nuove restrizioni nazionali stabilite, la popolazione britannica dovrà rimanere a casa, salvo che per motivi di comprovata urgenza, tra cui studio e lavoro, nel caso in cui questo non possa essere svolto da casa in modalità smart. Inoltre, si potrà uscire per motivi medici, per acquistare cibo e beni di prima necessità, o per fornire assistenza a soggetti vulnerabili, anche per volontariato. Parallelamente, non saranno consentite riunioni, né al chiuso né in giardini privati, ma sarà possibile creare le cosiddette “support bubble”, in cui una famiglia composta da un solo individuo può incontrarsi con un’altra famiglia. Bar e ristoranti potranno continuare a svolgere servizi di asporto e a domicilio, mentre i luoghi di svago e intrattenimento, comprese le palestre, chiuderanno.

Le nuove misure dovranno ottenere anche l’approvazione del Parlamento, il cui voto è previsto nei prossimi giorni. Inoltre, le restrizioni si applicano soltanto all’Inghilterra, mentre le altre regioni hanno agito indipendentemente. A tal proposito, il Galles e l’Irlanda del Nord hanno già imposto un lockdown, mentre la Scozia ha adottato rigide restrizioni regionali, limitando altresì gli spostamenti fra le regioni del Regno Unito.

Durante la pandemia, molti scienziati britannici ed esperti di salute pubblica hanno accusato Johnson di essere troppo lento ad agire. L’epidemiologo della London School of Hygiene, John Edmunds, membro del gruppo consultivo scientifico del governo, ha affermato che anche con il nuovo blocco la Gran Bretagna rischia di affrontare decine di migliaia di morti. Keir Starmer, leader del principale partito laburista di opposizione, ha dichiarato, a seguito dell’annuncio del nuovo lockdown: “Non si può negare che queste misure siano necessarie e sono lieto che il governo abbia finalmente preso la decisione che avrebbe dovuto prendere settimane fa”. Tuttavia, non sono mancate le pressioni esercitate da membri del partito conservatore, che si oppongono a restrizioni più severe a causa dei danni economici che potrebbero provocare.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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