Canada, Québec: un uomo in abiti medievali uccide due persone

Pubblicato il 1 novembre 2020 alle 8:34 in USA e Canada

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Un uomo vestito in abiti medievali ha causato la morte di 2 persone, mentre altre 5 sono rimaste ferite, a Québec City, nella regione francofona del Canada, nella tarda serata del 31 ottobre.

Secondo quanto riferito dalle forze di polizia locali, l’aggressore è stato arrestato poche ore dopo l’accaduto, ma, al momento, non sono ancora chiare le motivazioni che l’hanno spinto ad agire. Nel frattempo, la popolazione della città canadese è stata esortata a rimanere in casa. L’uomo, dell’età di 20 anni, ha agito nei pressi di Parliament Hill, un quartiere sede dell’Assemblea Nazionale, ed avrebbe impiegato “armi bianche medievali”, simili a spade. I 5 feriti sono stati trasferiti in ospedale nell’immediato, ma non si hanno informazioni sulle loro condizioni. Il portavoce della polizia di Québec Citiy, Etienne Doyon, ha inoltre chiarito che tutto “resta ancora da stabilire”, ma ha definito l’accaduto “un attacco serio”, esortando chiunque abbia informazioni a chiamare i servizi di emergenza.

Azioni di tale tipo sono relativamente rare in Canada. Uno degli ultimi episodi di violenza risale al 19 aprile scorso, quando un uomo armato, mascherato da poliziotto, ha ucciso almeno 16 persone nella provincia canadese di Nuova Scozia, durante 12 ore di sparatoria. L’assalitore è stato successivamente identificato con Gabriel Wortman, un uomo di 51 anni che aveva lavorato come dentista. “Oggi è una giornata devastante per la Nuova Scozia e rimarrà impressa nelle menti per molti anni a venire”, aveva dichiarato Lee Bergerman, comandante della Royal Canadian Mounted Police (RCMP) della Nuova Scozia, di fronte ad un bilancio che aveva superato quello di un massacro di Montreal del 1989, quando un uomo armato uccise 15 donne.

Diversamente dagli Stati Uniti, il Canada ha adottato leggi restrittive in materia di controllo di armi. Nonostante ciò, il Paese è stato testimone di più di 200 sparatorie nel corso del 2018, portando Toronto a schierare circa 200 poliziotti in risposta all’ondata di violenza armata, da legarsi, secondo i funzionari locali, a bande locali.

Il Canada, inoltre, si è altresì mobilitato nella lotta al terrorismo e all’estremismo violento. Nel 2019, il Paese non ha registrato alcun incidente di matrice terroristica e, secondo quanto riportato dal Country Report on Terrorism 2019, è uno dei partner statunitensi più forti e capaci nella lotta globale contro il terrorismo. La cooperazione con Washington in tale campo è stata definita “eccellente”. I pubblici ministeri hanno continuato a confrontarsi nel corso degli ultimi anni, portando in giudizio diversi casi, sostenuti da prove acquisite sul campo di battaglia. Il Canada si è spesso rifiutato di rimpatriare foreign fighter o membri delle loro famiglie dalla Siria e dall’Iraq, compresi i combattenti tuttora in custodia presso le Syrian Democratic Forces (SDF). Questo perché, secondo il governo canadese, non vi è alcun obbligo legale, ma, ai sensi della “Carta Canadese”, è stato riconosciuto il diritto al ritorno per i suddetti individui, nel caso in cui si avvicinino ai territori canadesi.

Nel mese di giugno 2019, le autorità canadesi hanno approvato il disegno di legge C-59 che, tra le diverse disposizioni, prevede un maggiore impegno nel contrastare attacchi informatici e un potenziamento delle capacità dei servizi di intelligence canadesi, per far sì che questi siano in grado di prevedere qualsiasi complotto e piano delineato da organizzazioni terroristiche.

Per quanto riguarda il contrasto al finanziamento del terrorismo, il Canada è un membro della Financial Action Task Force (FATF) e dell’Asia/Pacific Group on Money Laundering. Le autorità di Ottawa cooperano altresì con la Caribbean Financial Action task Force e la Financial Action task Force of Latin America. L’unità di intelligence finanziaria canadese, la Financial Transaction and Reports Analysis Centre of Canada, è un membro dell’Egmont Group of Financial Intelligence Units, ed è responsabile per intercettare, prevenire e contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento delle attività terroristiche.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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