Francia: spari contro un sacerdote greco-ortodosso a Lione

Pubblicato il 31 ottobre 2020 alle 19:44 in Europa Francia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un sacerdote greco-ortodosso è stato ferito con due colpi d’arma da fuoco a Lione, sabato 31 ottobre, da un aggressore che si è poi messo in fuga ed è tutt’ora ricercato dalle autorità. Al momento, resta ignota la motivazione dell’aggressione.

Il primo ministro francese, Jean Castex, in visita a Rouen, si è messo subito in viaggio per Parigi per valutare la situazione e ha promesso che le forze dell’Esercito saranno schierate nei siti religiosi e nelle scuole, ribadendo che “i francesi possono contare su una Nazione che consenta loro di praticare la propria religione in piena sicurezza e libertà”.

L’attacco contro il sacerdote è avvenuto intorno alle 16:00, ora locale, del 31 ottobre, mentre questi stava chiudendo una chiesa. Secondo quanto riferito da una fonte interna alla polizia in condizione di anonimato a Reuters, al momento, l’uomo sarebbe ricoverato in ospedale per ferite gravi e sarebbe in pericolo di vita. In base a quanto reso noto da una seconda fonte, poi, il sacerdote della chiesa greco-ortodossa sarebbe stato di origine greca e avrebbe informato i propri soccorritori di non aver riconosciuto il suo aggressore.

Secondo quanto riferito da Al-Jazeera English, nelle indagini non sono state ancora coinvolte le autorità anti-terrorismo francesi ma il Ministero degli Interni di Parigi ha attivato un team speciale d’emergenza per seguire il caso mentre l’autore dei fatti si trova ancora in fuga.

Nonostante le motivazioni dell’incidente odierno siano ancora sconosciute, la vicenda ha destato l’attenzione di molti in quanto è avvenuta a due giorni di distanza da un attacco compiuto da un uomo armato di coltello all’interno della basilica di Notre-Dame dell’Assunzione di Nizza, nel quale hanno perso la vita 3 persone, lo scorso 29 ottobre.  In tale occasione, secondo quanto riferito dal sindaco di Nizza, Christian Estrosi, l’aggressore avrebbe ripetuto più volte “Allahu Akbar” mentre era trattenuto dagli agenti che l’avevano fermato sparandogli. Al momento, l’aggressore, un 21enne tunisino arrivato a Lampedusa lo scorso 20 settembre, si troverebbe ancora in condizioni critiche in ospedale a causa delle ferite d’arma da fuoco e avrebbe dichiarato di aver agito da solo, il procuratore antiterrorismo francese è stato però coinvolto per indagare sulle accuse di “omicidio legato ad un’organizzazione terroristica”. Il 31 ottobre, inoltre, la polizia ha dichiarato che una terza persona è stata presa in custodia dalle autorità francesi in connessione all’attentato di Nizza, per il quale sono al momento trattenute anche altre due persone. Tra i tre, due avrebbero avuto contatti diretti con l’aggressore e uno di loro sarebbe un cittadino di Nizza.

Nella stessa giornata, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha rilasciato un’intervista ad Al-Jazeera in cui ha affermato di comprendere lo shock provocato dalla pubblicazione delle caricature di Maometto da parte della testata Charlie Hebdo ma ha ribadito che non vi è alcuna giustificazione alla violenza. Macron ha poi precisato di non aver mai sostenuto la pubblicazione di immagini che per i credenti musulmani possano essere offensive ma di aver difeso il diritto d’espressione.

Il capo di Stato francese è stato duramente criticato per aver adottato una serie di politiche volte a contrastare il “separatismo islamico”, per aver definito l’Islam una religione “in crisi” in tutto il mondo e per aver sostenuto alcune vignette satiriche che rappresentavano caricature del Profeta Maometto. Tali mosse erano giunte dinnanzi all’intensificarsi di attacchi di matrice islamista in Francia, l’ultimo dei quali risale allo scorso 16 ottobre, quando un insegnante è stato decapitato da un 18enne ceceno simpatizzante dell’estremismo islamico per aver mostrato in classe caricature del Profeta Maometto.

 In particolare, il 2 ottobre scorso, Macron aveva annunciato una nuova legge contro il “separatismo” religioso che, secondo quanto specificato da Parigi, punterebbe a liberare il Paese dall’islamismo radicale e che sarà presentata in Parlamento il prossimo dicembre. Successivamente, dopo l’uccisione dell’insegnate francese, il 19 ottobre, la Francia ha annunciato l’espulsione di 231 sospetti estremisti, inseriti in una lista di controllo del governo con l’accusa di convinzioni religiose radicali e, il giorno successivo, Macron aveva annunciato lo scioglimento di un gruppo pro-Hamas, attivo in Francia, accusato di essere “direttamente implicato” nell’omicidio dell’insegnante decapitato.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.