USA: notificata al Congresso la vendita di F-35 agli Emirati

Pubblicato il 30 ottobre 2020 alle 14:49 in Emirati Arabi Uniti USA e Canada

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Il Dipartimento di Stato americano ha notificato al Congresso la proposta di vendita di caccia stealth F-35 agli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riferito dal presidente della Commissione Affari Esteri della Camera, il repubblicano Eliot Engel. L’accordo includerebbe più di 50 jet prodotti dalla Lockheed Martin ad un costo stimato di 10.4 miliardi di dollari. Se la vendita venisse finalizzata, gli Emirati diventerebbero il secondo Paese del Medio Oriente a pilotare i caccia avanzati statunitensi dopo Israele.

L’annuncio arriva poco dopo che il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper, ha incontrato in Israele, il ministro della Difesa, Benny Gantz, e il primo ministro, Benjamin Netanyahu. Il viaggio di Esper a Tel Aviv, giovedì 29 ottobre, segna il terzo incontro con Gantz in poco più di un mese. La scorsa settimana, a Washington, i due responsabili della Difesa hanno firmato una dichiarazione congiunta con la quale veniva stabilito che gli USA si impegnavano a consolidare il vantaggio militare di Israele nella regione “per i decenni a venire”. Durante le discussioni precedenti, le delegazioni di Netanyahu e Gantz avevano concluso che il governo israeliano non si sarebbe opposto alle vendite di armi statunitensi agli Emirati Arabi Uniti. L’annuncio era un chiaro riferimento agli F-35.

L’amministrazione Trump si è impegnata in una rapida iniziativa per convincere i Paesi arabi del Medio Oriente a riconoscere Israele. Finora, gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein hanno firmato accordi di normalizzazione con Tel Aviv, mentre il Sudan ha in programma di concluderli nel breve termine. Abu Dhabi, Manama e Tel Aviv hanno ufficialmente normalizzato le proprie relazioni il 15 settembre, con un incontro alla Casa Bianca. Prima di tali intese, la vendita di F-35 non sarebbe mai stata accettata dal governo israeliano. Questo perché, in base al principio del preservare il “vantaggio militare qualitativo” di Israele, gli Stati Uniti si consultano regolarmente con Israele sulla proposta di vendita di armi avanzate ad altri Paesi della regione mediorientale. Un disegno di legge approvato nel 2008 stabilisce che la vendita di armi degli Stati Uniti a qualsiasi Stato del Medio Oriente diverso da Israele debba garantire che non abbia effetti negativi sul vantaggio militare di Tel Aviv.

Se la proposta di vendita verrà approvata dai legislatori statunitensi, gli Emirati Arabi Uniti diventeranno il quindicesimo Paese ad ottenere i caccia stealth F-35 della Lockheed Martin, altamente avanzati. “Questa tecnologia potrebbe cambiare in modo significativo l’equilibrio militare nel Golfo e influenzare il vantaggio militare di Israele”, ha dichiarato il presidente della Commissione per gli Affari Esteri della Camera, Engel. “L’esportazione di questo velivolo richiede una considerazione molto attenta e il Congresso deve analizzare tutte le ramificazioni. Affrettare queste vendite non è nell’interesse di nessuno”, ha aggiunto.

Israele è l’unico Paese del Medio Oriente a possedere gli F-35. Washington prevede che questo tipo di velivolo diventerà negli anni a venire la principale piattaforma di aerei da combattimento degli Stati Uniti e dei suoi alleati. La sua tecnologia invisibile è altamente sensibile e potrebbe essere compromessa se cadesse nelle mani degli avversari statunitensi. Engel ha suggerito, giovedì 29 ottobre, che, affinché la proposta venga approvata, l’amministrazione dovrà fornire “assicurazioni ineccepibili” che le vendite di F-35 agli Emirati Arabi Uniti non comporteranno il rischio che Cina o Russia ottengano tale tecnologia.

Secondo quanto riferito dal quotidiano al-Monitor, anche il Qatar avrebbe richiesto gli F-35, sollevando perplessità sul fatto che le ambizioni dell’amministrazione Trump di rafforzare la cooperazione militare nella regione possano portare a un afflusso di armi americane avanzate in Medio Oriente. L’iniziativa degli Accordi di Abraham, con i quali Israele ed Emirati Arabi Uniti hanno rafforzato le proprie relazioni, arriva mentre i rapporti strategici tra gli Stati Uniti e la Turchia, membro della NATO, sono sempre più tesi. Ankara è stata espulsa dal programma F-35 lo scorso anno, dopo aver acquistato il sistema di difesa missilistico S-400 della Russia, testato a inizio ottobre, nonostante i continui avvertimenti di Washington. Nel frattempo, i media greci hanno riferito che Atene acquisterà 6 F-35 nel 2022, insieme ad altri 6 jet da combattimento Rafale, di fabbricazione francese.Questo annuncio approfondisce le distanze tra USA e Turchia e rischia di alimentare le tensioni nel Mediterraneo orientale, dove Atene e Turchia sono già ai ferri corti. I due Paesi sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi, per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le acque, punteggiate principalmente da isole greche, sono ricche di gas e la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive è fonte di controversia tra Turchia, Grecia e anche Cipro. 

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Chiara Gentili

di Redazione