Malta e Libia discutono di pace e relazioni bilaterali

Pubblicato il 30 ottobre 2020 alle 19:30 in Libia Malta

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Il presidente libico della Camera dei Rappresentanti del governo di Tobruk, Aguila Saleh, ha incontrato a La Valletta il ministro degli Esteri di Malta, Evarist Bartolo, per discutere degli ultimi sviluppi in Libia, in particolare del processo politico in corso sotto gli auspici delle Nazioni Unite.

Il ministro degli Esteri maltese ha ribadito il sostegno all’unità dei libici e al dialogo politico, che a suo avviso avrà un impatto positivo sulla Libia, su Malta e sullintera regione. “Malta farà la sua parte nel garantire il successo del processo politico guidato dalle Nazioni Unite ascoltando le richieste di tutti i partiti libici in modo che possa riflettere le loro visioni negli incontri dell’Unione Europea”, ha dichiarato Bartolo.

I due funzionari hanno anche discusso della cooperazione tra i due Paesi in una moltitudine di settori, comprese le partnership in progetti di sviluppo economico. Mercoledì 28 ottobre, l’autorità aeroportuale libica del Ministero dei Trasporti del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli ha firmato un Memorandum of Understanding (MoU) con Malta nellambito della cooperazione marittima e aerea.

Il memorandum ha stabilito la ripresa dei voli tra la Libia e Malta tramite l’aereo di linea Mediava con alcune limitazioni determinate dalla pandemia di coronavirus. Il documento ha altresì incluso la necessità di registrare uno degli aerei di linea libici a Malta, per aggirare l’attuale divieto di volo dell’UE in Libia. Il memorandum d’intesa sostiene poi che i due Paesi dovrebbero modificare l’accordo bilaterale sull’aviazione e l’assistenza delle imprese maltesi nella formazione dei quadri dell’aviazione libica. Medavia è di proprietà della Libyan Foreign Investment Company.

Malta, tuttavia, sta lavorando con la Libiasu diversi progetti, guadagnandosi la fiducia di entrambe le fazioni grazie alla sua neutralità e alla sua storia, ha riferito, mercoledì 28 ottobre, il ministro Bartolo intervenendo in Parlamento durante un dibattito sugli stanziamenti di bilancio per il Ministero degli Affari esteri ed europei.

Tale incontro si inserisce nel quadro della mobilitazione diplomatica a livello nazionale, regionale e internazionale che interessa la Libia dal 21 agosto scorso, data in cui il premier al-Sarraj e il presidente del Parlamento di Tobruk, Aguila Saleh, hanno annunciato un cessate il fuoco presso i fronti di combattimento libici, con particolare riferimento alla città costiera di Sirte e alla base di al-Jufra, nella Libia centrale. Successivamente, il 23 ottobre, le delegazioni rivali, riunitesi nella cornice del Comitato militare congiunto 5+5, hanno ufficialmente firmato un accordo di tregua, sotto l’egida delle Nazioni Unite. Per molti si è trattato di un “risultato storico”, nonché di un primo passo per porre fine alla situazione di grave instabilità che caratterizza la Libia dal 15 febbraio 2011.

In tale data è iniziata nel Paese nordafricano la guerra civile, seguita, nell’ottobre dello stesso anno, dalla caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi. Da tale evento in poi, il Paese non è mai riuscito a realizzare una transizione democratica e, al momento, vede il fronteggiarsi delle milizie del GNA e di quelle del LNA. Il GNA di al-Sarraj è il governo ufficialmente riconosciuto dall’Onu in Libia, è nato il 17 dicembre 2015 con gli accordi di Skhirat, firmati in Marocco e poi scaduti il 17 dicembre 2017 ed è stato formalmente appoggiato da Italia, Qatar e Turchia. Le forze del LNA, vicine al governo di Tobruk con a capo Aguila Saleh, a livello internazionale sono, invece, sostenute da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Francia e Russia.

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Chiara Gentili

di Redazione