Francia: Macron schiera 4.000 militari antiterrorismo in più

Pubblicato il 30 ottobre 2020 alle 12:19 in Europa Francia

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Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato che ha deciso di aumentare il numero di militari antiterrorismo da 3.000 a 7.000 unità. Tali soldati sono inquadrati nellambito delloperazione Sentinelle, finalizzata alla sorveglianza armata delle minacce terroristiche. Dal 2015, dopo la stagione degli attentati in Francia, i militari sono stati chiamati per svolgere attività di rinforzo volte alla sorveglianza di strade e luoghi sensibili.  

Commentando la vicenda di Nizza, dove 3 persone sono state uccise da un uomo armato di coltello nei pressi della chiesa di Notre-Dame, il presidente Macron ha definito lattacco un attentato terroristico islamistae ha garantito il sostegno ai cattolici da tutto il Paese.

Dal canto suo, il ministro degli Interni, Gerald Damarnin, ha dichiarato, venerdì 30 ottobre, che è probabile che il Paese sia preda di nuovi attacchi di militanti estremisti sul suo territorio se si impegnerà in una guerra contro l’ideologia islamista. Damarnin, parlando un giorno dopo lattentato di Nizza, ha affermato: “Siamo in una guerra contro un nemico che è sia dentro che fuori. Dobbiamo capire che ci sono stati e ci saranno altri eventi simili a questi terribili attacchi”. Macron ha schierato migliaia di soldati per proteggere siti importanti, come luoghi di culto e scuole, e l’allerta di sicurezza è ai massimi livelli. Parlando fuori dalla chiesa di Notre-Dame di Nizza, dove è avvenuto lattentato, il presidente ha dichiarato che la Francia è stata attaccata “per i suoi valori, per il suo gusto per la libertà, per la possibilità sl suo suolo di avere una libertà di credo. E ha aggiunto: Lo dico ancora con grande chiarezza oggi: noi non indietreggeremo”.

L’attentato è avvenuto intorno alle 9:00 del 29 ottobre, all’interno della basilica di Notre-Dame dell’Assunzione di Nizza, situata nel centro della città. La polizia ha descritto i fatti come una “scena dell’orrore”. L’aggressore è stato colpito e ferito dalla polizia ed è stato portato in ospedale in condizioni critiche.

Il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, ha dichiarato che l’aggressore avrebbe ripetuto più volte “Allahu Akbar” mentre era trattenuto dagli agenti. Estrosi ha poi chiesto che “tutte le chiese siano messe sotto sorveglianza o chiuse, così come gli altri luoghi di culto della città”. “Quando è troppo è troppo”, ha detto il sindaco parlando ai giornalisti dopo l’attentato. “È ora che la Francia metta da parte le regole di pace per annientare definitivamente l’islamo-fascismo sul suo territorio”, ha aggiunto. 

L’attacco ha provocato 3 vittime, 2 donne e un uomo, secondo quanto confermato da fonti di polizia. Le due persone morte all’interno della cattedrale sono state “sgozzate” o “decapitate”. Estrosi ha riferito che una delle vittime sarebbe stata uccisa in modo “orribile”, “come il professore”, un riferimento alla decapitazione dell’insegnante francese, Samuel Paty, ucciso il 16 ottobre per mano di un 18enne di origini cecene. La terza vittima, una donna, si era rifugiata dopo l’aggressione in un bar vicino alla chiesa. Tuttavia, è morta poco dopo per le conseguenze delle ferite.

Il procuratore antiterrorismo francese è stato coinvolto per indagare sulle accuse di “omicidio legato a un’organizzazione terroristica”. Il sospetto fermato dalla polizia si chiama Brahim Aouissaoui, ha 21 anni e ha parlato tutto il tempo in arabo alle forze di sicurezza che lo hanno neutralizzato e interrogato. Luomo ha dichiarato di aver agito da solo ma una fonte giudiziaria ha riferito che un individuo di 47 anni sarebbe stato preso in custodia dalla polizia in quanto sospettato di essere entrato in contatto con laggressore.

Secondo quanto reso noto dall’agenzia di stampa italiana Ansa, l’attentatore è un tunisino entrato in Europa da Lampedusa, insieme ad altre decine di migranti. Fonti interne agli apparati di sicurezza hanno confermato che sull’isola sarebbe avvenuta la prima registrazione dell’uomo. Attualmente, le autorità stanno ricostruendo i vari spostamenti del killer, ma sembrerebbe che il tunisino sia arrivato in Italia il 20 settembre e sia stato successivamente trasferito, il 9 ottobre, in un centro per migranti di Bari, in Puglia, dopo aver concluso le due settimane canoniche di quarantena cui sono obbligati tutti quelli che sbarcano sulle coste italiane. Sui movimenti successivi, tuttavia, gli investigatori stanno ancora indagando.

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Chiara Gentili

di Redazione