Rep. Dem. del Congo: uomini armati bruciano una chiesa e uccidono 18 persone

Pubblicato il 29 ottobre 2020 alle 17:47 in Africa Rep. Dem. del Congo

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Nella notte di mercoledì 28 ottobre, un gruppo di uomini armati ha ucciso almeno 18 persone e bruciato una chiesa in un villaggio nella regione orientale della Repubblica Democratica del Congo. La notizia è stata diffusa da un’organizzazione locale per la protezione dei diritti civili, la quale ha accusato dell’attacco un gruppo di milizie islamiche che operano nell’area. Anche l’esercito ha confermato l’aggressione, specificando che è avvenuta contro il villaggio di Baeti, nella provincia del Nord Kivu, a circa 20 km dalla città di Oicha.

Le Forze democratiche alleate (ADF), un gruppo armato ugandese attivo nella regione orientale della Repubblica Democratica del Congo dagli anni ’90, ha ucciso più di 1.000 civili dall’inizio del 2019, secondo i dati delle Nazioni Unite, nonostante le ripetute campagne militari dell’esercito finalizzate a neutralizzare i suoi militanti.

“Abbiamo un bilancio provvisorio delle vittime pari a 18 persone, tutte uccise in modo atroce”, ha detto Kinos Katuho, presidente di un gruppo locale per i diritti civili. “Crea davvero dolore nei nostri cuori e un panico totale nel villaggio”, ha dichiarato Masisa Mushogoro, capo di un comitato per lo sviluppo situato a Baeti. “Non sappiamo se domani l’ADF tornerà di nuovo”, ha aggiunto.

Le autorità hanno accusato il gruppo armato di aver attaccato la prigione principale della città di Beni, il 20 ottobre, liberando oltre 1.300 detenuti, tra cui un numero imprecisato di miliziani e combattenti del gruppo. Gli attacchi di rappresaglia contro i civili sono aumentati drasticamente da quando l’esercito ha iniziato un’operazione anti-terroristica contro l’ADF, ad ottobre 2019, costringendolo ad abbandonare diverse basi vicino al confine ugandese. I combattenti si sono dispersi in piccoli gruppi e sono fuggiti in altre aree, bruciando interi villaggi, distruggendo centri sanitari e scuole e rapendo uomini, donne e bambini. La violenza perpetrata dal gruppo potrebbe costituire un crimine contro l’umanità, secondo i dati delle Nazioni Unite.

Diversi attacchi attribuiti alle ADF sono stati anche rivendicati dall’ISIS, sebbene ricercatori e analisti affermino che mancano prove concrete che colleghino i due gruppi. Dall’inizio del 2020, la violenza commessa da una costellazione di oltre 100 gruppi armati ha costretto più di mezzo milione di persone nell’Est del Paese a fuggire e lasciare le proprie case, creando un’ondata di profughi che continua a crescere. Tuttavia, anche le forze armate governative sono accusate di aver commesso gravi violazioni, tra cui omicidi e violenze sessuali, secondo le Nazioni Unite.

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Chiara Gentili

di Redazione

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