Oman: economia in calo, il Qatar giunge in soccorso

Pubblicato il 29 ottobre 2020 alle 14:30 in Oman Qatar

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In un momento in cui è stato previsto un aumento del deficit di bilancio omanita nel 2021, a causa delle ripercussioni della pandemia di coronavirus e del calo dei prezzi del petrolio, il Qatar ha stanziato un miliardo di dollari a sostegno del Sultanato.

Secondo quanto riportato dal quotidiano al-Araby al-Jadeed, il 28 ottobre, sulla base delle stime dell’Institute of International Finance (IIF), si prevede che, nel 2021, il forte calo delle entrate petrolifere dell’Oman supererà quello legato alla spesa pubblica, portando a un ampio deficit fiscale. Tuttavia, se, da un lato, le ultime stime del Fondo Monetario Internazionale (FMI), avevano previsto una contrazione economica del 10%, con possibilità di crescita solo nel 2022, l’IIF ha mostrato maggiore ottimismo. Quest’ultimo deriva perlopiù dalle recenti manovre e misure fiscali adottate da Muscat, tra cui l’introduzione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) del 5% e di un’imposta sul reddito a partire dal 2021, che potrebbe portare ad un aumento del 2% del PIL, derivante da entrate aggiuntive non legate agli idrocarburi.

Altre iniziative avviate riguardano la privatizzazione di aziende statali, la riorganizzazione e la fusione di Ministeri, con l’obiettivo di ridurre le spese statali, e la riduzione di manodopera straniera a favore di impiegati locali. Parallelamente, secondo l’IIF, è probabile che la produzione di idrocarburi diminuirà solo del 2% nel 2020, rispetto alla previsione del FMI pari, invece, al 12%. Non da ultimo, l’IIF ha affermato che l’emissione di debito pubblico potrebbe soddisfare i bisogni finanziari del Sultanato per un periodo di cinque anni, dal 2021 al 2025. Nonostante ciò, si prevede un aumento del debito pubblico dal 75,5% del PIL all’80,4% entro la fine del 2021. Il rapporto ha poi sottolineato che l’Oman spende il 43% del PIL per i salari del settore pubblico, la difesa e le spese in conto capitale. Si tratta, a detta dell’IIF, di una percentuale più alta rispetto agli altri Paesi del Golfo.

Prima dello scoppio della pandemia, il debito nazionale omanita era aumentato da soli 4 miliardi di dollari nel 2014 a circa 50 miliardi nel 2019, e Standard & Poor’s aveva previsto un deficit di bilancio per il 2022 all’8,7% del prodotto interno lordo. Tale condizione è stata ulteriormente aggravata dall’emergenza coronavirus e dal crollo dei prezzi del petrolio, da sommare alla perdita delle riserve in valuta estera, pari a circa 16,5 miliardi di dollari. A tal proposito, anche l’agenzia di rating Fitch ha previsto un elevato deficit fiscale per il bilancio del Sultanato al momento della maturità del debito estero, che potrebbe oscillare tra i 12 e i 14 miliardi di dollari l’anno nel periodo 2020-2022. Per tale ragione, l’agenzia ha affermato che i prossimi tre anni saranno un banco di prova per testare le capacità di flessibilità di finanziamento dell’Oman.

Di fronte ad uno scenario economico instabile, è intervenuto il Qatar, il quale, secondo quanto riportato dal quotidiano al-Arab, sulla base di quanto rivelato dal Financial Times, ha depositato un miliardo di dollari nella Banca centrale dell’Oman, promettendo ulteriori stanziamenti in futuro. Uno degli investitori, in condizioni di anonimato, ha affermato che si tratta di un buon inizio, ma che è necessario di più se si vuole effettivamente aiutare Muscat. “Un miliardo di dollari non sposterà l’ago”, è stato riferito.

Le relazioni dell’Oman con il Qatar sono migliorate dall’inizio dell’embargo e della cosiddetta crisi del Golfo, il 5 giugno 2017. In tale occasione, Muscat ha aiutato Doha fornendo rotte commerciali alternative. Secondo alcuni analisti, obiettivo del Qatar è far sì che il Sultanato non si rivolga ad altri Paesi, suoi “nemici”, per risanare la propria economia. Tuttavia, anche gli Emirati Arabi Uniti (UAE) sembrano essere in prima linea per fornire sostegno, come testimoniato dalla scelta di una banca emiratina, la First Abu Dhabi Bank, per regolare un prestito che il Sultanato cercava di ottenere dall’estero.

In tale quadro, gli analisti si interrogano sulla capacità di Muscat di preservare la sua tradizionale politica di neutralità nel complesso panorama geopolitico mediorientale. Tuttavia, è stata proprio l’apertura di canali di sostegno con i propri vicini regionali a far sì che l’Oman raccogliesse obbligazioni da 2 miliardi di dollari nel corso degli ultimi giorni.

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione