Mosca: irresponsabile ignorare proposta di Putin sull’INF

Pubblicato il 29 ottobre 2020 alle 8:10 in Russia USA e Canada

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Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato lunedì che l’uscita degli Stati Uniti dal Trattato sulle forze nucleari a corto e medio raggio (INF) è stato un “grave errore” che crea il rischio di una ripresa della corsa agli armamenti nucleari.

“Le proposte del presidente russo Vladimir Putin sul Trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) sono motivate dal desiderio di prevenire nuove crisi missilistiche in Europa, e coloro che cercano di ignorare i suoi appelli mostrano un approccio irresponsabile alla sicurezza europea”, ha dichiarato mercoledì il vice ministro degli esteri russo Sergey Ryabkov.

“Le proposte della Russia sono piuttosto serie, quindi è necessario uno studio approfondito. La profondità di queste proposte richiede una comprensione fondamentale, poiché la leadership della Federazione Russa sta cercando un modo per stabilizzare la situazione militare e politica in Europa, per evitare l’insorgere di nuove crisi missilistiche”, ha spiegato Ryabkov.

Coloro che cercano di “ignorare” e persino di “spazzare via” le iniziative di Putin relative all’INF mostrano “un approccio abbastanza irresponsabile che va a discapito della sicurezza europea”, ha proseguito il vice ministro degli Esteri.

All’inizio di questa settimana, Putin ha riaffermato l’impegno della Russia per la moratoria sul dispiegamento di missili a medio e corto raggio.

Negli ultimi anni, Mosca e Washington si sono regolarmente accusate l’un l’altra di violare il trattato.

Il trattato INF venne siglato l’8 dicembre 1987 da Ronald Reagan e Mikhail Gorbachev durante la visita di quest’ultimo a Washington, a seguito del vertice di Reykjavík (11 ottobre 1986) tenutosi tra i due Capi di Stato di USA e URSS.

Il trattato fu il primo frutto del cambio al vertice dell’Unione Sovietica: esso pose fine alla vicenda degli euromissili, ovvero dei missili nucleari a raggio intermedio installati da USA e URSS sul territorio europeo: prima, gli SS-20 sovietici e, in seguito alla cosiddetta doppia decisione della NATO del 1979, i missili americani IRBM Pershing-2 e quelli cruise da crociera BGM-109 Tomahawk.

Il documento non ha vincoli di tempo. Ciascuna parte ha il diritto di uscirne, a patto che venga dimostrata oggettivamente la necessità di tale decisione.

Lo scorso 2 febbraio, il presidente americano Donald Trump ha annunciato l’inizio della procedura per uscire dal Trattato INF. Secondo quanto dichiarato da Trump, il processo di uscita si concluderà in 6 mesi, a meno che la Russia “non ritorni ad osservare il trattato, distruggendo tutti i suoi missili, le installazioni di lancio ed i relativi equipaggiamenti che violano il trattato”. Nello specifico, Washington farebbe riferimento al razzo russo 9M729, la cui portata violerebbe le disposizioni del trattato.

Da parte sua, Mosca ha ripetutamente definito le accuse di Washington infondate e ha dichiarato di rispettare rigorosamente tutte le condizioni del trattato e, in risposta a questa mossa, ha annunciato il 3 luglio che sospenderà l’implementazione del trattato.


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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