Ministro Di Maio in visita ufficiale in Israele

Pubblicato il 29 ottobre 2020 alle 20:27 in Israele Italia

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Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, si è recato in visita in Israele, il 29 ottobre, per discutere di rapporti bilaterali e cooperazione scientifica. 

La notizia è stata riferita dal sito ufficiale della Farnesina, che aggiunge che il ministro italiano ha incontrato il presidente, Reuven Rivlin, il premier, Benjamin Netanyahu, il ministro degli Affari Esteri, Gabi Ashkenazi, il ministro della Difesa, Benni Gantz, il Leader dell’opposizione, Yair Lapid. Al centro del colloquio il Processo di Pace in Medio Oriente e la firma degli Accordi di Abramo, firmati da Emirati Arabi Uniti e Bahrein, lo scorso 15 settembre, durante una cerimonia, organizzata alla Casa Bianca.  

Dopo aver incontrato a Gerusalemme la sua controparte israeliana, Gabi Ashkenazi, Di Maio ha sottolineato che l’Italia accoglie con favore gli Accordi di Abramo, che normalizzano le relazioni tra Israele e i due Paesi arabi. “Si tratta di un contributo positivo alla pace e alla stabilità in Medio Oriente”, ha dichiarato il ministro in una conferenza stampa. “Il graduale avvicinamento del mondo arabo e di Israele contribuirà alla stabilità regionale e al riconoscimento del diritto di Israele di esistere in sicurezza. Questo è uno dei punti cardinali della nostra politica estera in Medio Oriente”, ha aggiunto. Infine, si è augurato che questi progressi diplomatici possano rilanciare il processo di pace con la ripresa dei negoziati diretti tra israeliani e palestinesi in vista di una soluzione a due Stati, “che sia giusta, sostenibile e praticabile”.

Inoltre, in occasione della visita del 29 ottobre, Di Maio ha firmato un protocollo di collaborazione in campo culturale e scientifico, che rappresenta un “nuovo segmento dell’estesa cooperazione tra Italia e Israele”. Inoltre, il ministro ha visitato lo Yad Vashem, l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah. L’istituto commemora lo sterminio del popolo ebraico e tramanda il ricordo dei Giusti fra le Nazioni, che misero a rischio la propria vita per salvare gli ebrei. Inoltre, il rappresentante italiano ha incontrato il Presidente israeliano, Reuven Rivlin, con cui ha tenuto un ampio scambio di vedute su collaborazione bilaterale e temi regionali. Israele è un partner strategico in campo scientifico, anche nel contrasto al COVID19. In tale occasione, è stato ribadito l’impegno italiano nella lotta contro l’antisemitismo.

I progressi diplomatici di Israele nella regione Medio Orientale e in Africa sono stati fortemente spinti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. In tale contesto, lo scorso 23 ottobre, il presidente degli USA ha annunciato che anche il Sudan ha deciso di normalizzare le relazioni bilaterali con questo Paese, concludendo così il terzo accordo di pace tra Israele e un Paese arabo nelle ultime sei settimane. Il 25 ottobre, Netanyahu ha ringraziato Trump, il primo ministro sudanese, Abdalla Hamdok, e il presidente del Consiglio Sovrano del Sudan, Abd al-Fattah al-Burhan, per la “storica decisione”. In Sudan, però, la questione della normalizzazione dei rapporti con Israele ha creato numerosi attriti e spaccature sia in seno al governo, per stabilirne i tempi e la portata, sia con l’opposizione che ha invece respinto tale decisione in toto.

Il 24 ottobre, la coalizione sudanese di sinistra National Consensus Forces Alliance, un membro chiave dell’alleanza Freedom and Change (FFC) che aveva guidato le proteste contro l’ex-presidente, Omar Al-Bashir, ha duramente criticato l’ultima scelta del governo transitorio sudanese. In una dichiarazione sulla normalizzazione dei rapporti con Israele, la coalizione lo ha accusato di aver violato documenti costituzionali e i principi e gli impegni presi dal Paese con i cosiddetti “tre no”. Il primo settembre 1967, all’indomani della guerra dei sei giorni, proprio a Khartoum, gli Stati della Lega Araba avevano adottato una risoluzione contenente tale principio in base al quale i tre no si riferiscono alla pace, al riconoscimento e ai negoziati con Israele.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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