Attentato di Nizza: cosa sappiamo del killer

Pubblicato il 29 ottobre 2020 alle 19:32 in Europa Francia

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L’attentato di giovedì 29 ottobre a Nizza, nella chiesa di Notre-Dame, ha ricordato di nuovo alla Francia gli orrori della “stagione del terrorismo”.  Cosa sappiamo però finora dell’autore dell’attacco, accusato di aver accoltellato e ucciso 3 persone e di aver provocato diversi feriti?

Il sospetto fermato dalla polizia si chiama “Brahim”, ha 21 anni e ha parlato tutto il tempo in arabo alle forze di sicurezza che lo hanno neutralizzato e interrogato. Al momento, l’uomo si trova in ospedale e ha dichiarato di aver agito da solo. “Mentre veniva medicato dopo essere stato ferito dalla polizia, continuava a gridare senza interruzione Allah Akbar”, ha riferito il sindaco della città, Christian Estrosi, il quale ha chiesto che “tutte le chiese siano messe sotto sorveglianza o chiuse, così come tutti gli altri luoghi di culto della città”. “Quando è troppo è troppo”, ha detto Estrosi parlando ai giornalisti dopo l’attentato. “È ora che la Francia metta da parte le regole di pace per annientare definitivamente l’islamo-fascismo sul suo territorio”, ha aggiunto, descrivendo l’episodio “un chiaro atto di terrorismo”.

Secondo quanto reso noto dall’agenzia di stampa italiana Ansa, l’attentatore è un tunisino entrato in Europa da Lampedusa, insieme ad altre decine di migranti. Fonti interne agli apparati di sicurezza hanno confermato che sull’isola sarebbe avvenuta la prima registrazione dell’uomo. Attualmente, le autorità stanno ricostruendo i vari spostamenti del killer, ma sembrerebbe che il tunisino sia arrivato in Italia il 20 settembre e sia stato successivamente trasferito, il 9 ottobre, in un centro per migranti di Bari, in Puglia, dopo aver concluso le due settimane canoniche di quarantena cui sono obbligati tutti quelli che sbarcano sulle coste italiane. Sui movimenti successivi, tuttavia, gli investigatori stanno ancora indagando.

Secondo quanto si apprende finora dai media francesi e non solo, le vittime dell’attacco sono due donne e un uomo. Le due persone morte all’interno della cattedrale sono state “sgozzate” o “decapitate”. Il sindaco Estrosi ha parlato di una “scena dell’orrore”, con una delle vittime uccisa in modo “orribile”, “come il professore”, un riferimento alla decapitazione dell’insegnante francese, Samuel Paty, ucciso il 16 ottobre per mano di un 18enne di origini cecene. La terza vittima, una donna, si era rifugiata dopo l’aggressione in un bar vicino alla chiesa. Tuttavia, è morta poco dopo per le conseguenze delle ferite.

Non è la prima volta che un tunisino sbarcato in Italia commette poi un reato di terrorismo in Europa. Nel febbraio 2011, sempre a Lampedusa, insieme ad altri migranti, era sbarcato Anis Amri,autore della strage contro il mercatino di Natale di Berlino, il 19 dicembre 2016. Alla guida di un camion, Amri travolse la folla presso la Kaiser Wihelm Memorial Church, nella capitale tedesca, uccidendo 12 persone e ferendone 48. Dopo essersi dato alla fuga, la sera del 23 dicembre, l’uomo fu ucciso davanti alla stazione di Sesto San Giovanni, nel milanese, da una pattuglia di polizia. Come si era già verificato in altri casi, le indagini misero in luce che il tunisino era già noto sia alle autorità tedesche, sia alle autorità italiane.Pochi mesi dopo lo sbarco, Amri era stato condannato a 4 anni di carcere per aver causato un incendio presso il centro di accoglienza di Belpasso, vicino a Catania. Le autorità italiane emisero ai tempi un provvedimento di espulsione che tuttavia non venne mai attuato per via di un ritardo di scambi di documenti da parte della Tunisia.

Nel frattempo, in Francia è stato riattivato lo stato d’emergenza attentati. Inoltre, il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, ha inviato un telegramma ai prefetti il cui oggetto sarebbe il seguente: “Rafforzamento della sorveglianza dei luoghi di culto dopo l’attacco all’arma bianca a Nizza”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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