Anche l’Iran accusa Macron per aver commesso un “atto stupido”

Pubblicato il 29 ottobre 2020 alle 12:36 in Francia Iran

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La guida suprema iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha accusato il presidente francese, Emmanuel Macron, di aver commesso un “atto stupido”, con riferimento alla difesa di vignette satiriche del Profeta Maometto e alle critiche rivolte contro l’Islam. Le dichiarazioni si inseriscono in un clima di protesta più ampio diffusosi in diversi Paesi islamici.

Le parole di Khamenei sono giunte il 28 ottobre, in un tweet rivolto alla gioventù francese, in cui l’atteggiamento di Macron viene definito un insulto per chi l’ha scelto come presidente. “Chiedete al vostro presidente perché sostiene gli insulti contro il Messaggero di Dio e li considera una forma di libertà di espressione. Libertà di espressione significa insultare volti onorevoli e sacri?” ha affermato la guida iraniana, con riferimento alle vignette satiriche diffuse in Francia verso cui il capo dell’Eliseo ha mostrato sostegno. Per Khamenei, quanto accaduto rappresenta un insulto per l’intelletto e i sentimenti di chi ha eletto Macron alla presidenza francese. Inoltre, è stato chiesto: “Perché sollevare dubbi sull’ Olocausto rappresenta un crimine e se qualcuno scrive qualcosa in merito viene imprigionato, mentre chi insulta il Profeta no?”.

Parallelamente, nella medesima giornata del 28 ottobre, giovani e studenti iraniani hanno organizzato una protesta davanti all’ambasciata francese a Teheran, cantando slogan contro il governo francese e Macron. In particolare, i manifestanti hanno condannato la ripubblicazione delle vignette del profeta Maometto, e hanno chiesto al governo iraniano di espellere l’ambasciatore francese. Non da ultimo, parole di condanna contro Parigi sono giunte anche da parte del presidente iraniano, Hassan Rouhani, secondo cui insultare il Profeta è un “atto immorale e alimenta violenza”, ed ha invitato l’Occidente, la Francia e l’Europa a “smettere di interferire negli affari musulmani.

I movimenti di rivolta contro il capo di Stato francese, che hanno interessato numerosi Paesi islamici in Medio Oriente e non solo, sono nati dopo che Macron, oltre ad aver promesso di contrastare il “separatismo islamico”, ha definito l’Islam una religione “in crisi” in tutto il mondo. Ciò ha alimentato una campagna sui social media per il boicottaggio dei prodotti francesi, soprattutto di genere alimentare, nei supermercati dei Paesi arabi e in Turchia. Hashtag come #BoycottFrenchProducts e #NeverTheProphet sono diventati di tendenza in Stati come Kuwait, Qatar, Palestina, Egitto, Algeria, Giordania, Arabia Saudita e Turchia, i quali hanno successivamente condannato apertamente le dichiarazioni di Macron, ritenute offensive.

Di fronte ad un clima sempre più acceso, il 28 ottobre, l’Alto Rappresentante dell’Alleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite, Miguel Ángel Moratinos, ha chiesto “rispetto reciproco per tutti credi e le religioni”, senza rivolgersi direttamente al presidente francese. Moratinos ha riferito, tramite il suo portavoce, di stare seguendo con profonda preoccupazione le crescenti tensioni e i casi di intolleranza innescati dalla pubblicazione di vignette satiriche raffiguranti il Profeta Maometto, considerate offensive dalla comunità musulmana. Queste, è stato evidenziato, hanno provocato atti di violenza contro civili innocenti che sono stati attaccati a causa della loro religione, credo o razza. “Gli insulti alle religioni e ai simboli religiosi provocano odio ed estremismo violento, che, a loro volta, portano alla polarizzazione e alla disintegrazione della società”, ha affermato Miguel-Angel Moratinos.

Come riportato da al-Jazeera il 28 ottobre, anche in Malesia partiti e organizzazioni non governative hanno avviato una campagna volta a boicottare le merci francesi nel Paese, invitando il capo dell’Eliseo a porre fine alla promozione di un “terrorismo islamico” e a studiare i veri valori dell’Islam. In tale quadro, il 27 ottobre, il Parlamento turco ha approvato una nota di protesta, presentata dal presidente dell’assemblea Mustafa Shantoub, in cui sono state condannate le dichiarazioni di Macron, ritenute un insulto contro l’Islam e la comunità musulmana.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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