Yemen: la misteriosa uccisione del ministro della Gioventù dei ribelli Houthi

Pubblicato il 28 ottobre 2020 alle 13:01 in Medio Oriente Yemen

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In un quadro caratterizzato da perduranti tensioni, il ministro dello Sport e della Gioventù del governo legato ai ribelli Houthi, Hassan Zaid, è stato assassinato, il 27 ottobre, da “criminali”. Per alcuni, l’omicidio indica la presenza di crescenti divergenze interne al gruppo sciita.

Hassan Zaid, oltre ad essere definito un membro di spicco tra i ribelli, era alla guida del Ministero del governo guidato dai ribelli Houthi, definito illegittimo, in quanto non riconosciuto a livello internazionale. L’omicidio ha avuto luogo nel Sud della capitale Sana’a, ad Haddah. Zaid stava viaggiando a bordo della sua auto, in compagnia della figlia, anch’essa rimasta gravemente ferita e morta in un secondo momento in ospedale, quando un gruppo di criminali, di cui al momento non si conosce l’identità, l’ha colpito con colpi di arma da fuoco, per poi fuggire a bordo di una motocicletta.

A detta del Ministero dell’Interno del governo illegittimo, la responsabilità è da attribuirsi al “nemico”, con riferimento alla coalizione internazionale a guida saudita, intervenuta nel conflitto yemenita a sostegno del presidente Rabbo Mansour Hadi. Il Ministero ha definito l’episodio un “atto criminale”, da inserirsi nella cornice di una serie di attacchi premeditati, che mirano a colpire personalità di spicco a livello nazionale. In particolare, Zaid, oltre a rivestire incarichi ministeriali dal 2014, era altresì segretario generale del partito filo-Houthi al-Haq, ed una delle maggiori figure dell’opposizione durante il regime di Ali Abdullah Saleh, contribuendo alla sua uccisione e alla caduta di Sana’a. Nel 2017, inoltre, la coalizione saudita-emiratina aveva incluso Hassan Zaid nella lista di quaranta ricercati Houthi.

Il governo legittimo e l’alleato saudita hanno negato il proprio coinvolgimento nell’assassinio del ministro. Secondo alcuni, non è da escludersi l’ipotesi secondo cui siano stati membri Houthi ad uccidere Zaid. In questo caso, l’omicidio sarebbe da inserirsi nel quadro di una lotta al potere e di divergenze tra due schieramenti interni ai gruppi ribelli, entrambi alla ricerca di guadagni politici ed economici, nonché di una sempre maggiore influenza. Da un lato, vi sarebbero fazioni legate al governatorato di Sa’ada, fortemente appoggiate dall’Iran, mentre dall’altro gli Houthi di Sana’a, ‘Amran e delle rimanenti regioni poste sotto il controllo dei ribelli. L’oggetto della contesa è rappresentato da terre statali, il monopolio del commercio dei derivati del petrolio, il monopolio dell’importazione di derrate alimentari e la gestione dell’economia di guerra.

Negli ultimi anni, in realtà, lo Yemen è già stato testimone di episodi simili, ma l’uccisione di Zaid è giunta in concomitanza con alcuni avvenimenti. Tra questi, l’allontanamento dalla scena politica del fratello del leader del gruppo, Yahya al-Houthi, nominato ministro dell’Istruzione a Sa’ada dopo aver lamentato la sua esclusione dalla distribuzione dei fondi raccolti dalle milizie ribelli dagli aiuti internazionali. Gli Houthi si stanno, inoltre, preparando alla cerimonia politica della “nascita del Profeta”, celebrata ogni anno per promuovere la propria ideologia ed affermare la loro discendenza dal Profeta. Non da ultimo, un membro delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniane, Hassan Erlo, è stato nominato “ambasciatore straordinario di Teheran” a Sana’a.

Secondo un giornalista e ricercatore yemenita, la morte di Zaid ha nuovamente messo in luce i contrasti interni. In particolare, il ministro assassinato aveva di recente criticato, sebbene indirettamente, personalità di spicco di Sana’a, ritenendoli responsabili di alcune rapine presso edifici sia pubblici sia privati. Inoltre, Zaid aveva buoni rapporti con influenti leader a Teheran e Hezbollah.

Sebbene si preveda che sarà difficile scoprire la verità sul caso, l’episodio mostra nuove dinamiche interne da inserirsi, a loro volta, nel perdurante conflitto scoppiato il 19 marzo 2015, data in cui i ribelli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali yemenite.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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