Tanzania: al via le elezioni presidenziali e parlamentari

Pubblicato il 28 ottobre 2020 alle 15:30 in Africa Tanzania

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I cittadini della Tanzania si sono recati alle urne, mercoledì 28 ottobre, per eleggere il presidente e i membri del Parlamento. Il capo di stato uscente, John Magufuli, soprannominato il “bulldozer”, affronterà, come principale avversario, Tundu Lissu, esponente dellopposizione. 

Più di 29 milioni di elettori sono stati chiamati a votare nella Tanzania continentale e 556.000 nell’arcipelago semiautonomo di Zanzibar, che insieme costituiscono la Repubblica Unita di Tanzania. A Zanzibar, gli elettori non votano solo per le elezioni nazionali, presidenziali e legislative, ma anche per nominare il presidente e i parlamentari dell’arcipelago.

Con 15 candidati in corsa per la carica di nuovo leader del Paese, il duello è tra Magufuli, 60 anni, candidato alla rielezione sotto i colori verde e giallo del partito Chama Cha Mapinduzi (CCM), ovvero “Il Partito della Rivoluzione”, al potere dal 1961 e Tundu Lissu, 52 anni, che si candida per conto del Chadema, il Partito per la democrazia e il progresso.

Durante il suo primo mandato, Magufuli, è stato descritto dai suoi critici come un presidente autoritario e repressivo, con uno stile di governo brusco, fedele al soprannome che si era guadagnato come ministro dei Lavori pubblici, dal 2010 al 2015. Poco dopo la sua elezione a presidente, il 25 ottobre 2015, la tolleranza nei confronti dei dissidenti è sembrata peggiorare. Le manifestazioni politiche al di fuori del periodo elettorale sono state vietate, sono state approvate leggi draconiane contro i media, diversi giornalisti, attivisti e membri dell’opposizione sono stati arrestati.

Ciononostante, Magufuli ha più volte sottolineato che il suo governo è stato in grado di combattere la corruzione, di estendere l’accesso all’istruzione gratuita e di portare avanti grandi progetti infrastrutturali soprattutto nei settori idroelettrico e ferroviario. Sotto la sua presidenza, il Paese è altresì riuscito a resuscitare la compagnia aerea nazionale.

Contro Magufuli si è schierato Tundu Lissu, avvocato di formazione, rientrato in Tanzania alla fine di luglio dopo tre anni di esilio. Nel settembre 2017, dopo essere stato arrestato non meno di sei volte durante l’anno per vari motivi, Lissu è stato vittima di un attentato, a suo dire politicamente motivato, fuori dalla sua casa a Dodoma, capitale amministrativa del Paese. Gli hanno sparato 16 volte. Tuttavia, venti interventi chirurgici dopo, il 50enne zoppica, ma riesce comunque a fare campagna elettorale e ad attirare le folle, tanto che, a ottobre, è riuscito a guadagnarsi il sostegno del leader del partito popolare di opposizione ACT-Wazalendo, Zitto Kabwe, il quale avrebbe detto: Lissu ha grandissime possibilità di battere il signor Magufuli.

Le regole elettorali della Tanzania stabiliscono che il candidato vincitore richieda la maggioranza semplice per diventare presidente. I risultati dovrebbero essere annunciati entro una settimana. 

I politici dell’opposizione temono che Magufuli ottenga un sostegno abbastanza ampioalle elezioni parlamentari, oltre che presidenziali, da consentirgli di eliminare il limite di due mandati per la carica di presidente. “Gran parte dell’opposizione teme che l’obiettivo finale di Magufuli sia quello di ottenere una maggioranza che gli consenta di concorrere per la terza volta, nel 2025, e se ciò accadrà la Tanzania passerà dall’essere una democrazia a uno stato autoritario consolidato nel giro di sei anni “, ha detto Nic Cheeseman, esperto di politica africana presso l’Università di Birmingham. Il CCM è il partito al governo più longevo dell’Africa subsahariana.

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Chiara Gentili

di Redazione