Somalia: autobomba nella capitale, feriti alcuni soldati

Pubblicato il 28 ottobre 2020 alle 20:11 in Africa Somalia

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In Somalia, 2 persone sono state uccise e almeno 5 ferite, tra cui alcuni soldati, in seguito all’esplosione di un’autobomba in un quartiere della capitale, Mogadiscio. È quanto hanno riferito le forze di sicurezza somale, specificando che l’attacco è avvenuto vicino all’incrocio di Sinka Dher ed era diretto contro un funzionario statale. “Il gruppo terroristico di Al-Shabaab voleva colpire il commissario distrettuale di Kahda con un’autobomba, ha riferito lagenzia di stampa turca Anadolu. Alla fine, ha ucciso due persone e ne ha ferite altre cinque, tra cui alcuni soldati e il capo delle spie del distretto di Kahda”, ha aggiunto, citando Abdifatah Hassan, capitano della polizia di Mogadiscio.

Parlando per telefono con la redazione dellagenzia, Ismail Mukhtar Oronjo, un portavoce del governo somalo, ha specificato che l’attacco è avvenuto poco dopo che un uomo armato, sospettato di essere membro di al-Shabaab, aveva ucciso Ibrahim Alow, un amministratore di Kahda, e Fadumo Matan, membro di un team di sensibilizzazione per il COVID-19. “L’attacco è avvenuto quando il commissario distrettuale e altri funzionari hanno raggiunto la scena del crimine”, ha detto Oronjo, aggiungendo che le indagini sono ancora in corso.

L’organizzazione terroristica somala di al-Shabaab, affiliata ad al-Qaeda, effettua spesso offensive di questo tipo, sia contro obiettivi civili che militari. Il suo scopo è quello di diffondere insicurezza e minare il governo centrale della Somalia, per rovesciare lo Stato, prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la Sharia. L’esplosione di martedì farebbe parte di una campagna di terrore avviata da al-Shabaab per minare le elezioni nazionali previste tra dicembre 2020 e febbraio 2021. A inizio ottobre, un’attentatrice suicida aveva ucciso un ufficiale dell’intelligence somala e le sue guardie di sicurezza facendosi esplodere presso un posto di blocco della capitale. Secondo gli esperti, il fatto che il gruppo continui a colpire obiettivi sensibili e postazioni strategiche dimostra che le sue capacità offensive non sono diminuite.

I militanti di al-Shabaab, che in arabo significa “la gioventù”, sono stati cacciati da Mogadiscio nel 2011 ma, nonostante la presenza dell’AMISOM, un esercito dell’Unione Africana composto da circa 20.000 uomini, e nonostante l’aumento di attacchi aerei da parte degli Stati Uniti, i jihadisti si sono dimostrati incredibilmente resistenti. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Secondo quanto emerso dalle ultime informazioni trapelate dalla Casa Bianca, tuttavia, l’amministrazione del presidente Donald Trump avrebbe in programma di ritirare i suoi soldati dal Paese africano e di farli rientrare in patria. Gli USA possiedono dai 650 agli 800 militari in Somalia, operativi nell’ambito del commando AFRICOM, per aiutare il Paese a combattere contro la minaccia di al-Shabaab. Il ritiro delle truppe, secondo quanto riferito dal sito Bloomberg News, dovrebbe consentire a Trump “di mantenere l’impegno, promesso in campagna elettorale, di riportare a casa i soldati impegnati all’estero”. Questo nonostante il pericolo rappresentato dai militanti islamisti somali, legati ad al-Qaeda, non sia ancora stato arginato.

Nel Country Report on Terrorism del 2019, rilasciato dal governo USA, l’Africa orientale è stata indicata come un porto sicuro per al-Shabaab, che ha il controllo de facto su ampie porzioni del territorio della Somalia centro-meridionale, dove riscuote anche tributi e ha assoggettato i governanti locali. Stando al report del 2019, da tali luoghi, i terroristi organizzano, pianificano e conducono attentati, agendo indisturbati, anche ai danni del confinante Kenya. Secondo il documento, nel 2019, gli attacchi di al-Shabaab sono aumentati e si stanno focalizzando su obiettivi governativi, cercando di uccidere membri e leader delle istituzioni, per minarne la credibilità e l’efficacia. Nel febbraio del 2017, il presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed, ha dichiarato lo stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Chiara Gentili

di Redazione

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