Shoygu: “condanniamo duramente l’aumento della presenza NATO al confine con la Bielorussia”

Pubblicato il 28 ottobre 2020 alle 6:22 in Bielorussia Russia

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La situazione dell’Unione Statale della Russia e della Bielorussia e del confine della Bielorussia con la NATO rimane tesa, poiché l’Alleanza continua ad aumentare la sua presenza militare al confine. A dichiararlo nella giornata di martedì è stato il ministro della Difesa russo Sergey Shoygu, assicurando che l’esercito russo dà la priorità alla sicurezza dello Stato dell’Unione.

“La situazione ai confini occidentali dell’Unione Statale rimane critica, poiché la NATO continua a espandere la sua presenza”, ha dichiarato ieri Shoygu.

“Alla luce della situazione militare e politica emergente nella regione e delle nuove sfide e minacce, principalmente legate al terrorismo internazionale, il ministero della Difesa russo considera la garanzia della sicurezza militare dell’Unione Statale un compito prioritario”, ha aggiunto il ministro, facendo riferimento alle recenti esercitazioni militari della NATO.

Da parte sua, il ministro della Difesa bielorusso Viktor Khrenin ha osservato che i paesi confinanti con la Bielorussia stanno aumentando la loro partecipazione alle esercitazioni militari della NATO, le quali vedono una presenza sempre crescente dell’esercito statunitense.

“Negli ultimi anni, il gruppo di rotazione della NATO nei paesi confinanti con la Bielorussia è aumentato di oltre 17 volte, raggiungendo i 10.000 militari”, ha ricordato Khrenin.

“Proprio di recente, si è tentato di mettere in scena un colpo di stato nella Repubblica di Bielorussia, con il sostegno politico e finanziario dell’Occidente. […] e questo è stato fatto per interrompere il processo di integrazione all’interno dell’Unione Statale e seminare discordia all’interno delle relazioni russo-bielorusse”, ha proseguito Shoygu.

Il capo dell’esercito russo ha inoltre sottolineato che i ministeri della Difesa di entrambi i Paesi “hanno ripetutamente condannato queste azioni”, dichiarando inammissibili tali ingerenze.

Secondo Shoygu, gli Stati Uniti starebbero intenzionalmente istigando tensioni e rivoluzioni in diversi paesi.

“La Repubblica di Bielorussia è stata e rimane il nostro vicino più prossimo, un alleato affidabile e un partner strategico. Questi aspetti non vanno in alcun modo trascurati, soprattutto in un contesto di instabilità globale come quello attuale”, ha concluso il ministro.

Il 9 agosto si sono tenute le elezioni presidenziali in Bielorussia. Il presidente uscente, Aleskandr Lukashenko è stato eletto per un sesto mandato con oltre l’80% dei voti. La candidata dell’opposizione, Svetlana Tichanovskaja, ha ottenuto 10,12%. Subito dopo l’annuncio dei risultati preliminari della votazione, nel Paese sono iniziate le proteste di massa dell’opposizione, che accusa il governo di brogli e frode elettorale. Le proteste sono state represse con forza dall’esercito e dalla polizia, in totale 3 persone sono morte e oltre 7.500 sono state arrestate. Su pressione popolare e internazionale il governo ha poi lasciato che le manifestazioni si svolgessero pacificamente. La UE non riconosce il risultato del voto ed ha annunciato sanzioni contro i responsabili dei brogli e delle violenze, mentre la Lituania è andata oltre varando sanzioni contro lo stesso Lukashenko. Mosca, dopo aver ignorato per settimane le richieste di aiuto di Lukashenko, invitando il paese vicino a fare da solo e condannando ogni ingerenza esterna, ha annunciato la formazione di una riserva delle forze di sicurezza che potrebbe intervenire in Bielorussia nel caso “la situazione degenerasse”. Putin, tuttavia, ha invitato Lukashenko ad “ascoltare” e a “prendere atto” delle proteste.


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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