L’India #staconMacron ed emenda leggi nel Kashmir

Pubblicato il 28 ottobre 2020 alle 12:36 in Francia India

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Mentre la maggior parte dei musulmani di tutto il mondo sta protestando contro il presidente della Francia, Emmanuel Macron, e sta lanciando campagne di boicottaggio dei prodotti francesi per le posizioni prese di recente rispetto all’Islam, in India, dove la maggioranza della popolazione è di fede induista, sta crescendo il sostegno al capo di Stato francese. Oltre a questo, il 27 ottobre, Nuova Delhi ha adottato un nuovo emendamento per il Jammu and Kashmir che consentirà ai cittadini indiani di acquistare terreni nella regione e che, secondo i critici, violerà i diritti della popolazione locale, a maggioranza musulmana.

Il 26 e il 27 ottobre, su Twitter in India gli hashtag #IStandWithFrance #WeStandWithFrance hanno spopolato con migliaia di indiani che hanno espresso i propri sostegno e solidarietà per la Francia e per il suo presidente, acclamato per altro con altri hashtag quali #WellDoneMacron e #MacronTHEHERO.

Il capo di Stato francese è stato duramente criticato per aver adottato una serie di politiche volte a contrastare il “separatismo islamico”, per aver definito l’Islam una religione “in crisi” in tutto il mondo e per aver sostenuto alcune vignette satiriche che rappresentavano caricature del Profeta Maometto. Tali mosse sono giunte dinnanzi all’intensificarsi di attacchi di matrice islamica in Francia, l’ultimo dei quali risale allo scorso 16 ottobre, quando un insegnante è stato decapitato da un 18enne ceceno simpatizzante dell’estremismo islamico per aver mostrato in classe caricature del Profeta Maometto. In Asia, più Paesi che a maggioranza musulmana, quali Pakistan, Malesia e Indonesia, si sono uniti alle critiche contro Macron e, in Bangladesh, la popolazione è scesa in strada a decine di migliaia in segno di protesta.

L’India, invece, è guidata dal partito nazionalista-induista Bharatiya Janata Party (BJP), con a capo il premier indiano, Narendra Modi, dal 2014, ed è uno tra i principali alleati di Parigi in Asia. Un membro del parlamento indiano del BJP, il 27 ottobre ha scritto un Tweet che recita: “Anche la tolleranza dovrebbe essere secolare. #IostoconlaFrancia. Ben fatto presidente francese”. Oltre a questo, a testimonianza della solidità dei legami indo-francesi, il 27 ottobre, mentre sui profili Twitter indiani spopolava il sostegno a Parigi, in India sono arrivati altri 5 jet Rafale dalla Francia, nell’ambito di un accordo dal valore di 9,4 miliardi di dollari risalente al 2016 che prevede la fornitura di 36 aerei da guerra di tipo Rafale entro il 2022. Altri 5 velivoli erano stati consegnati in India lo scorso 27 luglio.

Secondo i critici dell’attuale governo di Nuova Delhi, con Modi nel Paese sarebbe aumentato il sentimento anti-islamico soprattutto a seguito dell’adozione leggi che, a detta di molti, avrebbero colpito i musulmani. L’ultima di queste, che ha per altro innescato disordini sociali e scontri religiosi mortali a Nuova Delhi, è stata l’emendamento alla nuova legge sulla cittadinanza, ovvero il Citizenship Amendment Act (CAA), dell’11 dicembre 2019. Con esso, ai migranti irregolari appartenenti alle minoranze religiose Hindu, Sikh, Buddiste, Jain, Parsi e Cristiane, in fuga da Pakistan, Bangladesh ed Afghanistan, dove sono perseguitati, è stato consentito ottenere con maggior facilità la cittadinanza indiana. L’unica fede esclusa dall’emendamento è stata quella musulmana, che in India conta un totale di circa 180 milioni di fedeli e che hanno accusato Modi di aver così interrotto la secolare tradizione di tolleranza indiana, mostrando un pregiudizio verso i cittadini musulmani.

Per quanto riguarda, invece, le nuove misure per il Kashmir, il 27 ottobre, il governo indiano ha emesso una notifica in cui ha omesso la dicitura “essere un residente permanente dello Stato” tra i requisiti per acquistare terreni nel Jammu e Kashmir. Secondo quanto riferito da un membro del Ministero degli Interni in condizione di anonimità a Straits Times, gli ultimi emendamenti della legge sui terreni fanno parte di cambiamenti strutturali “cruciali” per il Jammu e Kashmir che dovrebbe essere amministrata come qualsiasi altra parte del Paese. Secondo l’opposizione locale, però, i cambiamenti apportati avrebbero messo il territorio “in vendita” e sono inaccettabili per la popolazione locale

Il Kashmir è soggetto a grandi cambiamenti dal punto di vista legislativo dal 5 agosto 2019, quando l’esecutivo del premier Modi ne aveva suddiviso il territorio sotto la propria giurisdizione in zone amministrate federalmente dall’India, revocando gli articoli 370 e 35A della Costituzione indiana che sancivano i diritti all’autonomia di cui godeva la regione, ovvero su tutte le questioni interne, tranne difesa, comunicazione e affari esteri. Modi aveva motivato la decisione affermando che si fosse trattato di uno sforzo più ampio per consentire lo sviluppo economico della regione e per integrarla con il resto del Paese. Il successivo 31 ottobre 2019, Nuova Delhi aveva poi pubblicato una nuova mappa del Paese in cui i territori contesi del Jammu e del Kashmir sono stati fatti rientrare nei cosiddetti Territori dell’Unione Jammu, Kashmir e Ladakh, insieme alle aree amministrate dal Pakistan del Kashmir, di Gilgit-Baltistan e di Azad Jammu.

Il Kashmir è una regione asiatica a maggioranza musulmana, situata e contesa tra l’India e il Pakistan che, al momento, ne amministrano aree distinte e della quale rivendicano entrambi la sovranità. Da decenni, nella parte indiana ci sono gruppi ribelli che lottano per l’indipendenza del territorio o per unirsi al Pakistan, accusato da Nuova Delhi di armare i militanti.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.