La Serbia punta all’UE ma non abbandona Russia e Cina

Pubblicato il 28 ottobre 2020 alle 18:35 in Europa Serbia

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In Serbia, il primo ministro designato, Ana Brnabic, ha dichiarato, mercoledì 28 ottobre, durante un discorso davanti al Parlamento, che il suo nuovo governo sarà filoeuropeo, ma manterrà relazioni “amichevoli” con Russia e Cina. Lassemblea parlamentare è chiamata a breve a decidere se approvare o meno il nuovo esecutivo serbo, dominato dagli alleati del presidente Aleksandar Vucic.

Brnabic, che ha guidato anche il precedente gabinetto, ha affermato che compito prioritario del nuovo governo sarà quello di accelerare “il processo di integrazione europea”, rendendo lo stato di diritto e le riforme democratiche in linea con i requisiti per l’adesione all’Unione. Sebbene cerchi formalmente di entrare nel blocco, la Serbia mantiene comunque forti i suoi legami economici, politici e militari con Russia e Cina.

Al voto del 21 giugno, il Partito progressista serbo (SNS) di Vucic, attualmente al governo, è risultato vincitore nonostante il boicottaggio dei principali partiti dellopposizione, che hanno accusato il presidente di autoritarismo. I parlamentari dellSNS hanno ottenuto 188 seggi nellassemblea, composta da 250 membri. Il resto è andato agli alleati di Vucic o a gruppi di minoranza. Lopposizione aveva invitato i cittadini a non andare a votare, citando la mancanza di condizioni di voto libere ed eque e il pericolo per la salute dovuto alla pandemia di COVID-19. Ciononostante, i dati sull’affluenza hanno dimostrato l’insuccesso della campagna di boicottaggio, dato che il tasso di partecipazione è stato soltanto lievemente inferiore rispetto al normale, ovvero poco meno del 50%.

I principali partiti dell’opposizione hanno dichiarato, mercoledì 28 ottobre, che il nuovo governo, che ha 21 ministri, la metà dei quali donne, non sarebbe legittimo in quanto derivato da elezioni “fraudolente”. Circa una settimana fa, Vucic ha fatto sapere che, entro aprile 2022, potrebbero tenersi elezioni parlamentari anticipate. Gli analisti ritengono che tale decisione sia il risultato delle pressioni dell’UE, i cui funzionari hanno espresso preoccupazioni in merito alle elezioni di giugno, accusate da molti in Europa di non essere né libere né eque.

La premier Brnabic, incaricata di formare il nuovo governo in Serbia, ha poi sottolineato, nel suo discorso al Parlamento, che il Kosovo è una delle maggiori sfide politiche che il Paese affrontare. Mentre presentava il programma governativo, il primo ministro ha dichiarato che si impegnerà e si coordinerà con il presidente Aleksandar Vucic e con i rappresentanti serbi del Kosovo per decidere quali mosse future intraprendere. “Il nuovo governo continuerà con la politica di protezione degli interessi nazionali vitali, la pace e la cooperazione, con l’obiettivo di proteggere il nostro popolo, il patrimonio culturale, ma anche la pace e la stabilità nella regione”, ha affermato la premier.

Il nuovo governo include il Partito progressista serbo (SNS), il Partito socialista di Serbia (SPS) guidato da Ivica Dacic, recentemente eletto come portavoce del Parlamento, e l’Alleanza patriottica serba (SPAS) guidata da Aleksandar Sapic, che era all’opposizione. Anche alcuni rappresentanti delle minoranze fanno parte del nuovo esecutivo, composto al 50% da donne.

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Chiara Gentili

di Redazione

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