Cina e USA si contendono lo Sri Lanka

Pubblicato il 28 ottobre 2020 alle 10:35 in Cina Sri Lanka USA e Canada

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Il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, si è recato in visita nella capitale dello Sri Lanka, Colombo, e nelle Maldive, il 28 ottobre, con lo scopo  avvicinare i due Paesi a Washington e di  metterli in guardia da un’eccessiva cooperazione con la Cina che, secondo gli USA, starebbe cercando di sfruttare i due Paesi attraverso prestiti e investimenti.

A Colombo, Pompeo ha affermato: “Il Partito comunista cinese è un predatore, lo abbiamo visto con i suoi accordi svantaggiosi e con le violazioni di sovranità e della legge sia in ambito territoriale, sia in ambito marittimo. Gli Stati Uniti giungono qui diversamente, come amici e come partner”. Lo Sri Lanka non sembra però essere intento a sbilanciarsi e, durante la visita di Pompeo, il ministro degli Esteri, Dinesh Gunawardena, ha dichiarato che: “Lo Sri Lanka è un Paese neutrale e non-allineato”, aggiungendo che Colombo ha intenzione di continuare a collaborare sia con gli Stati Uniti sia con altri Paesi. I tre maggiori partner esteri dello Sri Lanka sono proprio la Cina, l’India e gli Stati Uniti.

Il 26 ottobre, l’ambasciata cinese in Sri Lanka ha duramente criticato la posizione statunitense, già espressa in precedenza, rispetto alle relazioni tra Pechino e Colombo e ha accusato Washington di utilizzare la visita di Pompeo come pretesto per interferire nelle relazioni tra la Cina e lo Sri Lanka e per forzare l’isola a compiere una scelta. L’ambasciata cinese ha altresì criticato l’invio di una delegazione statunitense nell’isola proprio mentre quest’ultima sta affrontando una ripresa nei contagi di coronavirus che ne stanno mettendo in difficoltà il sistema sanitario, considerando l’alto numero di infezioni negli USA. Secondo l’ambasciata cinese, lo Sri Lanka non può permettersi alcun “rischio importato”.

L’isola è un avamposto strategico nella regione dell’Indo-Pacifico e gli USA insieme all’India e al Giappone stanno cercando di rafforzare le relazioni con Colombo, dove, però, è presente un governo vicino alla Cina che è, altresì, uno dei maggiori investitori esteri nel Paese. Prima della visita di Pompeo, tra le ultime iniziative di avvicinamento dell’asse avverso alla Cina, il 26 settembre scorso, il primo ministro indiano, Narendra Modi, ha organizzato un summit virtuale con la controparte dello Sri Lanka, Mahinda Rajapaksa. Successivamente, il primo ottobre, il Giappone ha organizzato un dialogo bilaterale per sulla sicurezza marittima e per questioni oceaniche.

Dal canto suo, però, il 9 ottobre, Pechino ha inviato in Sri Lanka Yang Jiechi, il direttore dell’Ufficio Affari Esteri della Commissione Centrale del Partito comunista cinese(PCC), il quale ha incontrato il presidente dello Sri Lanka, Gotabaya Rajapaksa, e il premier, nonché suo fratello, Mahinda Rajapaksa. A seguito di tale incontro, la Cina ha concesso all’isola dell’Oceano Indiano un sussidio per lo sviluppo dal valore di 90 milioni di dollari che serviranno a finanziare cure mediche, istruzione e forniture d’acqua nelle aree rurali del Paese.

Al momento, gli USA e lo Sri Lanka hanno invece in ballo tre accordi, uno economico e due militari, che Pompeo dovrà discutere durante la sua visita. Il Millennium Challenge Corporation (MCC) prevedrebbe finanziamenti per lo sviluppo dell’economia dell’isola per 480 milioni di dollari, mentre lo Acquisition and Cross-Servicing Agreement (ACSA) e lo Status of Forces Agreement (SOFA) prevedrebbero un accesso facilitato per l’esercito statunitense allo Sri Lanka. Negli ultimi anni, le relazioni tra Washington e Colombo sono state tese a causa della reticenza della seconda a garantire alla prima una maggiore presenza sul proprio territorio e per questioni legate al rispetto dei diritti umani. Gli USA vogliono però tornare ad intensificare i rapporti bilaterali per perseguire “l’obiettivo di uno sviluppo economico sostenibile e di un Indo-Pacifico aperto”.

Al momento, gli USA hanno una base militare, la Diego Garcia, collocata su un’isola inglese nell’Oceano Indiano che si trova 1.200km a Sud delle Maldive e 1.700 km a Sud dello Sri Lanka, dove, lo scorso 13 agosto, gli Stati Uniti hanno posizionato tre bombardieri B-2A Spirit, in grado di trasportare ordigni atomici. Avere una presenza in Sri Lanka consentirebbe a Washington di godere di una posizione ancor più strategica nelle acque asiatiche.

Prima della visita di Pompeo il Dipartimento di Stato degli USA, in una dichiarazione, ha incoraggiato lo Sri Lanka a considerare l’opzione di uno sviluppo economico sostenibile che offrono gli USA anche in contrasto con “pratiche discriminatorie e opache”, riferendosi alla Cina. Colombo ha aderito al grande progetto infrastrutturale e di investimenti promosso da Pechino e noto come Nuove Vie della Seta, lanciato dal presidente cinese, Xi Jinping, nel 2013. Il progetto è stato ampiamente criticato da Washington che ha accusato la Cina di perpetrare la cosiddetta “diplomazia del debito”, con la quale Pechino avrebbe concesso ingenti prestiti a molti Paesi poveri o con un debito già molto alto per la realizzazione di grandi progetti e iniziative per trarne vantaggio laddove i contraenti non riescano a ripagarla. Nel 2017, proprio lo Sri Lanka non riuscendo a restituire il finanziamento cinese ha dato la gestione del 70% del suo secondo porto, Hambantota, ad un’azienda statale di Pechino per 99 anni al costo di 1,1 miliardi di dollari, con i quali ripagherà Pechino per il prestito che le aveva concesso.

Pompeo ha iniziato in India un tour asiatico che lo porterà a Nuova Delhi, in Sri Lanka, nelle Maldive e in Indonesia dal 25 al 30 ottobre e al centro del quale vi sarà la “promozione di un Indo-Pacifico libero e aperto”. Di recente, sia gli USA sia l’India hanno sollevato numerose preoccupazioni proprio rispetto agli investimenti cinesi in Sri Lanka e nelle Maldive.

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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