Afghanistan: attacchi dei talebani in 22 province

Pubblicato il 28 ottobre 2020 alle 20:40 in Afghanistan Asia

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I talebani hanno organizzato attacchi e altre “attività violente” in almeno 22 province, in sole 24 ore, secondo quanto ha riferito il Ministero della Difesa dell’Afghanistan, il 27 ottobre. 

I rappresentanti del governo di Kabul hanno però aggiunto che i membri delle forze di sicurezza e du difesa nazionali hanno respinto tutti gli attacchi e sventato i piani dei militanti islamisti, infliggendo pesanti perdite agli insorti. Riferendosi alla violenza dei talebani, il ministro degli Affari Interni, Massoud Andarabi, ha dichiarato che il gruppo sta sprecando l’opportunità offerta loro dal popolo afghano per raggiungere un accordo per riconciliare il Paese. I deputati afgani hanno avvertito le parti che le continue violenze influenzeranno gli sforzi di pace in corso nel Paese. “Purtroppo, l’aumento degli attacchi sta trasformando le speranze della gente in delusione”, ha aggiunto il parlamentare, Gul Ahmad Noorzad.

Da parte sua, un portavoce dei talebani ha dichiarato che questi “non si sono mai” impegnati a fermare la lotta contro le forze di sicurezza afghane, ma solo contro gli Stati Uniti. L’inviato speciale degli USA per la pace in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, l’11 marzo, aveva però dichiarato che i militanti si erano impegnati alla riduzione delle violenze e avevano dichiarato che non avrebbero effettuato attacchi nei grandi centri urbani, come le capitali provinciali. Nuove ondate di violenza sono state segnalate a Kabul, Helmand, Nimroz, Maidan Wardak, Badakhshan, Ghazni, Takhar, Kunduz, Baghlan, Faryba e Ghazni.

Un portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha affermato che l’accordo firmato dai talebani il 29 febbraio era solo con gli Stati Uniti, affermando che è necessario un accordo separato con le forze afghane per pacificare il Paese. Il 27 ottobre, Khalilzad ha dichiarato in una serie di tweet di essere tornato nella regione, ma di essere deluso dal fatto che la violenza sia continuata “nonostante gli impegni presi in precedenza”. “Gli afgani devono puntare allo sviluppo invece che alla distruzione, alla stabilità e non al caos, al perdono invece che alla vendetta, al compromesso invece che all’inflessibilità”, ha dichiarato Khalilzad. Ha poi concluso che “gli afgani hanno bisogno di orientarsi verso lo sviluppo anziché la distruzione, la stabilità invece del caos, il perdono invece della vendetta, il compromesso invece dell’inflessibilità”.

Ad oggi, l’Afghanistan subisce fortemente le divisioni derivanti dalla sua travagliata storia. A seguito della fine del dominio dell’Unione Sovietica in Afghanistan, durato dal 1979 al 1989, il Paese ha vissuto numerosi sconvolgimenti. Nel 1996 i talebani avevano guadagnato il controllo di gran parte del Paese, ottenuto in seguito a una sanguinosa guerra civile combattuta contro varie fazioni locali. Nel 2001, in seguito agli attentati dell’11 settembre, gli USA hanno invaso l’Afghanistan, accusato di essere la base logistica dalla quale Al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi contro gli Stati Uniti e dove si era a lungo nascosto il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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