Svezia, coronavirus: nuovi contagi mai così alti da giugno

Pubblicato il 27 ottobre 2020 alle 18:28 in Europa Svezia

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La Svezia, unico Paese al mondo che non ha mai imposto il lockdown, ha registrato il numero più alto di nuovi casi di coronavirus dall’inizio della pandemia, ovvero 1.870 in un giorno, superando il record precedente. Nonostante i contagi siano in preoccupante crescita, gli esperti sanitari svedesi negano che il recente aumento delle infezioni sia il segno di una seconda ondata in arrivo. Secondo l’Agenzia nazionale della salute, in primavera i casi sarebbero stati molti di più ma non sono stati registrati a causa della mancanza di test. Il record precedente di nuovi positivi giornalieri era stato 1.698, un picco raggiunto a fine giugno.

Per quanto riguarda il bilancio ufficiale delle vittime in Svezia, queste sarebbero al momento circa 5.930. L’Agenzia della salute e la regione di Uppsala hanno invitato la popolazione ad attenersi ad alcune restrizioni una settimana fa. Si tratta comunque di raccomandazioni, e non di provvedimenti legislativi. Le autorità hanno chiesto di evitare i trasporti pubblici, se possibile, e di astenersi dall’incontrare persone che non siano i propri conviventi.

Molti Paesi europei stanno reintroducendo misure restrittive volte a prevenire la diffusione del coronavirus, ma l’epidemiologo statale svedese, Anders Tegnell, ha affermato che, mentre Stati come Paesi Bassi, Francia e Spagna, stanno vivendo una seconda ondata di Covid-19, in Svezia non è e non sarà così. “Ciò dovrebbe richiedere una diffusione piuttosto sostanziale in gran parte della società, cosa che non stiamo affatto vedendo in Svezia”, ha riferito ai giornalisti Tegnell, specificando comunque che il recente aumento dei casi “va preso seriamente”.

L’epidemiologo, architetto di una strategia pandemica dal cosiddetto “soft-touch”, volta a limitare piuttosto che a sradicare la malattia, ha dichiarato che la ripresa dei casi è principalmente legata ai giovani e ai contagi sui luoghi di lavoro. “Il virus si è diffuso in modo molto irregolare in tutta la Svezia, colpendo diverse parti del Paese in misura diversa”, ha detto durante una conferenza stampa. “Stoccolma ancora una volta rappresenta una parte molto ampia dei nuovi casi nazionali”, ha aggiunto.

In rapporto alla popolazione, il tasso di mortalità per coronavirus, in Svezia, è risultato molto superiore a quello dei Paesi nordici vicini e inferiore solo a Spagna, Stati Uniti, Italia e Gran Bretagna. Tale situazione, che ha attirato l’attenzione di molti Paesi a livello internazionale, sarebbe il risultato di una politica “non ortodossa” adottata dalle autorità svedesi per affrontare la minaccia della pandemia. La Svezia ha puntato molto sulla responsabilità della sua popolazione, evitando di imporre rigidi divieti governativi in numerosi settori. Nonostante l’aumento dei casi e le rigorose quarantene applicate in Danimarca e Norvegia ad aprile, i confini, i ristoranti, le palestre, i negozi e i parchi giochi svedesi sono sempre rimasti aperti.

“Lo scopo del nostro approccio è che le persone stesse comprendano la necessità di seguire le raccomandazioni e le linee guida esistenti”, ha dichiarato il direttore generale dell’Agenzia sanitaria svedese, Johan Carlson. Mentre molti Paesi hanno adottato regole mutevoli e forti restrizioni, Carlson ha affermato che le linee guida svedesi sono state progettate per essere facili da comprendere e conservate per un periodo prolungato. “Non ci sono altri rimedi prima che siano disponibili misure mediche, principalmente i vaccini. La popolazione svedese ha preso la situazione a cuore”, ha detto il direttore.

La strategia svedese per il coronavirus si è basata in gran parte sulla formulazione di raccomandazioni e sulla divulgazione di informazioni al pubblico, facendo leva sull’elevato livello di fiducia dei cittadini nei confronti delle autorità nazionali e locali. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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