Pompeo in visita in India per intensificare la cooperazione

Pubblicato il 27 ottobre 2020 alle 10:59 in India USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il segretario di Stato, Mike Pompeo, e il segretario alla Difesa degli USA, Mark Esper, hanno incontrato i loro omologhi indiani, Subrahmanyam Jaishankar e Rajnath Singh, nel quadro del terzo Dialogo ministeriale 2+2 che si riunisce a cadenza annuale, il 27 ottobre, il cui obiettivo sarà “potenziare il partenariato strategico globale USA-India ed espandere la cooperazione per promuovere la stabilità e la prosperità nell’Indo-Pacifico e nel mondo”. L’incontro produrrà la firma di un accordo in materia di condivisione d’intelligence, il Basic Exchange and Cooperation Agreement, e, prima di lasciare il Paese, Esper e Pompeo incontreranno anche il primo ministro indiano, Narendra Modi.

Al centro dell’incontro ci sarà la “minaccia alla sicurezza posta dalla Cina”, così come l’ha definita la parte statunitense. Pompeo ha affermato: “Quest’oggi rappresenta una nuova opportunità per due grandi democrazie come le nostre di avvicinarsi” e ha sottolineato che i due Paesi dovranno parlare di cooperazione per “sconfiggere la pandemia che è iniziata a Wuhan, respingere le minacce alla sicurezza e alla libertà poste dal Partito comunista cinese, promuovere la pace e la stabilità nella regione”. Anche Esper ha ribadito la volontà statunitense di intensificare e rafforzare i legami con l’India in materia di sicurezza ribadendo la volontà di affrontare insieme le sfide che si presenteranno e per proteggere quei principi che garantiranno un Indo-Pacifico libero e aperto in futuro. Il 26 ottobre, Pompeo ed Esper avevano già incontrato separatamente le rispettive controparti.

Tra le intese che dovrebbe produrre il Dialogo ministeriale 2+2 c’è un accordo per la condivisione di informazioni d’intelligence, noto come Basic Exchange and Cooperation Agreement, che consentirà agli USA di condividere dati top-secret ottenuti da satelliti e sensori che potrebbero aiutare l’India nell’indirizzare i propri missili e nello schierare le proprie truppe, aumentando l’accuratezza di armi e droni indiani. Oltre a questo, l’accordo potrebbe prevedere anche l’istallazione di tecnologie di navigazione di ultima generazione nei jet da combattimento che gli USA forniscono all’India. Il 26 ottobre, Esper ha affermato di essere positivo rispetto all’ampliamento della condivisione delle informazioni.

L’intensificazione della cooperazione in materia di sicurezza tra USA e India potrebbe essere molto importante per la seconda, la quale, al momento, sta assistendo ad un momento di tensioni militari con la Cina, lungo il confine de facto tra i due Paesi nella regione himalayana, noto come Linea di Controllo Effettivo (LAC). Dallo scorso 5-6 maggio, nella zona del passo di Nathu La, nello Stato indiano del Sikkim, nel settore centrale della LAC, sono iniziati i primi scontri fisici tra gli eserciti indiano e cinese che, il 15 giugno successivo, sono culminati nella morte di circa 20 soldati indiani nella valle di Galwan, situata tra l’area di Aksai Chin, amministrata dalla Cina, e il territorio indiano di Ladakh, nel settore occidentale della LAC. Nonostante la Cina non abbia fornito un numero esatto di caduti, l’episodio è stato l’incidente che ha causato il maggior numero di vittime tra i due eserciti dal 1967 e ha provocato un’intensificazione dell’impegno militare lungo il confine da parte di entrambi i Paesi, ora impegnati in dialoghi bilaterali a più livelli per distendere gli attriti.

Anche le relazioni sino-statunitensi sono in uno stato di progressivo peggioramento e, al momento, Washington da un lato sta fornendo all’India equipaggiamento militare per basse temperature e dall’altro ha in programma un’esercitazione militare congiunta con India, Australia e Giappone, nota come MALABAR. I quattro Paesi sono legati da un’alleanza nota come Quad che la Cina vede come un tentativo di limitare la propria crescita regionale e i cui ministri degli Esteri si sono riuniti lo scorso 6 ottobre. In tale occasione, Pompeo  aveva chiesto ai suoi omologhi giapponese, australiano e indiano una maggiore cooperazione per contrastare le crescente influenza regionale della Cina.

Pompeo ha iniziato in India un tour asiatico che lo porterà a Nuova Delhi, in Sri Lanka, nelle Maldive e in Indonesia dal 25 al 30 ottobre e al centro del quale vi sarà la “promozione di un Indo-Pacifico libero e aperto”. Di recente, sia gli USA sia l’India hanno sollevato numerose preoccupazioni proprio rispetto agli investimenti cinesi in Sri Lanka e nelle Maldive, Paesi che hanno aderito al progetto delle Nuove Vie della Seta, lanciato dal presidente cinese, Xi Jinping, nel 2013.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.